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Noa: "La musica è una luce piccola ma fondamentale. È la mia medicina d'amore"

La cantante ci parla del nuovo album "Love medicine". "Il mondo ha un disperato bisogno di una medicina d'amore, tanto più nei momenti drammatici come quelli che stiamo vivendo". "Il mio paese diventa nazionalista e razzista ogni giorno di più e io non voglio diventare così. Pago un prezzo alto per questo, concerti cancellati, minacce alla mia vita e cose anche peggiori"
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"La musica ha la forza di trasformare la nostra vita e le nostre prospettive. È una piccola ma fondamentale luce". Noa spiega così il suo lavoro e il suo nuovo album Love Medicine, un disco molto bello, che vede la collaborazione di artisti del calibro di Pat Metheny e Gilberto Gil, ennesimo capitolo di un'avventura musicale e personale davvero unica. Noa arriva a Roma da Tel Aviv, nel pieno di una crisi che sta portando il suo paese sull'orlo di una ennesima guerra: "Quando finirà questo brutale spargimento di sangue?", dice con passione, "quando smetteremo di ascoltare scuse patetiche, affogate da accuse e codardia dai nostri decadenti leader di una e dell'altra parte, che non hanno ancora capito che non hanno alcun diritto di occupare il 'trono' che noi abbiamo costruito per loro se non sono capaci di salvare le vite dei nostri figli, se non combattono l'odio e la violenza con le loro mani nude, se non sacrificano le loro comodità…
"La musica ha la forza di trasformare la nostra vita e le nostre prospettive. È una piccola ma fondamentale luce". Noa spiega così il suo lavoro e il suo nuovo album Love Medicine, un disco molto bello, che vede la collaborazione di artisti del calibro di Pat Metheny e Gilberto Gil, ennesimo capitolo di un'avventura musicale e personale davvero unica. Noa arriva a Roma da Tel Aviv, nel pieno di una crisi che sta portando il suo paese sull'orlo di una ennesima guerra: "Quando finirà questo brutale spargimento di sangue?", dice con passione, "quando smetteremo di ascoltare scuse patetiche, affogate da accuse e codardia dai nostri decadenti leader di una e dell'altra parte, che non hanno ancora capito che non hanno alcun diritto di occupare il 'trono' che noi abbiamo costruito per loro se non sono capaci di salvare le vite dei nostri figli, se non combattono l'odio e la violenza con le loro mani nude, se non sacrificano le loro comodità per la sicurezza e il futuro dei popoli che rappresentano, se non ci portano finalmente alla pace!".   

È difficile in un momento come questo parlare d'amore...
"No, il mondo ha un bisogno disperato di una medicina d'amore. Per colpa dell'avidità, siamo ossessionati dalle cose che abbiamo, siamo tutti in un enorme e internazionale egotrip. Io non ho pazienza per questo genere di cose, non riesco a relazionarmi con persone che pensano troppo a se stesse o hanno un concetto troppo elevato di se stesse, ossessionate dal proprio culto presunto. Puoi prenderti cura di te stesso, è giusto, ma devi prenderti cura anche degli altri, almeno quanto prendi cura di te stesso, se non di più, tanto tutto torna in ogni caso. Credo nella generosità di spirito e la musica di questo tratta, sono una persona politica, parlo chiaro, vengo criticata nel mio paese per le posizioni che prendo, sono combattiva; ma con la musica non è così. Se voglio scrivere un articolo su un giornale o su un blog lo faccio ma la musica è un luogo interiore completamente diverso".

Si può dire che la musica non conosca la parola "nemico"?
"Sfortunatamente non è più così, ci sono un sacco di canzoni recenti che hanno dentro inimicizia e odio, la musica può essere una piattaforma per esprimere rabbia e frustrazione. È particolarmente vero per gli artisti del rap, ma anche nel campo politico è così, ci sono dei rapper palestinesi che usano un linguaggio... non li condanno, è vero, la loro situazione è terribile, lo è anche per molti israeliani, ma io non riuscirei a fare una cosa del genere. Io ho sempre cercato con la mia musica di illuminare alcuni piccoli angoli dello spirito umano. Per me è come se lo spirito umano fosse una grande casa buia e io cammini al suo interno con una piccola torcia, per mostrare le cose in una luce differente, stimolare sensazioni e fare in modo che la gente pensi per proprio conto. Io non ho risposte, le devi cercare per tuo conto, io ti offro la mia prospettiva sulle cose, cerco di innescare reazioni, aprire piccole scatole, è tutto quello che posso fare".

La sua musica ha sempre preso strade diverse, non evolve in una direzione, si muove ovunque.
"Il grande paradosso è che è impossibile categorizzare quello che faccio, io sono me stessa, mi innamoro di cose diverse. Del resto come puoi categorizzare una persona, definirla in due frasi, non si può. Per me la musica è il riflesso dell'anima nel senso più profondo, della mente, del cuore, della personalità, e cerco di seguire questa strada sempre, anche se non è commerciale. La musica non è un lavoro è la mia ragione d'essere, non diventerò ricca o famosa, non mi interessa. Mi interessa invece riuscire ad avere l'onore di toccare il cuore della gente. Le lettere, le e mail che la gente mi scrive, sono il mio tesoro, il mio conto in banca, le conservo per i miei nipoti, quando chiederanno 'cosa faceva la nonna?' le potranno leggere, diranno 'non ci ha lasciato una villa in Toscana ma questo'. Ecco cosa trasforma la mia musica in una medicina d'amore. Le faccio un esempio: io sono nota in Italia soprattutto per la mia collaborazione con Roberto Benigni e Nicola Piovani per La vita è bella, e la domanda che mi hanno sempre fatto è perché questi artisti hanno voluto una cantante che viene da Israele per lavorare con loro. Io stessa me lo sono chiesta, perché mi hanno chiamato, è stata la telefonata più bella che ho ricevuto in tutta la mia vita, più dello stesso invito che ho ricevuto dal Vaticano. Aver contribuito a quel film mi sconvolge ancora. Dopo anni di amicizia con Piovani gli ho chiesto 'perché avete cercato me?'. Lui mi ha raccontato che per problemi di salute era stato costretto a restare fermo in ospedale per un lungo periodo di tempo, e che in quel periodo disperato ascoltava la mia musica continuamente. Medicina d'amore, per questo mi ha chiamato. Posso anche raccontare la storia di una mia amica giapponese che è andata in coma dopo un terribile incidente. Sua madre è stata accanto a lei due anni e le ha suonato costantemente i miei cd che sapeva che lei amava. Dopo due anni si è svegliata e ricordava tutte le canzoni che aveva ascoltato. Questo tipo di cose mi fanno pensare che non sarò mai Madonna, ma chi se ne importa, ho creato una medicina d'amore e sono stata fedele a me stessa e alla mia arte e la gente mi ama per questo. Continuo così, con amore per la musica, passione per quello che faccio, curiosità , è quello che posso dare alla gente oggi".

Non è sempre facile.
"Quando l'album è uscito in Israele molti dei critici si sono meravigliati, perché è un disco che parla d'amore. Nel mio paese sono un personaggio estremamente controverso, perché io rifiuto di stare zitta e non cerco il facile consenso, dico quello che penso. Il mio paese diventa nazionalista e razzista ogni giorno di più e io non voglio diventare così. Pago un prezzo alto per questo, concerti cancellati, minacce alla mia vita e cose anche peggiori. Ora faccio un album in cui parlo d'amore e loro non capiscono. Ma diciamo che io non capisco loro, non devo capirli: io sono un'artista, devo fare quello che il mio cuore mi dice di fare e questo farò per tutta la mia vita".