HA soltanto nove anni e per molti già è un posto che merita una visita come fosse un monumento dalla lunga storia. Il Teatro del Silenzio è una sorta di non-costruzione, un anfiteatro creato assecondando la naturale conformazione del paesaggio collinare di Lajatico e che occupa l'area soltanto in occasione dell'annuale concerto di Andrea Bocelli (platea e palco vengono poi smontati) che in quei luoghi è nato. "Volevamo proporre qualcosa di inedito e genuino, una grande festa fatta di musica, di bellezza, di rispetto per la natura circostante", racconta il cantante. "Nato quasi per gioco, il Teatro del Silenzio è letteralmente lievitato e a oggi ha ospitato oltre centocinquantamila spettatori provenienti da ogni parte del mondo".
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Teatro del Silenzio, oltre che un luogo è anche un'idea, quella appunto di uno scenario silenzioso e contemplativo, abitato per una sera soltanto (quest'anno due) dalla grande musica: "Qui si sono alternati, affiancandomi, colleghi provenienti da universi espressivi assai diversi", continua Bocelli. "E tutti ne hanno vissuto, stupiti, l'atmosfera magica, celebrando il luogo col proprio talento. Ogni anno, mia netta sensazione è di ricevere davvero 'a casa' sia gli amici artisti sia ogni singolo spettatore: insieme, festeggiamo la gioia della condivisione dell'arte, in un palcoscenico naturale che non ha eguali. Una festa, per lo spirito e per i sensi".
Per questa nona edizione Bocelli ha pensato a un'opera intera, rappresentata in forma di concerto, Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni. Lui nel ruolo di Turiddu, assieme con i Cameristi del Maggio Musicale Fiorentino e al Corale Quadriclavio, verrà diretto da Placido Domingo. "Credo che il maestro Domingo ", continua Bocelli, "sia tra gli artisti in attività il più completo, eclettico e geniale che io abbia avuto la fortuna di poter frequentare. La sua voce, in ambito tenorile, da molti decenni ha segnato la storia dell'interpretazione".
Domingo, essendo prima che un direttore un grande cantante, conosce certamente le esigenze degli interpreti, che sa come guidare al meglio: "Cavalleria Rusticana", dice il tenore spagnolo, "è senza dubbio uno tra i componimenti più straordinari del repertorio italiano. Ho cantato Turiddu più di cento volte nella mia carriera e l'avrò sempre a cuore. Poter dirigere quest'opera a Lajatico con Andrea sarà un vero piacere". Il concerto, diviso in due parti, vedrà quindi l'interpretazione di quella che forse è l'opera italiana più eseguita nel mondo: "Abbiamo voluto rendere omaggio a un gigante della musica, un genio toscano del quale lo scorso anno è stato festeggiato il 150° anniversario della nascita", spiega Bocelli.
"Il capolavoro di Mascagni è perfettamente godibile anche in forma di concerto, tale e tanta sono la forza della musica e la chiarezza dell'intreccio, così straripanti pathos e melodie celeberrime, al punto da essere penetrate nella memoria collettiva del mondo. Il ruolo del protagonista resta sempre un triplo salto mortale, perché bisogna comunicare la forza rovente delle passioni, senza però cedere alla tentazione d'andare oltre ai propri confini vocali".
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La seconda parte del concerto sarà invece ricca di brani famosi, ancora dal repertorio italiano: "Dato che questa edizione del Teatro del Silenzio propone il Pathos quale parola chiave, dopo aver proposto 'i dolori dell'amore' nella prima parte del concerto, nella seconda se ne affronteranno le gioie, con arie, duetti e pagine corali e strumentali di Ponchielli, Verdi, Puccini, Leoncavallo, Giordano".
Andrea Bocelli, che oltre a essere un cantante di successo è anche un organizzatore impegnato, conduce parallelamente alla musica un'attività filantropica attraverso la sua Andrea Bocelli Foundation: "La fondazione, tra le molte altre cose, sta collaborando con il Mit (Massachusetts Institute of Technology, ndr) per lo sviluppo di un device che permetta ai non vedenti di avere una vita lavorativa e sociale più autonoma. Credo che la vita sia come un grande banchetto al quale si sta bene se c'è il minimo indispensabile per tutti", dice. "Se qualcuno non sta bene, per qualsiasi motivo, la festa fallisce".
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Teatro del Silenzio, oltre che un luogo è anche un'idea, quella appunto di uno scenario silenzioso e contemplativo, abitato per una sera soltanto (quest'anno due) dalla grande musica: "Qui si sono alternati, affiancandomi, colleghi provenienti da universi espressivi assai diversi", continua Bocelli. "E tutti ne hanno vissuto, stupiti, l'atmosfera magica, celebrando il luogo col proprio talento. Ogni anno, mia netta sensazione è di ricevere davvero 'a casa' sia gli amici artisti sia ogni singolo spettatore: insieme, festeggiamo la gioia della condivisione dell'arte, in un palcoscenico naturale che non ha eguali. Una festa, per lo spirito e per i sensi".
Per questa nona edizione Bocelli ha pensato a un'opera intera, rappresentata in forma di concerto, Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni. Lui nel ruolo di Turiddu, assieme con i Cameristi del Maggio Musicale Fiorentino e al Corale Quadriclavio, verrà diretto da Placido Domingo. "Credo che il maestro Domingo ", continua Bocelli, "sia tra gli artisti in attività il più completo, eclettico e geniale che io abbia avuto la fortuna di poter frequentare. La sua voce, in ambito tenorile, da molti decenni ha segnato la storia dell'interpretazione".
Domingo, essendo prima che un direttore un grande cantante, conosce certamente le esigenze degli interpreti, che sa come guidare al meglio: "Cavalleria Rusticana", dice il tenore spagnolo, "è senza dubbio uno tra i componimenti più straordinari del repertorio italiano. Ho cantato Turiddu più di cento volte nella mia carriera e l'avrò sempre a cuore. Poter dirigere quest'opera a Lajatico con Andrea sarà un vero piacere". Il concerto, diviso in due parti, vedrà quindi l'interpretazione di quella che forse è l'opera italiana più eseguita nel mondo: "Abbiamo voluto rendere omaggio a un gigante della musica, un genio toscano del quale lo scorso anno è stato festeggiato il 150° anniversario della nascita", spiega Bocelli.
"Il capolavoro di Mascagni è perfettamente godibile anche in forma di concerto, tale e tanta sono la forza della musica e la chiarezza dell'intreccio, così straripanti pathos e melodie celeberrime, al punto da essere penetrate nella memoria collettiva del mondo. Il ruolo del protagonista resta sempre un triplo salto mortale, perché bisogna comunicare la forza rovente delle passioni, senza però cedere alla tentazione d'andare oltre ai propri confini vocali".
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La seconda parte del concerto sarà invece ricca di brani famosi, ancora dal repertorio italiano: "Dato che questa edizione del Teatro del Silenzio propone il Pathos quale parola chiave, dopo aver proposto 'i dolori dell'amore' nella prima parte del concerto, nella seconda se ne affronteranno le gioie, con arie, duetti e pagine corali e strumentali di Ponchielli, Verdi, Puccini, Leoncavallo, Giordano".
Andrea Bocelli, che oltre a essere un cantante di successo è anche un organizzatore impegnato, conduce parallelamente alla musica un'attività filantropica attraverso la sua Andrea Bocelli Foundation: "La fondazione, tra le molte altre cose, sta collaborando con il Mit (Massachusetts Institute of Technology, ndr) per lo sviluppo di un device che permetta ai non vedenti di avere una vita lavorativa e sociale più autonoma. Credo che la vita sia come un grande banchetto al quale si sta bene se c'è il minimo indispensabile per tutti", dice. "Se qualcuno non sta bene, per qualsiasi motivo, la festa fallisce".