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Flaming Lips, "With a Little Help from my Friends": la scommessa di rifare i Beatles

La band di Wayne Coyne pubblica a ottobre un disco pieno di ospiti in cui rifà tutto "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band". E tra le stelle del circuito indie, Maynard Keenan, My Morning Jacket, J Mascis, MGMT, spunta Miley Cyrus che canta addirittura due brani

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Il rischio è grande, enorme, perché un prodigio resta un prodigio: qualcosa di unico e irripetibile. E tentare di riprodurlo è un lavoro che spesso si rivela vano. Tanto più se il prodigio in questione si chiama Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, ne più ne meno che il disco per eccellenza. Ma di rischi, Wayne Coyne ne ha presi parecchi nella sua vita musicale, quell'avventura sonora sintetizzabile sotto la sigla The Flaming Lips. Si chiama With a Little Help from my Friends, un disco "collettivo" che uscirà il prossimo 28 ottobre in cui la band di Coyne, con ospiti d'eccezione, risuona tutto il capolavoro dei Beatles. E le dita dei fan - dell'uno e dell'altro gruppo - sono già incrociate.
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Voci sulla nuova scommessa dei Flaming Lips erano già circolate. Mancavano i dettagli. Poi una foto postata su Instagram da Coyne: la scaletta del disco - ovviamente fedelissima all'originale, ci mancherebbe altro - con un messaggio del cantante: "Sì, un sacco di bella roba. Sta per accadere sul serio". E di fianco ai titoli delle canzoni, l'elenco degli ospiti coinvolti nel progetto. E qui le prime sorprese, e molto probabilmente anche i primi giramenti di testa per i fan storici dei Fab Four. Perché, per esempio, Miley Cyrus interpreterà sia Lucy in the Sky with Diamonds che e A Day in the Life.

E avvisaglie della collaborazione tra la nuova eroina del pop e la band di Coyne c'erano già state nel corso dell'anno. Prima il 14 maggio, a Manchester, dove i Flaming Lips avevano raggiunto la Cyrus sul palco del suo Bargelz Tour proprio per suonare insieme Lucy in the Sky with Diamonds. E a metà giugno, quando era stato diffuso un video che la band americana aveva girato coinvolgendo sia la Cyrus che Moby: quattro minuti di pura estetica freak, tra batteri animati, colori fluorescenti e suoni filtrati e distorti.
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Ma l'arruolamento della Cyrus sembra l'unica concessione fatta al mercato. Il resto del disco, infatti, sembra proporre una rivisitazione di Sgt. Pepper's in chiave indie. I My Morning Jacket con J Mascis dei Dinosaur Jr affronteranno la title track. Maynard Keenan, voce dei Tool e degli A Perfect Circle, sarà impegnato con Being for the Benefit of Mr. Kite. Poi i Foxygen e gli MGMT, nuovi eroi della scena psichedelica, alle prese con il reprise di Sgt. Pepper's. Juliana Barwick e i Phantogram interpreteranno She's Leaving Home mentre Dr. Dog e Chuck Inglish stravolgeranno Getting Better. Indie e mainstream che si fondono, come del resto avveniva già per i Beatles del 1967.

Rischi, si diceva. Wayne Coyne li ha affrontati sin dagli esordi, nel 1983, quando ruba da una chiesa gli strumenti musicali che gli servono per fondare il suo gruppo. Che nel corso degli anni rivisita e aggiorna i confini della psichedelia applicata al rock. Dischi da brivido, elettrici e sbilenchi, come The Soft Bullettin, del 1999. O come Embryonic, del 2009, lo stesso anno in cui i Flaming Lips danno vita all'antenato di With a Little Help from my Friends, risuonando in studio The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd accompagnati da Henry Rollins e Peaches.
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Come sarà il tributo ai Beatles? C'è da aspettare, ascoltando intanto il singolo appena uscito con Miley Cyrus. E dando uno sguardo alla copertina del disco, che nella versione originale era elemento fondamentale. Qui Coyne ha scelto di non replicare: nessun pantheon, nessuna parata di miti antichi e recenti. Solo una simmetrica disposizione di elementi, alterati e colorati alla maniera grafica della Summer Of Love. Un gioco di specchi. Che per i "malati" dei Fab Four rievocherà uno dei misteri della copertina originale: quel messaggio in codice - che avrebbe confermato le voci sulla morte di Paul McCartney  -  che appariva tagliando a metà con uno specchio la scritta Lonely Hearts: si trasformava in "1 One 1 He Die". Suggestioni, che rendevano e rendono ancora più prodigioso quel disco del 1967 in cui quattro venticinquenni - o giù di lì - hanno elevato il rock a pura e semplice Arte.