Spettacoli

MUSICA

Pino Daniele, all'Arena di Verona divento "nero a metà"

Questa sera il chitarrista napoletano porta in tour, per un'unica data, il suo disco-capolavoro del 1980, "Nero a metà". "La musica è ricerca continua e io non ho mai smesso di coltivare la mia. Il 'neapolitan power'? Esiste ancora, solo che oggi, invece di cantare come facevamo noi, rappano"

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VERONA - Ha suonato con i più grandi: da Pat Metheny a Chick Corea fino a Gato Barbieri. Ma solo uno gli è rimasto davvero nel cuore: Eric Clapton. "Abbiamo suonato insieme a Cava de' Tirreni davanti a 16.000 spettatori e io ho cantato in italiano una strofa di Wonderful Tonight... La chitarra è una malattia. In tanti anni non ho ancora capito se preferisco quella acustica o quella elettrica". Pino Daniele, 60 anni il 19 marzo, non nasconde un pizzico d'emozione per il suo prossimo impegno: il concerto-celebrazione sulle note dello storico album Nero a metà, pubblicato nel 1980 e da poco ristampato in versione rimasterizzata. Ancora oggi quel disco è considerato tra i 100 italiani più belli di sempre. Fu inciso allo Stone Castel studio di Carimate, sul lago di Como. Un posto, ricorda il cantante, dove incontravi tutti: De André, Vasco Rossi, Lucio Dalla, Venditti". Oggi è diventato un albergo.
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Con lui, all'Arena di Verona, stasera ci saranno anche tanti amici: Mario Biondi, Elisa, Emma, Fiorella Mannoia, Massimo Ranieri e un'orchestra di 50 elementi diretta da Gianluca Podio. "Salire su quel palco sarà un'emozione particolare perché l'Arena è stato il primo palcoscenico importante che ho calcato". Si presentò con un pezzo "scandaloso", Je sa' pazzo, che si concludeva con l'imprecazione "nun ce scassate 'o cazzo!". "Oggi con quello che si sente in tv farebbe ridere", commenta Daniele. E continua: "Mi sento un ricercatore. La musica è ricerca continua e io non ho mai smesso di coltivare la mia". Esiste ancora il "neapolitan power", cioè l'energia napoletana? "Eccome no! Clementino, Rocco Nunt, Ntò, ex nipote di Enzo Avitabile, che ha scritto Nuje vulimme 'na speranza, sigla finale della serie tv Gomorra. Solo che oggi, invece di cantare come facevamo noi, rappano".