ROMA - "Siamo tre cantautori ma per lavorare a questo disco ci siamo comportati proprio come se fossimo una band: nessuno di noi ha voluto imporre il proprio stile agli altri. E lo stesso faremo nel tour che sta per partire". Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè presentano così il loro personalissimo "Banana Republic", e proprio come fecero Lucio Dalla e Francesco De Gregori negli anni Settanta, sono pronti a portare le loro canzoni on the road, nel loro caso all'interno dei palasport italiani (partenza il 14 novembre da Rimini, dopo un breve tour in Europa). Il disco che esce martedì prossimo si intitola "Il padrone della festa" e contiene dodici brani inediti composti "come in una band, portando ognuno il proprio contributo, con la voglia di confrontarci per arrivare a qualcosa che nessuno di noi avrebbe potuto fare da solo", hanno spiegato.
Un progetto che, ammette Daniele Silvestri, era nei loro pensieri da tempo ma ha ricevuto anche il pungolo sanremese da parte di Fabio Fazio "che ci voleva insieme al Festival di Sanremo ma i tempi erano troppo stretti per poter arrivare ad una canzone che fosse rappresentativa di quanto avevamo intenzione di fare. Così ci siamo presi il tempo per lavorare a questo progetto e a quasi un anno di distanza eccolo qui".
Il progetto Fabi, Gazzè e Silvestri riunisce tre dei più noti cantautori di quella che a metà degli anni Novanta venne definita "Nuova scuola romana", un movimento nato intorno all'esperienza del Locale di piazza del Fico nel centro di Roma. "E certamente venti anni fa sarebbe stato molto più complicato incontrarci", osserva Gazzè. "La stima reciproca ha messo un freno al nostro ego", dice Silvestri, "il nostro modo di procedere è semplice: quello di noi più convinto o con meno dubbi rispetto a un particolare trascina gli altri. Se c'è stato un problema è stata semmai la difficoltà di tutti e tre ad arrivare puntuali agli appuntamenti".
[[ge:rep-locali:repubblica:95523124]]
Difficile fare confronti ma il precedente di Dalla e De Gregori è stato di sicuro un esempio per la nascita di questo progetto, "anche se quell'esperienza è irripetibile, per il momento in cui è avvenuto, la fine degli anni Settanta, la voglia di tornare ai concerti dopo un periodo di scontri negli stadi e nei palasport, sia per quanto di meraviglioso avveniva su quel palco", dice Silvestri. "Però ammetto di averci pensato spesso e di averne parlato con gli altri, in fondo anche noi siamo tre cantautori che condividono le esperienze accumulate finora e che si rimettono in gioco in una nuova avventura".
[[ge:rep-locali:repubblica:95547838]]
Sono molte le similitudini, compreso il fatto i tre arrivano a questo disco dopo un periodo molto fortunato dal punto di vista artistico (per Fabi targa Tenco per Miglior disco del 2013 con l'album Ecco, per Gazzè il grande successo al Festival di Sanremo con Sotto casa e poi con l'omonimo album) e Dalla e De Gregori partirono per il tour sulle ali del successo di grandi canzoni come Anna e Marco, Cosa sarà e Generale.
I tre non si nascondo i rischi dell'impresa ma vogliono comunicare anche tutta la soddisfazione per averla voluta e per portare avanti con convinzione il loro progetto: "Potrebbe sembrare una scelta anacronistica, a cominciare dal voler puntare ancora su un album. O anche una scommessa mettersi insieme proprio ora che ognuno poteva consolidare la propria carriera", dice Silvestri. "Ma dal nostro punto di vista la scommessa è vinta e io posso dire di uscire arricchito da questa esperienza e anche più giovane, visto che ho ritrovato energie e stimoli, e ho imparato dagli altri". Soprattutto nella composizione, gli fa eco Gazzè, "è lì che credo abbiamo sperimentato di più, ognuno ha elaborato il metodo a modo suo".
Addirittura di "rischio incommensurabile e di un azzardo notevole" parla Fabi, che sottolinea come "sarebbe sbagliato pensare che la somma di tre cantautori dovrebbe in ogni caso dare un risultato migliore delle parti. Non si può paragonare questo album ai 18 anni di storia di ognuno di noi, questo progetto ha valore per il suo messaggio "politico": qui ognuno non si fa i fatti suoi ma collabora con gli altri. Confesso che per me è stato più facile che per gli altri: non vedevo l'ora di trovare l'occasione per mettere da parte il peso di stare al centro della scena o delle canzoni che solitamente scrivo e canto. Finalmente non ho la responsabilità assoluta di dover portare avanti la baracca".
Un progetto che, ammette Daniele Silvestri, era nei loro pensieri da tempo ma ha ricevuto anche il pungolo sanremese da parte di Fabio Fazio "che ci voleva insieme al Festival di Sanremo ma i tempi erano troppo stretti per poter arrivare ad una canzone che fosse rappresentativa di quanto avevamo intenzione di fare. Così ci siamo presi il tempo per lavorare a questo progetto e a quasi un anno di distanza eccolo qui".
Il progetto Fabi, Gazzè e Silvestri riunisce tre dei più noti cantautori di quella che a metà degli anni Novanta venne definita "Nuova scuola romana", un movimento nato intorno all'esperienza del Locale di piazza del Fico nel centro di Roma. "E certamente venti anni fa sarebbe stato molto più complicato incontrarci", osserva Gazzè. "La stima reciproca ha messo un freno al nostro ego", dice Silvestri, "il nostro modo di procedere è semplice: quello di noi più convinto o con meno dubbi rispetto a un particolare trascina gli altri. Se c'è stato un problema è stata semmai la difficoltà di tutti e tre ad arrivare puntuali agli appuntamenti".
[[ge:rep-locali:repubblica:95523124]]
Difficile fare confronti ma il precedente di Dalla e De Gregori è stato di sicuro un esempio per la nascita di questo progetto, "anche se quell'esperienza è irripetibile, per il momento in cui è avvenuto, la fine degli anni Settanta, la voglia di tornare ai concerti dopo un periodo di scontri negli stadi e nei palasport, sia per quanto di meraviglioso avveniva su quel palco", dice Silvestri. "Però ammetto di averci pensato spesso e di averne parlato con gli altri, in fondo anche noi siamo tre cantautori che condividono le esperienze accumulate finora e che si rimettono in gioco in una nuova avventura".
[[ge:rep-locali:repubblica:95547838]]
Sono molte le similitudini, compreso il fatto i tre arrivano a questo disco dopo un periodo molto fortunato dal punto di vista artistico (per Fabi targa Tenco per Miglior disco del 2013 con l'album Ecco, per Gazzè il grande successo al Festival di Sanremo con Sotto casa e poi con l'omonimo album) e Dalla e De Gregori partirono per il tour sulle ali del successo di grandi canzoni come Anna e Marco, Cosa sarà e Generale.
I tre non si nascondo i rischi dell'impresa ma vogliono comunicare anche tutta la soddisfazione per averla voluta e per portare avanti con convinzione il loro progetto: "Potrebbe sembrare una scelta anacronistica, a cominciare dal voler puntare ancora su un album. O anche una scommessa mettersi insieme proprio ora che ognuno poteva consolidare la propria carriera", dice Silvestri. "Ma dal nostro punto di vista la scommessa è vinta e io posso dire di uscire arricchito da questa esperienza e anche più giovane, visto che ho ritrovato energie e stimoli, e ho imparato dagli altri". Soprattutto nella composizione, gli fa eco Gazzè, "è lì che credo abbiamo sperimentato di più, ognuno ha elaborato il metodo a modo suo".
Addirittura di "rischio incommensurabile e di un azzardo notevole" parla Fabi, che sottolinea come "sarebbe sbagliato pensare che la somma di tre cantautori dovrebbe in ogni caso dare un risultato migliore delle parti. Non si può paragonare questo album ai 18 anni di storia di ognuno di noi, questo progetto ha valore per il suo messaggio "politico": qui ognuno non si fa i fatti suoi ma collabora con gli altri. Confesso che per me è stato più facile che per gli altri: non vedevo l'ora di trovare l'occasione per mettere da parte il peso di stare al centro della scena o delle canzoni che solitamente scrivo e canto. Finalmente non ho la responsabilità assoluta di dover portare avanti la baracca".