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MUSICA

I nuovi Subsonica: "Un album per dire che possiamo farcela"

Esce martedì "Una nave in una foresta", nuovo lavoro della band dopo sette dischi e un milione di copie vendute. Un condensato di elettronica, pop e rock arricchita dall'apparizione di Michelangelo Pistoletto

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MILANO - A diciotto anni dal debutto e da una scommessa su un futuro che ancora non esisteva, i Subsonica ripartono da un nuovo album - Una nave in una foresta, in uscita martedì - e da un rinnovato spirito di gruppo che non pare affievolirsi, anzi. «Però una cosa va detta: non siamo più giovani come quando abbiamo iniziato e si sente la differenza, anche in termini di energie», ride Samuel Romano, cantante e leader della band. «Registrare questo disco però ci è servito per scoprire che non abbiamo smarrito lo stupore nei confronti della musica. Tutti e cinque abbiamo mantenuto ancora la stessa voglia degli inizi di cercare emozioni e questo è ciò che ci tiene in vita».
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Sette dischi, un milione di copie vendute in carriera, un seguito di culto che mescola quasi due generazioni, i Subsonica per concepire il nuovo disco si sono perduti, letteralmente, in un bosco fuori Pinerolo, scrivendo e registrando dieci canzoni a cui, non a caso, hanno dato come titolo una frase presa dal dialetto piemontese: «Una barca nel bosco, ovvero un modo scherzoso per definire una cosa completamente fuori contesto», prosegue Max Casacci, «così per il titolo abbiamo tenuto la metafora, esagerandola un po’, con la barca che si è trasformata in una nave».

Il risultato? Un potente e ispirato condensato di elettronica, pop e rock che continua sulla falsariga della formula messa a punto in dischi come Microchip emozionale e Terrestre, che qui però viene arricchito da un’apparizione piuttosto insolita e prestigiosa: quella di un'artista come Michelangelo Pistoletto, che ha trovato nei Subsonica dei collaboratori perfetti per la messa in musica del suo Terzo Paradiso, opera avviata nel 2003: «Questa volta più che con altri musicisti», continua Samuel, «ci siamo sentiti più vicini al mondo dell’arte, e lavorare assieme a Michelangelo è stato un privilegio. Non a caso lo abbiamo coinvolto e nel disco si sente anche la sua voce. L’idea alla base del Terzo Paradiso è che il primo Paradiso, la natura, e il secondo, quello dell’emancipazione tecnologica, si uniscano e riescano a convivere in maniera più consapevole e responsabile».
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Ed è anche per questo che il tour che i Subsonica faranno partire da Jesolo il 31 ottobre utilizzerà esclusivamente luci Led, prima volta in Italia. «Oltre che parlare, bisogna farle le cose, altrimenti non cambierà mai niente», prosegue Casacci. «Paradossalmente però abbiamo cantato l’assenza del futuro quando le cose andavano meglio in Italia e ora invece che la realtà colpisce con tanta durezza abbiamo scelto di elaborare un racconto più intimo, personale. Il messaggio? Che bisogna farcela contando sulle proprie forze, cercando di costruirsi il futuro partendo da una dimensione individuale, ma non individualista. Anche per questo una delle persone a cui è dedicato Una nave in una foresta è Don Gallo, un eroe moderno che abbiamo conosciuto e la cui lezione di vita ci ha insegnato molto».