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Tutti contro Bono Vox: ora infieriscono anche Patrick Carney, Iggy Pop e Ozzy Osbourne

Aumenta la lista di artisti che criticano la scelta della band irlandese di regalare il nuovo album su iTunes, "svalutando così la musica", e di sponsorizzare così la major dell'elettronica Apple
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Sembra proprio che non ci sia pace per Bono Vox. La scelta di regalare l'ultimo album, Songs of Innocence, agli utenti iTunes, oltre che da qualche fan è stata criticata da un "gruppetto" nutrito di artisti. L'ultimo, in ordine di tempo, è Patrick Carney dei Black Keys. Nel corso di un'intervista rilasciata al Seattle Time, il batterista ha sostenuto che con quella tattica il quartetto di Dublino "ha completamente svalutato la sua musica". Del resto, non potevamo aspettarci posizioni diverse dall'esponente di una band che da sempre si tiene a debita distanza da realtà come Spotify (l'applicazione che offre musica gratis online) o, in generale, da qualsiasi servizio di streaming. Ma la critica alla mossa degli U2, portata avanti dal musicista dell'Ohio, ha a che fare anche con le altre band: "È un messaggio sbagliato per gli artisti che lottano per sopravvivere. Anche se sono quasi certo del fatto che Bono e il suo gruppo si siano co…
Sembra proprio che non ci sia pace per Bono Vox. La scelta di regalare l'ultimo album, Songs of Innocence, agli utenti iTunes, oltre che da qualche fan è stata criticata da un "gruppetto" nutrito di artisti. L'ultimo, in ordine di tempo, è Patrick Carney dei Black Keys. Nel corso di un'intervista rilasciata al Seattle Time, il batterista ha sostenuto che con quella tattica il quartetto di Dublino "ha completamente svalutato la sua musica". Del resto, non potevamo aspettarci posizioni diverse dall'esponente di una band che da sempre si tiene a debita distanza da realtà come Spotify (l'applicazione che offre musica gratis online) o, in generale, da qualsiasi servizio di streaming. Ma la critica alla mossa degli U2, portata avanti dal musicista dell'Ohio, ha a che fare anche con le altre band: "È un messaggio sbagliato per gli artisti che lottano per sopravvivere. Anche se sono quasi certo del fatto che Bono e il suo gruppo si siano comportati così pensando di essere generosissimi".

Sta di fatto che gli U2 il polverone lo hanno sollevato e, nonostante la parziale, postuma redenzione di Bono, i musicisti che hanno puntato l'indice contro di loro sono spuntati come funghi. I primi sono stati Ozzy Osbourne e consorte, Sharon. Se la signora si era lanciata in un attacco per niente velato, scrivendo sulla sua pagina Twitter: "U2, ormai non siete più musicisti ma strateghi del mercato. Non mi stupisce che abbiate deciso di regalare la vostra mediocre musica dal momento che nessuno ha più voglia di comprarla", Ozzy è stato decisamente più diplomatico: "Per certi versi la loro mossa è stata buona, per altri cattiva", riferendosi anche lui, con quel "cattiva", al discorso sulle band emergenti.

Quindi è stata la volta di Iggy Pop che in questa faccenda ci ha messo del filosofico. In una "lectio" su musica gratis e capitalismo il "padrino del punk" ha criticato la scelta di Bono & Co. definendola un limite alla libertà di scelta "sacra" dell'ascoltatore. Ha poi aggiunto che i "ritrovati" elettronici hanno contribuito a "estraniare le persone dai principi della morale, rendendo automatica la scelta di rubare la musica anziché comprarla". Per Bono questo è stato davvero troppo: "Iggy è uno dei musicisti più importanti che abbiamo, come il miglior Sinatra. È anche un grande autore di testi - ha continuato il frontman degli U2 - ascolterei qualsiasi cosa da lui, eccetto che parlare di noi".