Sorridente, decisamente euforico, in buonissimo stato. Con tutta evidenza il dover presentare un album che non è proprio un nuovo album, ma poco ci manca, quanto piuttosto un "best of" con un mare di inediti, lo deresponsabilizza dall'ansia da prestazione che un vero e proprio nuovo disco comporta. "Pensavo semplicemente che mettere fuori un best of come si fa sempre, con un inedito al massimo, fosse troppo poco", racconta Tiziano Ferro, "o comunque non abbastanza, o troppo prevedibile, e allora ne ho approfittato per fare qualcosa che assomiglia a quello che volevo fare tempo fa, ovvero un disco di inediti accoppiato a uno antologico e che tutti mi dicevano sarebbe stato un suicidio dal punto di vista commerciale".
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E allora cos'è questo strano oggetto intitolato TZN? E' un cd quadruplo, nientedimeno, con i primi due dedicati al percorso della memoria, ma con dentro ben 8 inediti, più un altro dedicato alle "rarities" e un quarto ai duetti. "Una scatola della memoria" la definisce Ferro, ma anche un modo per mettere fuori quelle cose che magari si ascoltano con gli amici e gli amici dicono: ma perché non le pubblichi? Cose magari fuori contesto dal progetto di un nuovo album, cose del passato, demo, versioni spagnole. Ma, come si diceva, ci sono anche cose nuove di zecca, a partire da Lo stadio, un pezzo che sembra fatto apposta per iniziare la lunga preparazione che porterà ai concerti negli stadi del prossimo anno. "Vero, e questo riguarda un po' tutti i pezzi di questo disco, molti pensati proprio per quello che sarà lo spettacolo dal vivo il prossimo anno".
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Per non parlare del pezzo che era già uscito come singolo: Senza scappare mai più che sembra il manifesto programmatico di un nuovo corso: "Intanto perché io non mi rilasso mai, come se camminassi sempre sul ciglio di un burrone. Ho sempre dubbi su tutto. E' una tortura, da un lato, ma questo mi permette di tenermi vivo, di non darmi mai per scontato. Il pezzo è legato alla fine di una storia che per me è stata molto importante, quello che si dice un momento di crisi. Io di solito in questi momenti tendo a isolarmi, a fuggire, sono stato 3 anni in Messico, poi 5 anni a Londra, ma alla fine le cose te le porti dietro, quindi scappare non serve a molto. Quello che ho imparato a fare è affrontare i momenti di crisi, fronteggiarli, per trasformarli in momenti di luce e andare avanti".
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E allora cos'è questo strano oggetto intitolato TZN? E' un cd quadruplo, nientedimeno, con i primi due dedicati al percorso della memoria, ma con dentro ben 8 inediti, più un altro dedicato alle "rarities" e un quarto ai duetti. "Una scatola della memoria" la definisce Ferro, ma anche un modo per mettere fuori quelle cose che magari si ascoltano con gli amici e gli amici dicono: ma perché non le pubblichi? Cose magari fuori contesto dal progetto di un nuovo album, cose del passato, demo, versioni spagnole. Ma, come si diceva, ci sono anche cose nuove di zecca, a partire da Lo stadio, un pezzo che sembra fatto apposta per iniziare la lunga preparazione che porterà ai concerti negli stadi del prossimo anno. "Vero, e questo riguarda un po' tutti i pezzi di questo disco, molti pensati proprio per quello che sarà lo spettacolo dal vivo il prossimo anno".
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Per non parlare del pezzo che era già uscito come singolo: Senza scappare mai più che sembra il manifesto programmatico di un nuovo corso: "Intanto perché io non mi rilasso mai, come se camminassi sempre sul ciglio di un burrone. Ho sempre dubbi su tutto. E' una tortura, da un lato, ma questo mi permette di tenermi vivo, di non darmi mai per scontato. Il pezzo è legato alla fine di una storia che per me è stata molto importante, quello che si dice un momento di crisi. Io di solito in questi momenti tendo a isolarmi, a fuggire, sono stato 3 anni in Messico, poi 5 anni a Londra, ma alla fine le cose te le porti dietro, quindi scappare non serve a molto. Quello che ho imparato a fare è affrontare i momenti di crisi, fronteggiarli, per trasformarli in momenti di luce e andare avanti".