Spettacoli

MUSICA

Concerto per scatole e bottiglie: così suonavano le trincee

Una stagione speciale alla Cité de la Musique: tre cicli dedicati a "Guerre et paix", il concerto più originale è "Concert poilu (sur instruments d'infortune)": musica con gli strumenti delle trincee del '14-'18 usati dai soldati, ricavati da bottiglie di vino, scatole di sigari o munizioni

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PARIGI - Lo xilofono è fatto di bottiglie di vino; violino e contrabbasso con vecchie scatole di munizioni o di sigari. Ma lo strumento più impressionante è un mandolino: ha come cassa un vero casco da soldato, un elmetto che ha fatto la guerra. La Grande Guerra. Sono gli strumenti delle trincee del '14 - '18, usati dai soldati nei momenti di riposo, o durante le marce. Entravano in azione quando l'azione di guerra finiva e al sibilo dei proiettili, allo scoppio delle granate si sostituiva finalmente il suono "maison" di una scatola di legno con corde.

Conservatorio di Parigi alla Villette: prove di uno dei concerti di una stagione molto speciale della Cité de la Musique: tre cicli (dall'8 ottobre al 13 dicembre) dedicati a "Guerre et paix", con prime mondiali sul tema firmate da Michael Nyman, Philippe Schoeller, Olga Neuwirth. Ma il concerto più originale si intitola "Concert poilu (sur instruments d'infortune)", concerto "poilu" (i soldati francesi della prima guerra mondiale si chiamavano "poilus", pelosi) su strumenti di poca fortuna. Lo hanno animato  -  il 14, 22 e 23 novembre alla Villette -  nove giovanissimi studenti del Conservatorio più due cantanti, uno dei quali, Olivier Hussenet, è, con il direttore della "Hall de la Chanson" Serge Hureau, all'origine del progetto.
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"Abbiamo scelto un repertorio" dice Hussenet, "poi abbiamo riprodotto gli strumenti". Tutti tranne uno, che la guerra l'ha vista sul serio: il violoncello dell'ufficiale di collegamento Maurice Maréchal (1892-1964) arruolato fresco di diploma al Conservatorio. Costruito da due falegnami del reggimento con le casse delle munizioni, lo strumento porta incise sul suo legno le firme dei marescialli Joffre e Petain, e dei generali Foch, Mangin e Gouraud. Abitualmente conservato nel Museo della Musica della Cité, il violoncello Maréchal è la star delle celebrazioni musicali   francesi della Grande Guerra. "Molte delle canzoni le abbiamo trovate nell'"elenco 1914"  del dipartimento musica della Bibliotheque Nationale. In concerto ne eseguiamo una trentina" dice Hussenet. Nella lista ce ne sono un paio che hanno la stessa musica:  quella di "La petite tonkinoise" di Vincent Scotto, celeberrimo autore di origini napoletane. "I soldati usavano musiche famosissime dell'epoca, mettendovi parole scritte da loro. Esiste un vero e proprio repertorio della guerra. Era composto da canzoni in voga nei café-chantant, da canzoni patriottiche, da marce militari e inni. Lo diffondevano i "comiques troupiers", personaggi da commedia dell'arte, i quali si esibivano davanti ai soldati. Tra i più famosi erano Bach e Paulin; per sollevare il morale alle truppe facevano vere e proprie tournée sui luoghi della guerra".

Tra canzonette scacciapensieri e testi scritti da soldati, tra canzoni patriottiche come "Le cri du poilu" sempre di Scotto, e marce militari  -  come l'inno dei granatieri inglesi "Hanging on the old barbed wire" ripreso nell'88 in maniera rispettosa anche dalla punk band dei Chumbawamba -  il "Concert poilu" ha proposto anche tre classici: "Noel des enfants qui n'ont plus de maison", il Natale dei bambini senza più casa, di Debussy (1915), un estratto da "Parade" con testo di Cocteau e musica di Satie per il celebre "ballet réaliste" di Massine (1917) e la straziante "Bleuet" con testo di Apollinaire (del 1917) su musica di Poulenc (1939): "Ho un'anima di 20 anni che ha visto cose terribili...".