Firenze sognava. Erano gli anni Ottanta e a Firenze nascevano tre band fondamentali della cosiddetta new wave, la "nuova onda" che stava travolgendo in tutto il mondo il vecchio rock portando con sé sonorità nuove. C'erano i Neon, i Diaframma e, naturalmente, i Litfiba. Non solo: di questo nuovo "rinascimento" facevano parte anche altre arti come il teatro, che con la musica dialogavano, e molto.
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I Magazzini Criminali di Federico Tiezzi guardavano alle sonorità dell'avanguardia newyorkese con spettacoli come Crollo nervoso, i Krypton di Giancarlo Cauteruccio erano gli autori di una famosa Eneide la cui colonna sonora era stata realizzata proprio dai Litfiba, a dimostrazione di uno spirito creativo e ribelle che non voleva confini e che non aveva paura di mescolare la classicità con la contemporaneità. Il tutto supportato dalle prime radio libere che facevano una programmazione diversa dal mainstream, come la mitica Controradio, che ancora oggi organizza forse la più importante gara per rock band in Italia: il Rock Contest. Firenze per un periodo tutto sommato troppo breve è stata la capitale musicale e creativa d'Italia.
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Oggi è piena di vetrine luccicanti, di turisti, di ristoranti: la crisi qui sembra non essere mai arrivata però le serrande di uno stupendo e storico negozio di dischi, il Marquee Moon, sono abbassate: chiuso. In una palazzina vicina a Porta Romana, a sud della città, Piero, giubbotto di pelle e maglia dei Ramones e Ghigo, coppola ("alla Ac/Dc", ci tiene a precisare) raccontano come mai hanno deciso di rimettere mano a un pezzo importante della loro storia. "Abbiamo venduto sette milioni di copie di dischi di cui quattrocentomila all'estero. Ma se tu vai a vedere le classifiche, al primo posto ci siamo finiti poche volte, forse una sola. E questa è una figata", dice Piero Pelù appollaiato sulla poltrona, solito sguardo luciferino e fisico in gran forma. Ghigo: "Da questa tetralogia arrivano molti dei nostri più grandi successi: cose come Ritmo, Regina di cuori, El Diablo, Fata Morgana, Lo spettacolo". Perché la definite "tetralogia degli elementi"? Piero: "Perché a ogni disco corrisponde un elemento: El Diablo del 1990, il fuoco; Terremoto, 1993, la terra; Spirito, 1994, l'aria e Mondi sommersi, 1997, l'acqua. Riascoltandoli proprio per l'uscita di questo cofanetto, ci siamo resi conto che c'erano tantissimi altri brani che ci piacciono molto e che non abbiamo mai degnamente valorizzato dal vivo".
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Ghigo: "Per questo abbiamo estrapolato una ventina di - chiamiamole b-side - ma che in qualche caso sono persino più belle dei singoli più famosi, che saranno l'ossatura dei quattro concerti speciali che abbiamo in programma per l'occasione. Sono anche pezzi che mostrano un'altra faccia musicale dei Litfiba come, per esempio, il blues elettrico. Ricordo un'affermazione a riguardo di Pino Daniele (Pelù mima l'accento e la caratteristica voce di Pino Daniele, ndr): 'I Litfiba fanno una specie di blues veramente particolare'. Lo amerò sempre per quello che ha detto".
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Ghigo: "Io vengo dal blues. E poi c'è la musica africana, noi amiamo molto Fela Kuti. L'abbiamo anche conosciuto di persona. Capitò una volta in Francia perché nel primo periodo dei Litfiba eravamo famosi lì, tanto che a un certo punto la Island ci propose un contratto per il mercato internazionale". E voi? "Non accettammo", dice Ghigo. "Con dispiacere", aggiunge Piero, "ma noi cantavamo in italiano e sentivamo che la nostra storia era qui". Cosa dobbiamo aspettarci dal vivo? "Canzoni che abbiamo suonato pochissimo ma davvero travolgenti come Woda-Woda, La musica fa e, appunto, Africa". E nel dvd? Piero: "Mi ero fissato, durante il Terremoto tour nel 1993, di girare un backstage in cui facciamo molte cose strane tipo andare a toccare con mano certe realtà come la Vucciria a Palermo. Per capire come la mafia si infiltrava a livello locale". Non avete mai rinunciato alla politica... "Anzi, rivendichiamo di averlo fatto da sempre, a costo di essere considerati dei rompicoglioni, dei pessimisti".
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Le dichiarazioni su Renzi al Primo Maggio hanno fatto scalpore. "Accidenti, dopo mi hanno massacrato". Com'è finita poi? Avete fatto pace? "No". Proprio ai tempi della Tetralogia, hai anche intervistato Licio Gelli: perché? "Perché son pazzo e anche perché mi rompevo le palle dopo giorni di prove ad Arezzo. Era il 1995". Come è stato possibile? "Grazie a un amico fotografo che era stato a casa sua per un servizio. Suonammo a Villa Wanda e lui ci aprì". Cosa disse? "Parlò di Andreotti, di colpi di Stato e di magistrati che secondo lui erano criminali e perditempo nel momento in cui lo perseguivano". È stato gentile? "Molto. Troppo. C'era un'atmosfera veramente oscura". Altro che El Diablo.
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I Magazzini Criminali di Federico Tiezzi guardavano alle sonorità dell'avanguardia newyorkese con spettacoli come Crollo nervoso, i Krypton di Giancarlo Cauteruccio erano gli autori di una famosa Eneide la cui colonna sonora era stata realizzata proprio dai Litfiba, a dimostrazione di uno spirito creativo e ribelle che non voleva confini e che non aveva paura di mescolare la classicità con la contemporaneità. Il tutto supportato dalle prime radio libere che facevano una programmazione diversa dal mainstream, come la mitica Controradio, che ancora oggi organizza forse la più importante gara per rock band in Italia: il Rock Contest. Firenze per un periodo tutto sommato troppo breve è stata la capitale musicale e creativa d'Italia.
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Oggi è piena di vetrine luccicanti, di turisti, di ristoranti: la crisi qui sembra non essere mai arrivata però le serrande di uno stupendo e storico negozio di dischi, il Marquee Moon, sono abbassate: chiuso. In una palazzina vicina a Porta Romana, a sud della città, Piero, giubbotto di pelle e maglia dei Ramones e Ghigo, coppola ("alla Ac/Dc", ci tiene a precisare) raccontano come mai hanno deciso di rimettere mano a un pezzo importante della loro storia. "Abbiamo venduto sette milioni di copie di dischi di cui quattrocentomila all'estero. Ma se tu vai a vedere le classifiche, al primo posto ci siamo finiti poche volte, forse una sola. E questa è una figata", dice Piero Pelù appollaiato sulla poltrona, solito sguardo luciferino e fisico in gran forma. Ghigo: "Da questa tetralogia arrivano molti dei nostri più grandi successi: cose come Ritmo, Regina di cuori, El Diablo, Fata Morgana, Lo spettacolo". Perché la definite "tetralogia degli elementi"? Piero: "Perché a ogni disco corrisponde un elemento: El Diablo del 1990, il fuoco; Terremoto, 1993, la terra; Spirito, 1994, l'aria e Mondi sommersi, 1997, l'acqua. Riascoltandoli proprio per l'uscita di questo cofanetto, ci siamo resi conto che c'erano tantissimi altri brani che ci piacciono molto e che non abbiamo mai degnamente valorizzato dal vivo".
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Ghigo: "Per questo abbiamo estrapolato una ventina di - chiamiamole b-side - ma che in qualche caso sono persino più belle dei singoli più famosi, che saranno l'ossatura dei quattro concerti speciali che abbiamo in programma per l'occasione. Sono anche pezzi che mostrano un'altra faccia musicale dei Litfiba come, per esempio, il blues elettrico. Ricordo un'affermazione a riguardo di Pino Daniele (Pelù mima l'accento e la caratteristica voce di Pino Daniele, ndr): 'I Litfiba fanno una specie di blues veramente particolare'. Lo amerò sempre per quello che ha detto".
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Ghigo: "Io vengo dal blues. E poi c'è la musica africana, noi amiamo molto Fela Kuti. L'abbiamo anche conosciuto di persona. Capitò una volta in Francia perché nel primo periodo dei Litfiba eravamo famosi lì, tanto che a un certo punto la Island ci propose un contratto per il mercato internazionale". E voi? "Non accettammo", dice Ghigo. "Con dispiacere", aggiunge Piero, "ma noi cantavamo in italiano e sentivamo che la nostra storia era qui". Cosa dobbiamo aspettarci dal vivo? "Canzoni che abbiamo suonato pochissimo ma davvero travolgenti come Woda-Woda, La musica fa e, appunto, Africa". E nel dvd? Piero: "Mi ero fissato, durante il Terremoto tour nel 1993, di girare un backstage in cui facciamo molte cose strane tipo andare a toccare con mano certe realtà come la Vucciria a Palermo. Per capire come la mafia si infiltrava a livello locale". Non avete mai rinunciato alla politica... "Anzi, rivendichiamo di averlo fatto da sempre, a costo di essere considerati dei rompicoglioni, dei pessimisti".
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Le dichiarazioni su Renzi al Primo Maggio hanno fatto scalpore. "Accidenti, dopo mi hanno massacrato". Com'è finita poi? Avete fatto pace? "No". Proprio ai tempi della Tetralogia, hai anche intervistato Licio Gelli: perché? "Perché son pazzo e anche perché mi rompevo le palle dopo giorni di prove ad Arezzo. Era il 1995". Come è stato possibile? "Grazie a un amico fotografo che era stato a casa sua per un servizio. Suonammo a Villa Wanda e lui ci aprì". Cosa disse? "Parlò di Andreotti, di colpi di Stato e di magistrati che secondo lui erano criminali e perditempo nel momento in cui lo perseguivano". È stato gentile? "Molto. Troppo. C'era un'atmosfera veramente oscura". Altro che El Diablo.