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È nato in Argentina da genitori genovesi. E adesso si reinventa in "Xena Tango"

È nei negozi un bel cofanetto (un cd e un libro curato da Giampiero Vigorito) che traccia un percorso originale da Genova ai quartieri "italiani" di Baires, sulla strada del tango. Ce ne parla la cantante Roberta Alloisio: "Ho pensato ad autori importanti come Marrale, Bindi, Fossati, e con Luis Bacalov e Water Rios abbiamo dato vita al progetto"

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"Se il tango avesse una carta d'identità ufficiale, probabilmente ci sarebbe scritto: nato in Argentina da genitori genovesi". Spiega così Ida Guglielmotti il progetto "Xena Tango", un bellissimo lavoro composto da un cd - realizzato da Roberta Alloisio con la collaborazione di alcuni grandi musicisti italiani e internazionali - e da un libro - curato da Giampiero Vigorito - con i quali si prova per la prima volta a tracciare un percorso che porta dal centro storico di Genova fino ai quartieri più "italiani" di Buenos Aires, seguendo la strada del tango.

Ma è davvero così? Davvero si possono rintracciare origini italiane nella musica argentina che ha conquistato il mondo? Juan Luis Borges una volta disse che il tango era degenerato per colpa dei genovesi. "Stavo cercando da tempo una risposta plausibile alla provocazione di Borges", racconta Roberta Alloisio, "mi piaceva l'idea che, non paghi di averlo rovinato, i miei concittadini tornassero sul luogo del delitto con una serie di prove. Così mi sono messa alla ricerca e ho trovato tantissimi legami, tantissimi contributi italiani. Basterebbe citarne uno per tutti, quello di Juan De Dios Filiberto, italo argentino, considerato il più grande autore di canzoni popolari argentine e di tango, ma ce ne sono moltissimi altri. Era una scommessa interessante e ho trovato chi voleva giocarla con me, primo fra tutti Paolo Dossena, che mi ha aiutato a realizzare questo progetto".
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Così il progetto ha preso forma, quello di una celebrazione non solo del tango delle origini ma anche della "scuola genovese". "Mi sembrava bella l'idea che i genovesi tornassero a fare il tango, ho pensato ad una serie di autori importanti, Marrale, Bindi, Fossati e, ottenuto il sì di Luis Bacalov e Water Rios, ho iniziato il lavoro". L'album vede quindi dodici tracce, cantate da Roberta Alloisio e suonate da un gruppo di musicisti straordinari, Luis Bacalov al pianoforte, Walter Rios al bandoneon (entrambi hanno curato gli arrangiamenti), Pablo Banchero, Gian Piero Alloisio e Vittorio De Scalzi, canzoni nuove e antiche, brani "ricostruiti" come una bellissima milonga di Bindi o "tradotti" in forma di tango come Italiani d'Argentina di Fossati.

"L'idea era quella di creare un nuovo tango, fare una cosa nuova partendo dalla classicità del tango, ma certamente non era facile e spero che il risultato sia buono", dice ancora Roberta Alloisio, "è stato molto interessante vedere come si sono accostati alla materia due musicisti diversi come Bacalov e Rios. Bacalov aveva all'inizio uno strano riserbo, capivo che gli sembrava difficile toccare un linguaggio così importante per arrivare a creare qualcosa di nuovo. Ma credo che proprio la sua storia, le sue esperienze, gli abbiano permesso di arrivare esattamente a creare un tango rinnovato nella tradizione. Rios ha lavorato con una straordinaria apertura mentale, con grande curiosità verso i genovesi che vengono dalla canzone d'autore. Non si è posto il problema se fosse giusto o sbagliato, perché ha trovato che la musica degli italiani ricorda cose del suo mondo, un linguaggio universale anche perché racconta delle storie universali, la natura degli uomini e delle donne, il tempo delle grandi migrazioni, storie che sono attualissime".

Il progetto è completato da un bellissimo libro curato da Giampiero Vigorito, che vede la collaborazione di Ida Guglielmotti, che ha realizzato due notevoli e interessanti interviste a Bacalov e a Giorgio Calabrese, e che vede una lunga e affascinante serie di testimonianze che danno corpo a questo straordinario viaggio lungo le strade del tango da Genova a Buenos Aires.