TORINO - Se coltivate la passione per l'arte e la musica contemporanea e vi stuzzica l'opportunità di dire la vostra, il Mario Merz Prize fa al caso vostro. È il primo premio italiano per le due arti che prevede l'intervento attivo del pubblico attraverso la votazione dei due vincitori, da scegliersi tra i cinque finalisti di ciascuna delle due sezioni, Arte e Musica.
Se siete a Torino, o magari pensate di visitarla a breve, il mezzo più immediato, fino al 12 aprile, può essere quello classico: recarvi alla Fondazione Merz, ex centrale termica delle officine Lancia - uno spazio affascinante che, se non fosse in via Limone 24, potrebbe serenamente trovarsi a Berlino - e visitare la mostra collettiva, a cura di Beatrice Merz, dei finalisti di questa prima edizione del Premio. Due o tre opere, tra le principali del percorso di ciascuno degli artisti, personaggi relativamente giovani, figure cosiddette "di media carriera", alcuni dei quali ben noti agli addetti ai lavori: Lida Abdul, l'unica donna, (Kabul 1973) Glenn Ligon (New York 1960), Naeem Mohaiemen (Londra 1969), Anri Sala (Tirana 1974) e Wael Shawky (Alessandria d'Egitto 1971). L'ingresso è gratuito perché, come dicono Beatrice e Willy Merz, "il Premio, che non riceve finanziamenti pubblici, è caratterizzato fin dall'inizio da uno spirito di apertura e inclusione, oltre che di attenzione sociale e di ricerca dell'innovazione".
Se invece non volete (o potete) spostarvi, un'idea degli artisti potete farvela ugualmente visitando il sito del Mario Merz Prize, dove, sempre fino al 12 aprile, potete votare per il vostro preferito. Allo stesso link potete di fatto assistere al concerto, diretto da Willy Merz, dei compositori finalisti, ascoltando integralmente quanto eseguito dall'Ensemble DE SONO Futura presso la Biblioteca musicale "Andrea Della Corte", nella splendida, settecentesca villa La Tesoriera, il 29 gennaio scorso, giorno della vernice della mostra di cui sopra, perché il Merz Prize ragiona in un'ottica di stretto connubio tra le due arti. E qui i finalisti per cui votare sono: Paolo Boggio, unico compositore italiano, (Vercelli 1964), Arturo Corrales (El Salvador 1973), Vassos Nicolaou (Cipro 1971), Cyrill Schürch (Lucerna 1974) e Vito Zuraj (Maribor 1979).
Per questa prima edizione il Mario Merz Prize, insignito della medaglia del Presidente della Repubblica Italiana, ha raccolto 512 candidature di artisti da 701 nominator e 132 candidature di compositori da 202 nominator, tra cui le due giurie di settore, una delle quali annovera l'artista Marisa Merz, hanno preselezionato i nostri dieci finalisti.
Nato per ricordare l'artista poverista Mario Merz (1925-2003) in occasione del decennale della morte, nell'intento della figlia Beatrice e del nipote Willy il premio intende avviare un progetto di sviluppo delle due arti: ai due vincitori saranno infatti commissionate nuove opere e offerto il sostegno per realizzarle, dando vita a una nuova mostra, questa volta una personale, e a nuove produzioni musicali.
Se siete a Torino, o magari pensate di visitarla a breve, il mezzo più immediato, fino al 12 aprile, può essere quello classico: recarvi alla Fondazione Merz, ex centrale termica delle officine Lancia - uno spazio affascinante che, se non fosse in via Limone 24, potrebbe serenamente trovarsi a Berlino - e visitare la mostra collettiva, a cura di Beatrice Merz, dei finalisti di questa prima edizione del Premio. Due o tre opere, tra le principali del percorso di ciascuno degli artisti, personaggi relativamente giovani, figure cosiddette "di media carriera", alcuni dei quali ben noti agli addetti ai lavori: Lida Abdul, l'unica donna, (Kabul 1973) Glenn Ligon (New York 1960), Naeem Mohaiemen (Londra 1969), Anri Sala (Tirana 1974) e Wael Shawky (Alessandria d'Egitto 1971). L'ingresso è gratuito perché, come dicono Beatrice e Willy Merz, "il Premio, che non riceve finanziamenti pubblici, è caratterizzato fin dall'inizio da uno spirito di apertura e inclusione, oltre che di attenzione sociale e di ricerca dell'innovazione".
Se invece non volete (o potete) spostarvi, un'idea degli artisti potete farvela ugualmente visitando il sito del Mario Merz Prize, dove, sempre fino al 12 aprile, potete votare per il vostro preferito. Allo stesso link potete di fatto assistere al concerto, diretto da Willy Merz, dei compositori finalisti, ascoltando integralmente quanto eseguito dall'Ensemble DE SONO Futura presso la Biblioteca musicale "Andrea Della Corte", nella splendida, settecentesca villa La Tesoriera, il 29 gennaio scorso, giorno della vernice della mostra di cui sopra, perché il Merz Prize ragiona in un'ottica di stretto connubio tra le due arti. E qui i finalisti per cui votare sono: Paolo Boggio, unico compositore italiano, (Vercelli 1964), Arturo Corrales (El Salvador 1973), Vassos Nicolaou (Cipro 1971), Cyrill Schürch (Lucerna 1974) e Vito Zuraj (Maribor 1979).
Per questa prima edizione il Mario Merz Prize, insignito della medaglia del Presidente della Repubblica Italiana, ha raccolto 512 candidature di artisti da 701 nominator e 132 candidature di compositori da 202 nominator, tra cui le due giurie di settore, una delle quali annovera l'artista Marisa Merz, hanno preselezionato i nostri dieci finalisti.
Nato per ricordare l'artista poverista Mario Merz (1925-2003) in occasione del decennale della morte, nell'intento della figlia Beatrice e del nipote Willy il premio intende avviare un progetto di sviluppo delle due arti: ai due vincitori saranno infatti commissionate nuove opere e offerto il sostegno per realizzarle, dando vita a una nuova mostra, questa volta una personale, e a nuove produzioni musicali.