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Buddy Holly, il caso della sua morte potrebbe riaprirsi: trovato un proiettile

Il mistero della morte di Buddy Holly, precipitato mentre era in volo, si infittisce dopo che sull'aereo è stato trovato un foro di proiettile. Il caso è nuovamente al vaglio degli investigatori. Insieme al cantautore e chitarrista, quel 3 febbraio 1959, c'erano anche Ritchie Valens e Big Bopper

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NEW YORK - "Il giorno in cui la musica morì": così venne ribattezzato quel gelido 3 febbraio 1959 quando il Beechcraft Bonanza, il piccolo velivolo noleggiato dalle star del rock'n'roll Buddy Holly, Ritchie Valens e J.P. "The Big Bopper" Richardson si schiantò, poco dopo il decollo, in un campo di grano innevato dello Iowa, nel cuore degli Stati Uniti. Le circostanze in cui morirono i tre giovanissimi pionieri del rock, già amatissimi dai teenager statunitensi - Buddy Holly aveva 22 anni, Valens 17 e Richardson 28 - furono archiviate come una delle prime grandi tragedie della musica e si parlò di condizioni climatiche avverse e dell'inesperienza del pilota, il 21enne Roger Peterson.
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Oggi, a quasi 56 anni di distanza, il caso potrebbe riaprirsi: la National Transportation Safety Board, l'agenzia investigativa indipendente del Governo degli Stati Uniti, ha infatti acquisito nuovi, inquietanti elementi. Pare infatti che sul sedile del pilota sia stato trovato un foro provocato da un proiettile e che una pistola, presumibilmente di proprietà di Buddy Holly, giacesse nel campo dove si schiantò l'aereo, a poca distanza dal relitto. Dal tamburo della rivoltella, inoltre, sarebbe mancato un proiettile. Al momento si tratta solo di speculazioni, anche se dettagli molto simili furono già rivelati nel 1996 nel libro firmato da Ellis Amburn, la biografia non autorizzata Buddy Holly: a biography, in cui si raccontava di come la polizia dello Iowa, giunta sul luogo dell'incidente, trovò chiari segni di una colluttazione sulle pareti della cabina del piccolo aereo.
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Per ora, però, gli esperti stanno incoraggiando gli investigatori federali a considerare altri fatti che potrebbero spiegare il disastro aereo: ad esempio, l'eccessivo peso e il conseguente sbilanciamento del velivolo e strumenti di bordo da poco installati e non ben collaudati. Il Beechcraft Bonanza precipitò dopo soli quattro minuti dal decollo avvenuto a Clear Lake, Iowa, con destinazione Fargo, North Dakota, dove i musicisti avrebbero dovuto suonare. La scelta di volare fu di Buddy Holly, che si era appena separato dal suo gruppo, i Crickets, ed era stanco dei lunghi viaggi in autobus per raggiungere le location dei concerti. Scelse così di noleggiare un aereo.
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Ironia della sorte: Waylon Jennings, il bassista che accompagnava Buddy Holly durante quel tour, chiamato Winter Dance Party, cedette il proprio posto a Richardson che non si sentiva bene e voleva raggiungere il più velocemente possibile un medico, mentre il chitarrista della band, Tommy Allsup, si era giocato l'ultimo posto disponibile contro Valens, lanciando una moneta. La sorte lo fece perdere. Allsup oggi ha 83 anni e nel 2005 il suo nome è stato introdotto nella Oklahoma Music Hall of Fame.