Spettacoli

MUSICA

John Oates: "Con Hall nella storia della musica, ma oggi ci divertiamo molto di più"

Il duo di Philadelphia, oltre 60 milioni di dischi venduti in 40 anni di carriera con il suo raffinato rock'n'soul, pubblica il dvd "Live in Dublin". "Siamo stati tra i primi a realizzare un crossover trasmesso dalle radio americane di tutti i tipi e generi. E non era facile a quei tempi...", racconta il cantante. "Prince e Michael Jackson hanno fatto sostanzialmente la stessa cosa"

3 minuti di lettura
Tra le immagini che restano degli anni '80, la capigliatura d'oro di Daryl Hall e il baffo folto di John Oates hanno un posto di tutto rispetto. Ma la loro non fu solo apparenza, amplificata da patinati video su Mtv o sul richiamo di uno stile di vita tanto glamour quanto evanescente. Il duo di maggior successo della storia del rock, secondo Billboard, in pochi anni avrebbe piazzato sei numero uno nella Hot 100, guadagnato sette album di platino, sei d'oro e 34 hit complessive nelle chart americane. Meglio di loro hanno fatto solo Michael Jackson e Madonna. Eppure: "Quello non fu il nostro migliore momento", confessa Oates a Repubblica.it nella telefonica da Nashville. L'occasione della chiacchierata è l'uscita del dvd Live in Dublin, nei negozi dal 20 marzo. Difficile da credere, ma la libertà artistica non ha prezzo: "Gli anni 80 non erano tutte rose e fiori. Sembrerà strano, ma ci godiamo il presente. Solo adesso, dopo oltre 40 anni di carriera, siamo nel completo controllo della nostra musica e degli affari. Prendiamo in completa autonomia le decisioni, portiamo avanti con successo le nostre carriere solistiche.".  
[[ge:rep-locali:repubblica:108719670]]
Registrato all'Olympia Theatre di Dublino, il 15 luglio del 2014, il film concerto mostra Hall & Oates, 68 e 66 anni rispettivamente, in stato di grazia. "Non avevamo mai suonato in Irlanda. Quella sera il pubblico era abbastanza ubriaco. In questo caso non è un cattivo segno, perché l'alcol ha aiutato gran parte degli spettatori a cantare a squarciagola e senza inibizioni tutte le canzoni. È stato davvero emozionante suonare in un teatro piccolo, completamente esaurito in ogni posto, nel quale potevi osservare chiunque fare qualunque cosa".  

Nati artisticamente negli anni 70, i due musicisti si sono distinti per una combinazione riuscita tra il rock e il rhythm and blues, con una forte connotazione melodica, che presto fu etichettata "rock and soul". Tanti album fondamentali, Abandoned Luncheonette (1973), Daryl Hall & John Oates (1975) e Voices (1980). Tra il 1981 e il 1984 piazzano tre colpi d'autore, tutti in alta classifica: Private Eyes, H2O e Big Bam Boom. Il 13 luglio 1985 un grande onore: per il Live Aid sono scelti come headliner nel concerto di Philadelphia, la loro città d'origine. Ottimo successo anche in Italia, a tal punto che nel 1982 Ron incise Hai capito o no?, cover in italiano della loro I Can't Go For That (No I Can Do). "Mai ascoltata quella cover. C'è una cosa di cui abbiamo un grande rimpianto: non essere riusciti mai a suonare in Italia. Siamo stati varie volte per trasmissioni televisive o al festival di Sanremo (furono ospiti nel 1982, ndr). Speriamo che un giorno si riesca a venire da voi per un tour".
[[ge:rep-locali:repubblica:108718863]]
Ad aprile dello scorso anno un altro traguardo prestigioso: Hall & Oates sono stati introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame di Cleveland. "Quando lo abbiamo saputo per scaramanzia non abbiamo prestato molta attenzione, anche perché nel passato eravamo stati eleggibili per diverse volte, ma mai scelti. Siamo felici e il risultato è stato molto positivo per noi", continua Oates.  

Un sodalizio di quasi mezzo secolo con Daryl Hall che non si spezza. Il segreto? "Non ci vediamo spesso, ma lavoriamo un sacco e ciascuno di noi ha un suo ruolo definito. Ci telefoniamo molto. Abbiamo una grande band che ci aiuta tanto. Facciamo tour brevi (durano una, forse due settimane al massimo), poi stacchiamo la spina e ci dedichiamo alle faccende personali. E ritorniamo in pista rigenerati". Ma di dischi nuovi è da tanto tempo che non ne incidono. "Perché pensiamo di aver scritto abbastanza finora. Perché non abbiamo grandi occasioni per scrivere e registrare musica insieme. Poi abbiamo una specie di problema d'abbondanza: abbiamo così tante hit che quando facciamo un concerto le persone vogliono solo sentire quei brani, anche se abbiamo un sacco di altra musica da far ascoltare. Quindi non ci resta che esplorare più a fondo il nostro vecchio catalogo. Penso che siamo adesso più interessati a muoverci con le nostre singole carriere. Io ho appena pubblicato un dvd/cd, Another Good Road, per esempio".
[[ge:rep-locali:repubblica:108719666]]
John Oates ci tiene anche a precisare il ruolo e l'influenza che il duo ha esercitato sulle nuove generazioni di musicisti, recentemente riconosciutogli da band come The Killers e Arcade Fire. "Molti musicisti sono cresciuti con la nostra musica e hanno rielaborato le nostre idee in tanti modi. E hanno un grande rispetto anche per la nostra capacità a far durare una carriera tanto a lungo; oggi non è facilissimo". Non finisce qui. In un'intervista il chitarrista ha anche sostenuto che le idee musicali del duo hanno aperto le porte al successo di Prince e Michael Jackson: "Siamo stati tra i primi a realizzare un crossover musicale trasmesso dalle radio americane di tutti i tipi e generi. E non era facile a quei tempi (I Can't Go for That tocco i vertici delle radio R&B statunitensi per una settimana, ndr). Prince e Michael Jackson hanno fatto sostanzialmente la stessa cosa. Penso che abbiamo dato la possibilità alle radio di essere più aperte mentalmente nella musica che trasmettevano".

E in tema di commistioni John Oates riserva un'ultima curiosità: "Se potessi tornare indietro nel tempo andrei in un territorio libero della Germania del 1934 e trasformerei una Mercedes Benz in un'Alfa Romeo".