Emis Killa al Concertone: "Il rap sta bene sul palco di San Giovanni"
Ernesto Assante, ERNESTO ASSANTEPer la prima volta anche il rapper al concerto del 1° maggio: "Ho scelto pezzi che avessero qualcosa da dire in una giornata come questa"
La prima volta di Emis Killa al concertone del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma inizia in maniera tranquilla. Le prove, le chiacchiere con gli organizzatori, gli uomini del palco, i tecnici: "Paura no", dice lui, "sono abbastanza tranquillo, anche se non so dire come starò cinque minuti prima di salire in scena. E' una piazza enorme, un grande pubblico, sarà comunque un'esperienza bellissima". Emis Killa è uno dei rapper più in vista della nuova generazione, in bilico tra quelli "duri e puri" che non vogliono fare compromessi, e quelli che invece scelgono la comunicazione "pop" per arrivare ad un pubblico più ampio, pronto a raccontare la vita in testi taglienti ma allo stesso tempo a divertirsi con il "Maracanà" dei Mondiali di calcio, capace di scrivere un libro in cui raccontare i suoi anni ma anche di coinvolgere chi lo ascolta in concerti esplosivi.
Il personaggio giusto…
Il personaggio giusto…
La prima volta di Emis Killa al concertone del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma inizia in maniera tranquilla. Le prove, le chiacchiere con gli organizzatori, gli uomini del palco, i tecnici: "Paura no", dice lui, "sono abbastanza tranquillo, anche se non so dire come starò cinque minuti prima di salire in scena. E' una piazza enorme, un grande pubblico, sarà comunque un'esperienza bellissima". Emis Killa è uno dei rapper più in vista della nuova generazione, in bilico tra quelli "duri e puri" che non vogliono fare compromessi, e quelli che invece scelgono la comunicazione "pop" per arrivare ad un pubblico più ampio, pronto a raccontare la vita in testi taglienti ma allo stesso tempo a divertirsi con il "Maracanà" dei Mondiali di calcio, capace di scrivere un libro in cui raccontare i suoi anni ma anche di coinvolgere chi lo ascolta in concerti esplosivi.
Il personaggio giusto, insomma, per il palco di San Giovanni, che vuole quest'anno mettere insieme le molte anime della musica italiana. Un palco sul quale i rapper dell'ultima leva sono saliti in pochi ma che invece è pronto ad accoglierli con il dovuto rispetto: "Sono arrivato pensando di trovare una certa diffidenza", dice Emis, "tipo 'ecco che arriva il rapper che fa casino'. E invece no, l'atmosfera è stata molto bella, le prove sono andate benissimo, c'è una buona vibrazione in generale". Di certo per Emis è un esordio importante, davanti a un pubblico numerosissimo in piazza e in televisione: "Conoscevo il concerto, ovviamente, ma non l'avevo mai seguito, non era il genere di musica che mi interessava. Ho iniziato a seguirlo davvero da quando c'è stato il "caso" di Fabri Fibra, censurato perché considerato offensivo nei confronti delle donne. Seguendolo, al di la delle polemiche sul caso Fibra, ho capito che si trattava di qualcosa di speciale per la scena italiana, un'occasione unica per proporre musica dal vivo a un pubblico di giovani davvero enorme. Quindi quando mi hanno chiesto di esserci mi è sembrato giusto dire di si".
La platea del Primo Maggio non è, comunque, quella di un concerto qualsiasi, "E infatti ho scelto di fare dei pezzi che abbiano qualcosa da dire, non i successi come "Maracanà" che sicuramente potrebbero andare benissimo in piazza ma avrebbero poco senso in una manifestazione come questa. Sarà un modo per mettere l'accento su una parte importante del mio repertorio". L'attesa per il concertone è alta, come ogni anno, migliaia di ragazzi da tutta Italia sono già arrivati a Roma e molti altri riempiranno la piazza soprattutto nelle ore serali: "E' un onore suonare in un contesto come questo", conclude Emis Killa, " Anche perché arrivo con una proposta musicale che negli ultimi anni ha avuto un notevole rilievo e che era giusto fosse rappresentata sul palco del Primo Maggio. E' un segno di rinnovamento? Non so, non sta a me dirlo, ma credo che questo concerto dovendo rappresentare quello che accade nella musica italiana di oggi debba dare spazio a proposte nuove".
Il personaggio giusto, insomma, per il palco di San Giovanni, che vuole quest'anno mettere insieme le molte anime della musica italiana. Un palco sul quale i rapper dell'ultima leva sono saliti in pochi ma che invece è pronto ad accoglierli con il dovuto rispetto: "Sono arrivato pensando di trovare una certa diffidenza", dice Emis, "tipo 'ecco che arriva il rapper che fa casino'. E invece no, l'atmosfera è stata molto bella, le prove sono andate benissimo, c'è una buona vibrazione in generale". Di certo per Emis è un esordio importante, davanti a un pubblico numerosissimo in piazza e in televisione: "Conoscevo il concerto, ovviamente, ma non l'avevo mai seguito, non era il genere di musica che mi interessava. Ho iniziato a seguirlo davvero da quando c'è stato il "caso" di Fabri Fibra, censurato perché considerato offensivo nei confronti delle donne. Seguendolo, al di la delle polemiche sul caso Fibra, ho capito che si trattava di qualcosa di speciale per la scena italiana, un'occasione unica per proporre musica dal vivo a un pubblico di giovani davvero enorme. Quindi quando mi hanno chiesto di esserci mi è sembrato giusto dire di si".
La platea del Primo Maggio non è, comunque, quella di un concerto qualsiasi, "E infatti ho scelto di fare dei pezzi che abbiano qualcosa da dire, non i successi come "Maracanà" che sicuramente potrebbero andare benissimo in piazza ma avrebbero poco senso in una manifestazione come questa. Sarà un modo per mettere l'accento su una parte importante del mio repertorio". L'attesa per il concertone è alta, come ogni anno, migliaia di ragazzi da tutta Italia sono già arrivati a Roma e molti altri riempiranno la piazza soprattutto nelle ore serali: "E' un onore suonare in un contesto come questo", conclude Emis Killa, " Anche perché arrivo con una proposta musicale che negli ultimi anni ha avuto un notevole rilievo e che era giusto fosse rappresentata sul palco del Primo Maggio. E' un segno di rinnovamento? Non so, non sta a me dirlo, ma credo che questo concerto dovendo rappresentare quello che accade nella musica italiana di oggi debba dare spazio a proposte nuove".