Spira mirabilis, obiettivo Beethoven: la "Nona" nelle zone terremotate
ALFREDO ROMAI giovani musicisti, uniti nel progetto nato nel 2007, si esibiranno con la celebre sinfonia nelle aree della Bassa modenese colpite dal sisma del 2012. Un'esecuzione senza direttore, tratto distintivo della formazione
UN importante evento musicale sta per arrivare sulle scene dell'Emilia e della Toscana. Dopo anni dedicati allo studio delle sinfonie di Beethoven, Spira mirabilis ha deciso di portare in pubblico la Nona sinfonia. Spira mirabilis è un progetto di alti studi musicali che dalla sua fondazione nel 2007 si è affermato in campo nazionale e internazionale. All'attivo si contano già sessanta progetti con concerti in varie città del mondo, tra le quali Londra, Brema, Amburgo, Roma, Essen, Istanbul, Berlino. Nel 2010 è stata insignita del Förderpreis Deutschlandfunk, prestigioso premio delle radio tedesche per la migliore promessa del panorama musicale, ed è stata nominata "Ambasciatrice della cultura europea" per l'anno 2012.
Il progetto Spira mirabilis ha unito un gruppo di giovani musicisti già affermati, provenienti dalle migliori formazioni europee, desiderosi di affrontare lo studio della musica secondo u…
Il progetto Spira mirabilis ha unito un gruppo di giovani musicisti già affermati, provenienti dalle migliori formazioni europee, desiderosi di affrontare lo studio della musica secondo u…
UN importante evento musicale sta per arrivare sulle scene dell'Emilia e della Toscana. Dopo anni dedicati allo studio delle sinfonie di Beethoven, Spira mirabilis ha deciso di portare in pubblico la Nona sinfonia. Spira mirabilis è un progetto di alti studi musicali che dalla sua fondazione nel 2007 si è affermato in campo nazionale e internazionale. All'attivo si contano già sessanta progetti con concerti in varie città del mondo, tra le quali Londra, Brema, Amburgo, Roma, Essen, Istanbul, Berlino. Nel 2010 è stata insignita del Förderpreis Deutschlandfunk, prestigioso premio delle radio tedesche per la migliore promessa del panorama musicale, ed è stata nominata "Ambasciatrice della cultura europea" per l'anno 2012.
Il progetto Spira mirabilis ha unito un gruppo di giovani musicisti già affermati, provenienti dalle migliori formazioni europee, desiderosi di affrontare lo studio della musica secondo una filosofia innovativa di condivisione della musica stessa, dove ognuno di loro porta una cultura e un'esperienza maturata col lavoro svolto con altre formazioni e con famosi maestri, per arrivare a un'interpretazione condivisa e coerente. Colpisce sempre il fatto che i musicisti della Spira mirabilis suonano senza direttore; ma non è questo l'elemento distintivo perché ci sono altre orchestre che suonano senza direttore. La particolarità è data dal processo di analisi, discussione anche critica che i musicisti seguono nella preparazione di una composizione. Alla fine il direttore non c'è fisicamente, ma idealmente sì, perché si identifica con lo studio fatto su quel brano musicale e con la sintesi dell'esecuzione.
Con Beethoven la storia della sinfonia subisce un radicale cambiamento rispetto alle concezioni di Mozart e Haydn. A partire dall'Eroica, Beethoven intende sviluppare un pensiero basato su esigenze spirituali che dovranno rappresentare un messaggio per le generazioni future. La forma sinfonica arriva così a prevalere sulla musica vocale allora ancora dominante. Questo messaggio raggiunge il suo apice con la nona sinfonia composta nell'età matura del maestro ormai sordo, in un arco di 10 anni trascorsi in solitudine e miseria. Questa sinfonia diventa quindi il testamento di Beethoven, una professione di fede nella vittoria della luce sulle tenebre, dell'amore sull'odio, sintetizzata nella melodia della gioia dall'ode An die Freude di Schiller. L'aspetto nuovo imposto da Beethoven alla forma sinfonica non consiste tanto nell'ampliamento dell'orchestra quanto nell'uso geniale degli strumenti, soprattutto degli archi e dei fiati che invece di contrapporsi si integrano con effetti sonori completamente nuovi. Nella nona sinfonia occorre poi raggiungere una perfetta fusione esecutiva e interpretativa con solisti e coro.
Per Spira mirabilis questo è un progetto ambizioso e complesso che ha richiesto un impegno particolare. Spira mirabilis è conosciuta come orchestra ma, lavorando per progetti, si può presentare anche come quintetto o quartetto. Per la Nona di Beethoven si è costituito un organico di 123 artisti tra strumentisti, coristi e solisti. I coristi sono quelli dell'Associazione Luigi Gazzotti di Modena, che si pone tra le migliori formazioni corali italiane e che per questo progetto diventa parte integrante della Spira mirabilis. Insieme questi artisti hanno studiato la partitura e l'interpretazione nella loro interezza. Il lungo periodo di studio dedicato a questa sinfonia mira ad assicurare un'esecuzione secondo il ritmo suggerito da Beethoven stesso, una perfetta unità musicale, un corretto fraseggio, l'equilibrio timbrico dei diversi strumenti e una piena e armonica fusione con i solisti e il coro. Secondo la prassi sarà dunque un'esecuzione senza direttore, fatto che almeno in tempi recenti pare non sia avvenuto.
Per ora sono previste tre esecuzioni: martedì 5 maggio alle 21 alla Polisportiva di Formigine in provincia di Modena, dove la Spira ha la sua sede, grazie all'amministrazione comunale che nel 2007 l'ha accolta costruendo poi un auditorium a lei dedicato; mercoledì 6 alle 21 nello Stabilimento "Menu" di Medolla, che si trova al centro dell'area della Bassa modenese colpita dal sisma del 2012. Dai giorni del terremoto Spira mirabilis ha più volte suonato in quelle aree per aiutare a ricostruire, oltre ai fabbricati, un'attività culturale. In questo caso, il compito è stato reso più difficile dalle dimensioni del progetto. Il concerto si terrà allora nello stabilimento della fabbrica Menù di Medolla, uno spazio industriale ricostruito dopo i pesanti danni del sisma e che oggi, dopo tre anni, è diventato uno dei simboli della rinascita della zona. Infine, appuntamento venerdì 8 alle 21 al Teatro del Giglio di Lucca, un'esecuzione preceduta da una presentazione del critico musicale Angelo Foletto.
Il progetto Spira mirabilis ha unito un gruppo di giovani musicisti già affermati, provenienti dalle migliori formazioni europee, desiderosi di affrontare lo studio della musica secondo una filosofia innovativa di condivisione della musica stessa, dove ognuno di loro porta una cultura e un'esperienza maturata col lavoro svolto con altre formazioni e con famosi maestri, per arrivare a un'interpretazione condivisa e coerente. Colpisce sempre il fatto che i musicisti della Spira mirabilis suonano senza direttore; ma non è questo l'elemento distintivo perché ci sono altre orchestre che suonano senza direttore. La particolarità è data dal processo di analisi, discussione anche critica che i musicisti seguono nella preparazione di una composizione. Alla fine il direttore non c'è fisicamente, ma idealmente sì, perché si identifica con lo studio fatto su quel brano musicale e con la sintesi dell'esecuzione.
Con Beethoven la storia della sinfonia subisce un radicale cambiamento rispetto alle concezioni di Mozart e Haydn. A partire dall'Eroica, Beethoven intende sviluppare un pensiero basato su esigenze spirituali che dovranno rappresentare un messaggio per le generazioni future. La forma sinfonica arriva così a prevalere sulla musica vocale allora ancora dominante. Questo messaggio raggiunge il suo apice con la nona sinfonia composta nell'età matura del maestro ormai sordo, in un arco di 10 anni trascorsi in solitudine e miseria. Questa sinfonia diventa quindi il testamento di Beethoven, una professione di fede nella vittoria della luce sulle tenebre, dell'amore sull'odio, sintetizzata nella melodia della gioia dall'ode An die Freude di Schiller. L'aspetto nuovo imposto da Beethoven alla forma sinfonica non consiste tanto nell'ampliamento dell'orchestra quanto nell'uso geniale degli strumenti, soprattutto degli archi e dei fiati che invece di contrapporsi si integrano con effetti sonori completamente nuovi. Nella nona sinfonia occorre poi raggiungere una perfetta fusione esecutiva e interpretativa con solisti e coro.
Per Spira mirabilis questo è un progetto ambizioso e complesso che ha richiesto un impegno particolare. Spira mirabilis è conosciuta come orchestra ma, lavorando per progetti, si può presentare anche come quintetto o quartetto. Per la Nona di Beethoven si è costituito un organico di 123 artisti tra strumentisti, coristi e solisti. I coristi sono quelli dell'Associazione Luigi Gazzotti di Modena, che si pone tra le migliori formazioni corali italiane e che per questo progetto diventa parte integrante della Spira mirabilis. Insieme questi artisti hanno studiato la partitura e l'interpretazione nella loro interezza. Il lungo periodo di studio dedicato a questa sinfonia mira ad assicurare un'esecuzione secondo il ritmo suggerito da Beethoven stesso, una perfetta unità musicale, un corretto fraseggio, l'equilibrio timbrico dei diversi strumenti e una piena e armonica fusione con i solisti e il coro. Secondo la prassi sarà dunque un'esecuzione senza direttore, fatto che almeno in tempi recenti pare non sia avvenuto.
Per ora sono previste tre esecuzioni: martedì 5 maggio alle 21 alla Polisportiva di Formigine in provincia di Modena, dove la Spira ha la sua sede, grazie all'amministrazione comunale che nel 2007 l'ha accolta costruendo poi un auditorium a lei dedicato; mercoledì 6 alle 21 nello Stabilimento "Menu" di Medolla, che si trova al centro dell'area della Bassa modenese colpita dal sisma del 2012. Dai giorni del terremoto Spira mirabilis ha più volte suonato in quelle aree per aiutare a ricostruire, oltre ai fabbricati, un'attività culturale. In questo caso, il compito è stato reso più difficile dalle dimensioni del progetto. Il concerto si terrà allora nello stabilimento della fabbrica Menù di Medolla, uno spazio industriale ricostruito dopo i pesanti danni del sisma e che oggi, dopo tre anni, è diventato uno dei simboli della rinascita della zona. Infine, appuntamento venerdì 8 alle 21 al Teatro del Giglio di Lucca, un'esecuzione preceduta da una presentazione del critico musicale Angelo Foletto.