PARIGI – Mai gemelle furono più diverse. Diversissime. Una ha il bagliore del sole, l'altra la luce della luna. Una suona il pianoforte sorridendo, l'altra esprime il suo mal di vivere seduta su un cajòn, il cassone, percussione tipica del flamenco. Lisa-Kaindé Diaz ama Nina Simone; Naomi preferisce i ritmi urbani dell'hip hop e della dance. Hanno vent'anni, non sono mai d'accordo su nulla, ma da almeno cinque anni suonano e cantano ins?ieme. Si chiamano Ibeyi, che in lingua yoruba vuol dire “gemelle”, hanno inciso un bel primo disco che porta il loro nome, presentato anche a “Che tempo che fa”, prodotto nientedimeno che da Richard Russell, patron dell'etichetta XL, la stessa di Adele e di Damon Albarn. E alla fine dell'anno scorso il quotidiano inglese The Guardian le ha piazzate al primo posto nella lista degli “artisti da seguire nel 2015”.
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Lisa e Naomi sono figlie di Maya Dagnino, addetto stampa franco-venezuelana e del percussionista cubano Angà Diaz – anche con il Buena Vista Social Club – morto a 45 anni nel 2006. Le gemelle avevano 11 anni quando Angà morì, i genitori erano separati da nove, ma erano rimasti in ottimi rapporti. “La nostra infanzia è trascorsa ai concerti” dice Lisa, seduta sul bordo di una poltrona mentre Naomi è stravaccata su quella di fronte. Poi dicono qualcosa che da due ventenni non aspetteresti: “La musica ci ha salvato la vita”. Lisa l'introversa racconta di un profondo senso di solitudine vinto soltanto grazie al pianoforte. “A scuola ero diventata 'la cantante', per questo i compagni hanno notato che esistevo”. L'inquieta Naomi da scuola è proprio scappata, prima della licenza liceale; ha mollato anche il conservatorio. Rinascere come Ibeyi ha dato loro un senso di appartenenza e un avvenire possibile. Dove? In Francia? A Cuba? “Siamo nate in Francia” dice Lisa. “Ma abbiamo vissuto più di due anni a Cuba, dove torniamo ogni anno. Siamo cresciute tra il conservatorio e i canti yoruba, e ci piacerebbe unire i due mondi”. La cultura yoruba legata alla santeria (religione sincretista afrocubana) è ben presente nella musica e nella vita delle ragazze Diaz. “Lisa appartiene a Yemayà, fluida divinità degli oceani” dice Naomi. “Io a Changò, dio della guerra. Mia madre è di Ochun, dea dell'amore e del sesso, e papà era Elegguà, dio della strada e destino. Per la religione yoruba gli dei gemelli Ibeyi, un maschio e una femmina, sono nati da Ochun e Changò”.
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Musiciste per passione, ma anche per guadagnare un po', Lisa e Naomi si erano fatte conoscere verso i quindici anni nel circuito dei club parigini. Ma una sera tra il pubblico c'è Richard Russell: ha visto i loro video, tutti sorprendenti, ed è saltato sul primo Eurostar per Parigi. “Da un giorno all'altro ci siamo ritrovate a Londra, in uno studio nuovo di zecca, come la realtà che vivevamo” dice Lisa. “Non volevano un disco molto prodotto, troppo sofisticato. Cercavamo un suono autentico e canzoni che facessero uscire le nostre voci e le nostre storie”.
Completamente autobiografico, dicono le ragazze Diaz, è questo primo disco, semplice e misterioso. Tanto che sia apre a cappella su una preghiera in yoruba (Elegguà), racconta la tristezza della madre abbandonata da un compagno (Mama Says), un ricordo per il padre (Think of You) e per la sorellastra morta di recente a 28 anni (Yanira). Ha atmosfere trip-hop, vocalizzi sulla scia di Bjork; l'elettronica usata in sottofondo, senza derive modaiole chill out-lounge. Musica scura per dare magia a notti bianche, l'ha definita qualcuno. Provare per credere: Ibeyi saranno il 7 luglio a Sestri Levante e il 7 a Milano.
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Lisa e Naomi sono figlie di Maya Dagnino, addetto stampa franco-venezuelana e del percussionista cubano Angà Diaz – anche con il Buena Vista Social Club – morto a 45 anni nel 2006. Le gemelle avevano 11 anni quando Angà morì, i genitori erano separati da nove, ma erano rimasti in ottimi rapporti. “La nostra infanzia è trascorsa ai concerti” dice Lisa, seduta sul bordo di una poltrona mentre Naomi è stravaccata su quella di fronte. Poi dicono qualcosa che da due ventenni non aspetteresti: “La musica ci ha salvato la vita”. Lisa l'introversa racconta di un profondo senso di solitudine vinto soltanto grazie al pianoforte. “A scuola ero diventata 'la cantante', per questo i compagni hanno notato che esistevo”. L'inquieta Naomi da scuola è proprio scappata, prima della licenza liceale; ha mollato anche il conservatorio. Rinascere come Ibeyi ha dato loro un senso di appartenenza e un avvenire possibile. Dove? In Francia? A Cuba? “Siamo nate in Francia” dice Lisa. “Ma abbiamo vissuto più di due anni a Cuba, dove torniamo ogni anno. Siamo cresciute tra il conservatorio e i canti yoruba, e ci piacerebbe unire i due mondi”. La cultura yoruba legata alla santeria (religione sincretista afrocubana) è ben presente nella musica e nella vita delle ragazze Diaz. “Lisa appartiene a Yemayà, fluida divinità degli oceani” dice Naomi. “Io a Changò, dio della guerra. Mia madre è di Ochun, dea dell'amore e del sesso, e papà era Elegguà, dio della strada e destino. Per la religione yoruba gli dei gemelli Ibeyi, un maschio e una femmina, sono nati da Ochun e Changò”.
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Musiciste per passione, ma anche per guadagnare un po', Lisa e Naomi si erano fatte conoscere verso i quindici anni nel circuito dei club parigini. Ma una sera tra il pubblico c'è Richard Russell: ha visto i loro video, tutti sorprendenti, ed è saltato sul primo Eurostar per Parigi. “Da un giorno all'altro ci siamo ritrovate a Londra, in uno studio nuovo di zecca, come la realtà che vivevamo” dice Lisa. “Non volevano un disco molto prodotto, troppo sofisticato. Cercavamo un suono autentico e canzoni che facessero uscire le nostre voci e le nostre storie”.
Completamente autobiografico, dicono le ragazze Diaz, è questo primo disco, semplice e misterioso. Tanto che sia apre a cappella su una preghiera in yoruba (Elegguà), racconta la tristezza della madre abbandonata da un compagno (Mama Says), un ricordo per il padre (Think of You) e per la sorellastra morta di recente a 28 anni (Yanira). Ha atmosfere trip-hop, vocalizzi sulla scia di Bjork; l'elettronica usata in sottofondo, senza derive modaiole chill out-lounge. Musica scura per dare magia a notti bianche, l'ha definita qualcuno. Provare per credere: Ibeyi saranno il 7 luglio a Sestri Levante e il 7 a Milano.