Spettacoli

MUSICA

Sonar 2015, il palco è di Kate Tempest e Skrillex

Arrivato al terzo giorno il festival di Barcellona questa sera sfodera il colpo di teatro dei Duran Duran

2 minuti di lettura
Il Sonar di Barcellona al secondo giorno celebra il potere della parola grazie a Kate Tempest, giovanissima poetessa e rapper che vanta già un premio prestigioso come il Ted Hughes Award, vinto nel 2013 a 26 anni per l'innovazione dei suoi lavori in campo poetico. A sera, sul palco della Sonar Hall, la rapper londinese sale con la rabbia e la dolcezza di una giovane donna che riesce a mettere in scena passione politica e voglia di ribellione individuale. E' la splendida epifania di una MC che trascina il pubblico parlando di concetto di verità e di potere magico della parola, è la performance di una poetessa laureata dalla strada che riesce a tornare alle radici dello spoken word con la stessa convincente forza espressiva di Gil Scott-Heron e dei Last Poets. Al tempo stesso, però, quando parte la linea di basso e la cassa in quattro, eccola ritmare il suo hip hop come solo una rapper sapiente sa fare, e non si perde d'animo neanche quando un calo di tensione lascia la scena muta e senza amplificazione, mentre lei intrattiene a cappella l'affollata e adorante platea come solo una consumata performer sa fare, pronta a ripartire dopo qualche minuto, a black out risolto, sull'onda dello stesso entusiasmo.

Ma il potere della parola al Sonar passa anche attraverso l'amara analisi di uno dei padri del concetto di cyberpunk, Bruce Sterling, intervenuto al Festival per uno dei dibattiti ospitati al Sonar +D. Parlando di come la tecnologia entra nelle nostra vite, trasformandole, Sterling ha osservato come un tempo i musicisti fossero i portabandiera delle avanguardie culturali, mentre oggi questo ruolo è irrimediabilmente perduto, oscurato dalla affermazione delle nuove tecnologie e delle "cinque sorelle", le grandi compagnie che le controllano, ovvero Google, Amazon, Facebook, Microsoft e Apple: "Se vuole aver successo, un musicista oggi deve trasformarsi in un comico, deve ballare o raccontare barzellette, e sperare che dopo il concerto riesca a vendere magliette o qualche altra chincaglieria", ha concluso Sterling beffardo.
[[ge:rep-locali:repubblica:117244673]]
La notte, alla Fira della Gran Via, è stata dominata dal segno forte dei concerti dei sudafricani Die Antwoord e dell'americano Skrillex. I primi hanno violentato i concetti di pop e di hip hop portandoli nel loro immaginario popolato dagli ultimi,  dagli esculsi, dai reietti e dai deformi, che reagiscono a marginalità e deviazione attraverso sogni, o meglio sarebbe dire incubi. Border line come i due personaggi che animano la crew, Ninja e quel folletto urlante e conturbante di Yolandi Visser. Il suono è ora rabbioso, ora giocoso, ora aggressivo, di brano in brano si passa dal rap, al grime, alla techno avvolti in un'atmosfera che affascina e allo stesso tempo destabilizza. Erano un fenomeno di nicchia, sono già in un futuro da grandi platee.
[[ge:rep-locali:repubblica:117301832]]
Il set di Skrillex a notte fonda è insieme devastante, ironico, divertente, pieno di sorprese sceniche tra fumi, fiamme e immagini video. Compreso lo pseudo-selfie del balletto di Beyoncé in slip sul balcone di casa, che Skrillex utilizza velocizzandolo come fosse una vecchia comica muta ai tempi del bianco e nero. Ecco un altro violentatore del pop, per giunta principe assoluto dei suoni che custodisce in un personalissimo vaso di pandora e ad ogni show scatena, suscitando tutto il pantheon ritmico e sonoro. Stasera, per la chiusura, il Sonar si appresta al colpo a sorpresa dei Duran Duran, un ritorno dopo quindici anni di assenza segnato da un nuovo album prodotto da Nile Rodgers, Paper Gods, ma anche forte dei brani cardine di una storia iniziata ai tempi della New Wave, era l'alba degli anni Ottanta: da Save a Prayer a Rio, da Girls on film a The Reflex. Inoltre, i Chemical Brothers replicheranno il concerto di apertura per il pubblico della Fira, e grande attesa suscita l'esibizione al Sonar di Tahliah Barnett alias FKA Twigs, non fosse altro per seguirne la performance live e i sempre suggestivi visual, qui ingigantiti dagli schermi giganti del palco del Sonar Pub.