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MUSICA

Norah Jones o Sex Pistols? Non sono gusti ma è psicologia

È il risultato di una ricerca realizzata all'Univeristà di Cambridge che lega il genere di musica preferita all'attività del cervello: musica più dolce per gli empatici, più energica per i rigorosi

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Dimmi che musica ascolti e ti dirò chi sei. O meglio, ti dirò se sei il tipo di persona che entra facilmente in sintonia con le emozioni altrui o se sei un soggetto metodico, per cui schemi e regole sono tutto nella vita. Da Norah Jones ai Metallica, la musica contenuta nella playlist del nostro iPod è indicativa del modo in cui lavora il nostro cervello. A sostenere questa tesi è un gruppo di ricercatori dell'Università di Cambridge: il loro studio, dal titolo "Le preferenze musicali sono legate agli stili cognitivi", altro non è che una lunga analisi corredata da grafici e tabelle con la quale si giunge alla conclusione che i fan dei Queen sono più empatici di quelli dei Sex Pistols. "Empathisers" è il termine usato nella ricerca per definire i soggetti che riescono a concentrarsi e rispondere meglio alle emozioni altrui. Per contro, i "systemisers"  sono coloro che non riescono a prendere una decisione se non dopo un attento studio delle regole che disciplinano la vita di tutti i giorni. E i gusti musicali individuali determinano la posizione di ciascuno in questa scala ai cui estremi si collocano proprio le persone più empatiche e quelle più analitiche.
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Avete sempre pensato di essere l'amico a cui tutti si rivolgono in caso di problemi? Scorrete rapidamente gli ultimi pezzi ascoltati su Spotify, potreste trovare brani come Come Away With Me di Norah Jones, l'Hallelujah nella versione cantata da Jeff Buckley, Crazy Little Thing Called Love dei Queen o All Of Me di Billie Holliday. Sono questi, secondo la ricerca, gli artisti (e le canzoni in particolare) preferiti dalle persone empatiche. Se invece non prendete un caffè che non sia quello del solito bar o non avete nemmeno mai provato a saltare la fila in banca o in posta, il motivo che vi ronza in testa è probabilmente quello di God Save The Queen dei Sex Pistols o di Enter The Sandman dei Metallica. Potreste addirittura trovarvi a fischiettare il Concerto in Do Maggiore di Antonio Vivaldi.
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In generale, dice la ricerca, le persone empatiche preferiscono generi di musica più "dolci" come l'R&B e il soft rock, ma anche generi che il report definisce "unpretentious" vale a dire semplici, comuni: la musica folk, ad esempio, ma anche suoni più contemporanei come l'elettronica. Queste persone, continua la pubblicazione, ascoltano volentieri canzoni tristi e con un certo spessore emotivo. Grande energia e complessità nella ricerca del suono, invece, per gli altri che preferiscono generi come il punk, l'heavy metal o l'avant-garde jazz. Il team di psicologi dell'Università di Cambridge ha condotto la ricerca attraverso un campione di 4mila persone reclutate con l'applicazione Facebook  "MyPersonality". Prima di tutto, i partecipanti hanno dovuto rispondere a un questionario psicologico, poi è stato chiesto loro di dare un voto a 50 canzoni appartenenti a 26 generi e sottogeneri musicali diversi. "Nonostante le scelte musicali degli individui possano variare negli anni  -  ha commentato David Greenberg, dottorando che ha guidato il gruppo di ricerca, nonché esperto sassofonista jazz  -  ora abbiamo scoperto che il livello di empatia di una persona o la sua maggiore propensione all'analisi forniscono informazioni sul genere di musica preferita". Insomma, dimenticate gli studi che legano i gusti musicali esclusivamente all'età o alle diverse sfaccettature di una personalità. Non sono quelli gli aspetti che spingono chi ascolta un brano per la prima volta a premere sul tasto "Avanti" o "Ascolta di nuovo" o "Acquista". E poi c'è l'altro elemento, quello che lega la ricerca all'aspetto più economico dell'industria musicale. "Vengono investiti tantissimi soldi per studiare algoritmi che selezionino i brani che potremmo preferire, per esempio su Spotify o Apple Music", continua Greenberg. "Conoscendo il modo di pensare di un individuo, questi servizi potrebbero, in futuro, dare consigli personalizzati". Non ci resta che infilare le cuffie.