✕

TV On The Radio, dal piccolo al grande schermo: "Esploriamo in modo estremo"

La band newyorkese arriverà in Italia per un'unica data venerdì 28 agosto. Nel frattempo il cantante Tunde Adebimpe ci racconta i progetti in arrivo (con Mike Patton) e quelli passati, da "Game of Thrones" al cinema, fino a quella volta con David Bowie...
3 minuti di lettura
Quante band possono permettersi di avere come fan David Bowie? E quante altre scrivere la musica per un trailer della più celebrata tra le serie tv? Capita ai TV On The Radio, band di Brooklyn, che in 14 anni di attività e cinque dischi all'attivo, ha visto crescere il successo di pubblico e critica, pur rimanendo fedele a se stessa. “C’è sempre la stessa tensione nell'esplorazione delle possibilità, anche estreme, della nostra concezione artistica che possa riguardare il suono o anche il solo aspetto visuale”, ci racconta Tunde Adebimpe, la voce, da Amsterdam, città dalla quale sta continuando il tour europeo del suo quartetto (oltre a lui, Kyp Malone, Jaleel Bunton e David Sitek). Il 28 agosto suoneranno, per la loro unica data italiana, al TOdays Festival di Torino, kermesse che vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Linea 77, Verdena e Interpol.

Venerdì 28 agosto suonerete in Italia: aspettative?
&ldqu…
Quante band possono permettersi di avere come fan David Bowie? E quante altre scrivere la musica per un trailer della più celebrata tra le serie tv? Capita ai TV On The Radio, band di Brooklyn, che in 14 anni di attività e cinque dischi all'attivo, ha visto crescere il successo di pubblico e critica, pur rimanendo fedele a se stessa. “C’è sempre la stessa tensione nell'esplorazione delle possibilità, anche estreme, della nostra concezione artistica che possa riguardare il suono o anche il solo aspetto visuale”, ci racconta Tunde Adebimpe, la voce, da Amsterdam, città dalla quale sta continuando il tour europeo del suo quartetto (oltre a lui, Kyp Malone, Jaleel Bunton e David Sitek). Il 28 agosto suoneranno, per la loro unica data italiana, al TOdays Festival di Torino, kermesse che vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Linea 77, Verdena e Interpol.

Venerdì 28 agosto suonerete in Italia: aspettative?
“Siamo stati, in passato, a Milano e Roma. Purtroppo, a febbraio scorso dovevamo suonare a Milano, ma a causa di problemi di salute del nostro percussionista abbiamo dovuto annullare la data e tutto il tour europeo. Questa sarà l’occasione per farci perdonare, anche perché il pubblico italiano è sempre stato molto interessato alla nostra musica e ha dimostrato un calore e un affetto inaspettati”.

Vi piace l’Italia?
“Moltissimo, anche se la vita frenetica 'on the road' spesso non ci fa apprezzare i luoghi dove suoniamo; se riusciremo a fermarci per almeno un paio di giorni ci divertiremo moltissimo”.

Nello stesso festival suoneranno gli Interpol, un’altra band proveniente da New York. Vi conoscete?
“Certo. Io particolarmente ho un’amicizia ventennale con il chitarrista, Daniel Kessler, di cui ho diretto il video, Pedal, tratto dal suo side project, Big Noble. Ci siamo dati appuntamento a Torino, prima di partire per Londra per le ultime tappe della nostra tournée europea”.

Tornando indietro al vostro ultimo lavoro, Seeds, in cosa quest’album differisce rispetto ai precedenti?
“Beh, penso che sia più diretto e forse molto più pop rispetto agli altri lavori. È stato un album che non avremmo potuto fare meglio e del quale non potremmo che essere più che soddisfatti, di questo ne sono molto convinto”.

Come pensa sia cambiata la vostra musica dall’esordio, Ok Calculator, fino a oggi?
“È sempre molto difficile dire, stando all’interno di una band, come siamo cambiati musicalmente. Dal punto di vista strettamente tecnico molto è cambiato, considerando che quando realizzammo Ok Calculator non sapevamo esattamente cosa stessimo facendo. Quel primo demo lo registrammo in un magazzino su un vecchio quattro piste; adesso abbiamo uno studio vero e proprio. Dall’interno, penso che ci sia sempre lo stesso feeling tra di noi sul fatto di fare musica e creare arte. C’è sempre la stessa tensione nell'esplorazione delle possibilità, anche estreme, della nostra concezione artistica che possa riguardare il suono o anche il solo aspetto visuale. Poi spetta a chi ci ascolta dire come siamo davvero cambiati”.

Membri della vostra band hanno collaborato con svariati artisti (Scarlett Johansson, Tinariwen, Massive Attack). Questa esperienza vi ha arricchito?
“Penso che quando vai fuori dalla band per collaborare con altri artisti porti sempre con te qualcosa di positivo. Apprezzi, da un lato, modi diversi di approcciarti alla musica. Dall’altro riesci a estrarti dal contesto in cui solitamente agisci e capisci, magari, cosa non va al meglio dentro la tua band. È un modo importante per uscire fuori un attimo dalla propria prospettiva artistica per abbracciarne altre”.

Nel passato avete collaborato con David Bowie per il vostro brano, Province. Cosa ricorda di quell’esperienza?
“Ricordo che Bowie indossava delle vecchie sneaker abbellite con delle piume (non so perché ricordo proprio questo particolare). Ricordo soprattutto la strana sensazione di non capire se ero desto o stavo sognando nel momento in cui registravamo con Bowie il pezzo”.

Recentemente avete fatto una cover del tema di Game of Thrones, poi avete realizzato Heroes di Bowie per il trailer della stessa famosa serie. Vi trovate a vostro agio in questa dimensione?
"Personalmente non so nulla di Game of Thrones: da questo punto di vista ci pensano gli altri che seguono ogni stagione. Non ci dispiace dare un contributo alle serie tv di un certo spessore (un altro brano è stato utilizzato anche in Breaking Bad, ndr) anche perché sembra che ai nostri fan non dispiaccia proprio”.

Ha un progetto in cantiere con Mike Patton dei Faith No More che si chiama Nevermen. Cosa ci può anticipare?
“Il disco è stato completato. Uscirà tra ottobre e l’inizio di novembre. Tra impegni vari di entrambi, abbiamo passato qualcosa come sette anni per realizzarlo. Penso che sia un disco eccitante per me, per Mike (che canta parecchio) e per Adam Drucker (aka Doseone), il rapper che ha orchestrato gran parte di quel progetto e ci ha coinvolto. È un disco abbastanza folle e saremo contenti se sarà apprezzato”.

Ha anche una carriera cinematografica ben avviata. Come si trova nei panni di attore?
“È molto piacevole. Per me è stata una sfida che mi ha dato più di qualche soddisfazione. Se possibile vorrei andare avanti nel cinema. Tra l'altro finora ho lavorato con persone davvero brillanti. 7 Chinese Brothers, l’ultimo film di Bob Byington in cui recito con Jason Schwartzman (Maria Antonietta, Grand Budapest Hotel) è stato molto gratificante. Spero che questo momento magico duri ancora per molto”.