ROMA - Fiorella Mannoia lunedì 7 settembre all'Arena di Verona per un grande concerto, un evento unico per celebrare 40 anni di musica, al fianco di Loredana Berté, Enrico Ruggeri, Emma, Noemi, J-Ax, Frankie Hi-Nrg, Niccolò Fabi e i Negrita. Quarant'anni leggendari, soprattutto se si pensa al repertorio della cantante romana, ricchissimo, vario, spesso sorprendente, in grado di mettere insieme il meglio della canzone d'autore italiana in una sorta di prezioso catalogo. Ma non è solo merito delle canzoni: Fiorella Mannoia ha saputo, dagli esordi a oggi, dalla fine degli anni Sessanta ai giorni nostri, stabilire uno stile inconfondibile, personale, soprattutto originalissimo. Nessuno canta come Fiorella, ogni canzone nelle sue mani diventa sua, solo lei e poche altre sono riuscite a dar corpo femminile al repertorio dei cantautori italiani arricchendo addirittura le composizioni con emozioni non scritte dagli autori stessi.
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No, non stiamo esagerando, Fiorella Mannoia è, a buon diritto, la più importante interprete italiana dopo Mina e Ornella Vanoni, in termini di successo e di rilevanza. E' vero, ci sono state e ci sono cantanti di altrettanto o superiore successo, o di maggiori doti vocali, armate di una tecnica straordinaria o che hanno conquistato i mercati internazionali, ma Fiorella è quella che è rimasta e resterà nell'immaginario collettivo e nella storia delle canzone italiana con una personalità vicina a quella delle più grandi.
E' un successo che si è costruita pian piano, senza mai esagerare o fare passi troppo lunghi, senza mai correre alla ricerca del successo facile, cercando piuttosto una sua strada verso la vetta, magari più lenta e difficile ma certamente più ricca e cosciente, più in sintonia con la straordinaria profondità di certi nostri cantautori, che hanno voluto per lei e con lei realizzare piccoli e grandi capolavori. E poi, oltre alla sua conclamata sensibilità artistica, c'è anche il suo saper essere "normale", antidiva sotto ogni punto di vista, amabile e amata proprio perché riconoscibile da ognuno di noi, perché semplice e diretta, emotiva ed emozionante, in una semplicità che non è mai stata superficialità, in una popolarità che è sempre stata sana e encomiabile.
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Regina della canzone d'autore, dunque, ma anche del pop, che ha saputo frequentare in maniera intelligente, aggiornando il proprio catalogo di canzoni, di musiche, di toni e colori, restando sempre "contemporanea", non al passo con i tempi per necessità commerciali ma per necessità espressiva.
Il concerto di lunedì sera celebra una delle più belle e coerenti avventure musicali italiane, sarà uno spettacolo da ricordare, una bellissima occasione per celebrare non solo una voce, ma una donna e un'artista "straordinariamente normale", come solo lei sa essere. E sarà anche una bellissima occasione per aiutare l'Airc, l'associazione italiana per la ricerca sul cancro, che proprio quest'anno celebra i suoi 50 anni di attività. I fondi raccolti andranno a finanziare progetti innovativi per la ricerca.
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No, non stiamo esagerando, Fiorella Mannoia è, a buon diritto, la più importante interprete italiana dopo Mina e Ornella Vanoni, in termini di successo e di rilevanza. E' vero, ci sono state e ci sono cantanti di altrettanto o superiore successo, o di maggiori doti vocali, armate di una tecnica straordinaria o che hanno conquistato i mercati internazionali, ma Fiorella è quella che è rimasta e resterà nell'immaginario collettivo e nella storia delle canzone italiana con una personalità vicina a quella delle più grandi.
E' un successo che si è costruita pian piano, senza mai esagerare o fare passi troppo lunghi, senza mai correre alla ricerca del successo facile, cercando piuttosto una sua strada verso la vetta, magari più lenta e difficile ma certamente più ricca e cosciente, più in sintonia con la straordinaria profondità di certi nostri cantautori, che hanno voluto per lei e con lei realizzare piccoli e grandi capolavori. E poi, oltre alla sua conclamata sensibilità artistica, c'è anche il suo saper essere "normale", antidiva sotto ogni punto di vista, amabile e amata proprio perché riconoscibile da ognuno di noi, perché semplice e diretta, emotiva ed emozionante, in una semplicità che non è mai stata superficialità, in una popolarità che è sempre stata sana e encomiabile.
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Regina della canzone d'autore, dunque, ma anche del pop, che ha saputo frequentare in maniera intelligente, aggiornando il proprio catalogo di canzoni, di musiche, di toni e colori, restando sempre "contemporanea", non al passo con i tempi per necessità commerciali ma per necessità espressiva.
Il concerto di lunedì sera celebra una delle più belle e coerenti avventure musicali italiane, sarà uno spettacolo da ricordare, una bellissima occasione per celebrare non solo una voce, ma una donna e un'artista "straordinariamente normale", come solo lei sa essere. E sarà anche una bellissima occasione per aiutare l'Airc, l'associazione italiana per la ricerca sul cancro, che proprio quest'anno celebra i suoi 50 anni di attività. I fondi raccolti andranno a finanziare progetti innovativi per la ricerca.
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