REGGIO EMILIA - Una radio gracchia, si sintonizza su una stazione che trasmette le note di Balliamo sul mondo. La macchina del tempo riporta le lancette al 1990, sul grande schermo passano le immagini dei mondiali di calcio in Italia, si rivede lo sguardo spiritato di Salvatore Schillaci: il Ligaday, il "giorno dei giorni" di Ligabue, può cominciare. Il concerto al Campovolo, l'unico show di questa estate per il rocker di Correggio, è la festa dei 25 anni di carriera che ha richiamato a Reggio Emilia 150 mila fan provenienti da tutta Italia, più di mille sono arrivati dall'estero.
I numeri sono da record: con il biglietto fissato a 50 euro, l'incasso è di 7 milioni e mezzo di euro, "il più alto mai realizzato in Italia da un artista italiano con un solo concerto", dice orgoglioso uno degli organizzatori, Ferdinando Salzano di F&P. Senza contare che il merchandising e gran parte della ristorazione sono gestiti dall'organizzazione. "Vanno però ricordate anche le spese per allestire lo spazio, tra i 5 e i 6 milioni di euro", aggiunge cauto l'altro organizzatore, il manager di Ligabue Claudio Maioli.
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Al centro dello show l'esecuzione per intero di due dischi fondamentali per la storia di Ligabue, l'album di debutto del 1990 Ligabue con il brano Piccola stella senza cielo, e Buon compleanno Elvis del 1995, quello della canzone generazionale Certe notti. Per il primo, Ligabue è affiancato dal gruppo che l'accompagnava all'inizio della sua carriera, i ClanDestino, per il secondo c'è la Banda, la sua formazione del 1995. Infine, nel terzo tempo, si ascolterà il meglio del repertorio di Liga come risuonato e arrangiato nel live Giro del mondo, con la band attuale. Con quattro musicisti ospiti, saranno in tutto in venti ad affiancarlo sul palco.
Il concerto è una celebrazione ma ha anche l'aria della sfida: l'idea di eseguire gli album per intero è una tendenza del rock di questi ultimi anni, l'ha fatto tra i primi Roger Waters con The dark side of the moon dei Pink Floyd, per ultimi i Blur la scorsa estate per il nuovo album The magic whip. Ligabue ha alzato l'asticella, addirittura due album di fila, per giunta seguendo fedelmente gli arrangiamenti originali. Una sfida anche perché un album non nasce come una scaletta da concerto, non contiene solo singoli, neanche nel caso di Ligabue che in 25 anni di carriera ne ha scritti 72. In un album ci sono anche pezzi deboli come Bambolina e Barracuda che il Liga interpreta mentre sul grande schermo passa addirittura il testo a caratteri cubitali. Poi però arrivano anche pezzi come Piccola stella senza cielo e allora si comprende il suo debutto d'oro, tanto che sul finale si può permettere l'omaggio ai suoi idoli rock, intonando sullo stesso giro armonico estratti da Riders on the storm dei Doors, Knockin' on heaven's door di Dylan, See me, feel me degli Who, Because the night e Gloria di Patti Smith.
Il pubblico è diviso in tre aree, davanti al palco ci sono gli affezionati del fan club "Bar Mario", non solo gli storici ma anche i nuovissimi iscritti, quanti acquistando il biglietto hanno voluto assicurarsi un posto migliore aggiungendo 25 euro di spesa. Poi altre due aree, in cui i posti potevano essere garantiti acquistando il biglietto per tempo: molti l'hanno fatto addirittura ad aprile scorso, quando erano già stati venduti oltre 25 mila tagliandi. Tutti ora possono ascoltare al meglio la musica grazie alle torri di delay, che sviluppano oltre due milioni di watt, quasi il doppio di quelli utilizzati nel concerto "Italia loves Emilia" nel 2012 sempre qui a Campovolo. La maggior parte degli spettatori è arrivata dalla Lombardia (35.465), seguiti dall'Emilia Romagna (25.580), dal Lazio (15.022), dal Veneto (13.206) e dal Piemonte (11.574). Tutte le regioni sono presenti, e in 2.156 arrivano anche dalla Sicilia: "Siamo un gruppo di ragazze, siamo venute grazie a due genitori che ci accompagnano" dice Sara, 14 anni. "Ligabue era una passione di mia madre e me l'ha trasferita, ora piace anche a me". Si sono iscritte tutte anche al fan club pur di essere più vicine al palco.
L'esperienza a Campovolo è molto di più di un concerto. C'è una ruota panoramica illuminata come fosse un luna park. Ma soprattutto c'è la tenda da circo a strisce bianche e blu per la "Ligastory", con una mostra fotografica e l'esposizione di memorabilia: un Liga-museo molto rock'n'roll in cui le teche di vetro contengono il diario scritto a mano con i testi delle canzoni del primo album e la vecchia macchina per scrivere "Underwood 310" con il foglio ancora inserito con il testo di Leggero, un premio Festivalbar in acciaio che riproduce l'Arena di Verona, piuttosto brutto per la verità. Sono esposti tutti i manifesti di 25 anni di tour. La gente passa, osserva, si scatta una foto ricordo e si avvia verso il palco.
Prima del finale si ascolta "Buonanotte all'Italia", dove la tradizionale sequenza di foto celebrative di personaggi e icone del nostro paese, da Sordi a Pavarotti, è stata per questa occasione arricchita tra l'altro con la foto di Samantha Cristoforetti, ma ci sono anche le foto di persone che in questi anni hanno lavorato con Ligabue e personaggi della musica scomparsi di recente come Carlo U. Rossi. Si chiude con il brano "Con la scusa del rock'n'roll" mentre sullo schermo passano immagini dei tour di questi 25 anni. Alla fine saranno quasi 3 ore e mezzo di show, con finale di fuochi d'artificio sui quattro lati dell'aeroporto e al centro il pubblico a godersi lo spettacolo che lo circonda e sovrasta. E' passata la mezzanotte ma gli organizzatori lasciano le porte aperte del Campovolo per una notte bianca da trascorrere tutti assieme. Aspettando l'alba nel segno di Liga.
I numeri sono da record: con il biglietto fissato a 50 euro, l'incasso è di 7 milioni e mezzo di euro, "il più alto mai realizzato in Italia da un artista italiano con un solo concerto", dice orgoglioso uno degli organizzatori, Ferdinando Salzano di F&P. Senza contare che il merchandising e gran parte della ristorazione sono gestiti dall'organizzazione. "Vanno però ricordate anche le spese per allestire lo spazio, tra i 5 e i 6 milioni di euro", aggiunge cauto l'altro organizzatore, il manager di Ligabue Claudio Maioli.
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Al centro dello show l'esecuzione per intero di due dischi fondamentali per la storia di Ligabue, l'album di debutto del 1990 Ligabue con il brano Piccola stella senza cielo, e Buon compleanno Elvis del 1995, quello della canzone generazionale Certe notti. Per il primo, Ligabue è affiancato dal gruppo che l'accompagnava all'inizio della sua carriera, i ClanDestino, per il secondo c'è la Banda, la sua formazione del 1995. Infine, nel terzo tempo, si ascolterà il meglio del repertorio di Liga come risuonato e arrangiato nel live Giro del mondo, con la band attuale. Con quattro musicisti ospiti, saranno in tutto in venti ad affiancarlo sul palco.
Il concerto è una celebrazione ma ha anche l'aria della sfida: l'idea di eseguire gli album per intero è una tendenza del rock di questi ultimi anni, l'ha fatto tra i primi Roger Waters con The dark side of the moon dei Pink Floyd, per ultimi i Blur la scorsa estate per il nuovo album The magic whip. Ligabue ha alzato l'asticella, addirittura due album di fila, per giunta seguendo fedelmente gli arrangiamenti originali. Una sfida anche perché un album non nasce come una scaletta da concerto, non contiene solo singoli, neanche nel caso di Ligabue che in 25 anni di carriera ne ha scritti 72. In un album ci sono anche pezzi deboli come Bambolina e Barracuda che il Liga interpreta mentre sul grande schermo passa addirittura il testo a caratteri cubitali. Poi però arrivano anche pezzi come Piccola stella senza cielo e allora si comprende il suo debutto d'oro, tanto che sul finale si può permettere l'omaggio ai suoi idoli rock, intonando sullo stesso giro armonico estratti da Riders on the storm dei Doors, Knockin' on heaven's door di Dylan, See me, feel me degli Who, Because the night e Gloria di Patti Smith.
Il pubblico è diviso in tre aree, davanti al palco ci sono gli affezionati del fan club "Bar Mario", non solo gli storici ma anche i nuovissimi iscritti, quanti acquistando il biglietto hanno voluto assicurarsi un posto migliore aggiungendo 25 euro di spesa. Poi altre due aree, in cui i posti potevano essere garantiti acquistando il biglietto per tempo: molti l'hanno fatto addirittura ad aprile scorso, quando erano già stati venduti oltre 25 mila tagliandi. Tutti ora possono ascoltare al meglio la musica grazie alle torri di delay, che sviluppano oltre due milioni di watt, quasi il doppio di quelli utilizzati nel concerto "Italia loves Emilia" nel 2012 sempre qui a Campovolo. La maggior parte degli spettatori è arrivata dalla Lombardia (35.465), seguiti dall'Emilia Romagna (25.580), dal Lazio (15.022), dal Veneto (13.206) e dal Piemonte (11.574). Tutte le regioni sono presenti, e in 2.156 arrivano anche dalla Sicilia: "Siamo un gruppo di ragazze, siamo venute grazie a due genitori che ci accompagnano" dice Sara, 14 anni. "Ligabue era una passione di mia madre e me l'ha trasferita, ora piace anche a me". Si sono iscritte tutte anche al fan club pur di essere più vicine al palco.
L'esperienza a Campovolo è molto di più di un concerto. C'è una ruota panoramica illuminata come fosse un luna park. Ma soprattutto c'è la tenda da circo a strisce bianche e blu per la "Ligastory", con una mostra fotografica e l'esposizione di memorabilia: un Liga-museo molto rock'n'roll in cui le teche di vetro contengono il diario scritto a mano con i testi delle canzoni del primo album e la vecchia macchina per scrivere "Underwood 310" con il foglio ancora inserito con il testo di Leggero, un premio Festivalbar in acciaio che riproduce l'Arena di Verona, piuttosto brutto per la verità. Sono esposti tutti i manifesti di 25 anni di tour. La gente passa, osserva, si scatta una foto ricordo e si avvia verso il palco.
Prima del finale si ascolta "Buonanotte all'Italia", dove la tradizionale sequenza di foto celebrative di personaggi e icone del nostro paese, da Sordi a Pavarotti, è stata per questa occasione arricchita tra l'altro con la foto di Samantha Cristoforetti, ma ci sono anche le foto di persone che in questi anni hanno lavorato con Ligabue e personaggi della musica scomparsi di recente come Carlo U. Rossi. Si chiude con il brano "Con la scusa del rock'n'roll" mentre sullo schermo passano immagini dei tour di questi 25 anni. Alla fine saranno quasi 3 ore e mezzo di show, con finale di fuochi d'artificio sui quattro lati dell'aeroporto e al centro il pubblico a godersi lo spettacolo che lo circonda e sovrasta. E' passata la mezzanotte ma gli organizzatori lasciano le porte aperte del Campovolo per una notte bianca da trascorrere tutti assieme. Aspettando l'alba nel segno di Liga.