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MUSICA

"Cassette Store Day", quell'antico amore per il nastro magnetico che torna dal passato

Dopo l'aumento di vendita del vinile, anche il supporto più amato dai creatori di compilation sta tornando in auge. Diffusa per la prima volta dalla Philips nel 1963, ora la cassettina ha un giorno tutto dedicato a lei: il 17 ottobre

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Dopo il vinile, sta tornando di moda pure lei. Tantissime band più o meno alle prime armi hanno ripreso a registrare i loro demo, o interi album, su supporto fonografico a nastro magnetico. Cioè, su cassetta. Perché sono ben più maneggevoli, pratiche, versatili, portatili ed economiche dei loro acerrimi rivali degli anni settanta, i dischi; e persino dei cd, angeli sterminatori digitali nel decennio successivo. E vuoi mettere il caldo suono analogico che ne viene fuori. Ma anche gruppi e cantanti già affermati, ed etichette discografiche sia mainstream che underground riscoprono il fascino imperfetto e senza tempo della musicassetta. Incidendovi o re-incidendovi la propria musica. Sarà che la cassettina magnetica (le più pregiate erano quelle a biossido di cromo, ferrocromo e soprattutto ferro puro-metal, ricordate?), introdotta la prima volta dalla Philips nel 1963, non è soltanto quel formato storicizzato di ascolto e registrazione che si credeva soppiantato per sempre dal compact disc, come il vinile mandò in soffitta il 78 giri in gommalacca. È anche roba viva, materia sonoro-emotiva palpitante, benché, si sa, frusciante e obsolescente. È una cultura. È il do it yourself traghettato negli anni ottanta. È quello che è restato degli anni ottanta.
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Vengono avvistate frotte di hipster i quali, smesso ogni i-Pod, sono soliti girare con solidi e giurassici walkman modello 1979. La più grande azienda di musicassette rimasta sul mercato è americana, e si chiama National Audio Company. Nel 2014 ha prodotto qualcosa come 10 milioni di nastri. Più venti per cento rispetto all'anno prima. "È stata l'annata con i risultati migliori da quando abbiamo aperto, nel 1969", ha commentato il presidente della NAC. Tra i suoi clienti figurano multinazionali come Sony e Universal Music, e un mucchio di musicisti indie. Il 70% degli affari arriva dalle cassette registrate; il resto da quelle vergini. E se i due filmaker Seth Smoot e Zack Taylor stanno girando il documentario Cassette, al cinema nel 2016, sabato 17 ottobre è il giorno della terza edizione del Cassette Store Day.
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Manifestazione internazionale fiorita sulla scia del Record Store Day, e concentrata tra Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Germania. Con qualche propaggine nel resto del globo. Per tutti i nostalgici e irriducibili delle vecchie cassette magnetiche, e del loro suono corposo. Per l'occasione sono previsti concerti, eventi, e uscite musicali speciali su cassetta. I Green Day, per esempio, ristamperanno il loro classicissimo album Dookie in duecento cassettine gialle. I Motorhead convertiranno su nastro il loro Bad Magic, uscito ad agosto; idem i Foals, per Warner Bros, col fresco What Went Down, e i Kaiser Chiefs col loro ultimo Education, Education, Education & War. In campo "alternative" brilla la partecipazione all'operazione "tape" dei Sebadoh (col loro live del 1999) e dell'australiana Courtney Barnett (col suo album di debutto).

E in Italia? Parteciperà in grande stile al Cassette Store Day la sola Teramo, dove è in programma, il 17 ottobre dalle 19.30 al circolo Officina, una maratona di concerti (sul palco i Bee Bee Sea e Alex and the Brainstorm) e l'inaugurazione della mostra Tinals (This is Not a Love Song). Le Tinals sono cassette di carta a organetto delle stesse dimensioni di una musicassetta (10 x 6,3 cm), con tanto di copertina e custodia in plastica trasparente. Ogni cassetta contiene una canzone d'amore illustrata. Sono stampate su carta Modigliani e le realizzano, o meglio, le mixano fumettisti, illustratori e grafici di varia fama. E c'è dell'altro. Sempre per celebrare come si conviene la loro gloria imperitura, nel Giorno delle Cassette uscirà, in trecento copie numerate, il libro Andare in cascetta. Un volume autoprodotto curato da Manuel Graziani e Maximiliano Bianchi con il marchio A morte libri. Tredici micro-racconti di musica analogica vergati da altrettanti scrittori e giornalisti musicali italiani. Tredici racconti di musica sincera, non masterizzabile, non in streaming. Tra introspezione, bio-fiction e altri esperimenti. Al centro delle brevi narrazioni ci sarà naturalmente lei: la musicassetta. "Racconti che ci dicono tante cose: ce le urlano in faccia con l’urgenza di un giovane punk senza un domani, e ce le sussurrano all’orecchio alla maniera di un crooner attempato. Ma tutti ci ricordano, quasi ammonendoci, che la traccia lasciata dalle cassette nelle sinapsi delle generazioni precedenti ai nativi digitali, ancora fruscia e si srotola". Un amore destinato a non smagnetizzarsi mai.