Cantante, attrice e attivista: i 50 anni di Bjork
Bjork Guðmundsdottir - questo il nome intero, dove il cognome, come da tradizione vichinga mai rinnegata nella splendida isola atlantica, significa "figlia di Guðmund" -, la capostipite del rock islandese, compie 50 anni. Talento vocale e musicale, innovazione e radici si fondono mirabilmente nell'opera della musicista di Reykjavik. Fonda una punk-band tutta femminile a 14 anni, ma già due anni prima un nastro inviato dal suo insegnante di piano a un discografico viene pubblicato. Nei primi anni Ottanta sviluppa un sound, battezzato "Solid Rock". La fama arriva con gli Sugarcubes, alla fine degli anni ' 80. Dal ' 92 intraprende la carriera solista. Post, Telegram, Homogenic, Vespertine, Medulla, Volta, Biophilia, Vulnicura i suoi album. Nel 2000, la splendida prova cinematografica in "Dancer in the dark", di Lars Von Trier, che le ha fatto vincere il premio come miglior attrice a Cannes. Pochi mesi fa il nuovo album "Vulnicura", drammatico resoconto della fine di una relazione, dell'amore, della famiglia che la cantante islandese aveva con l'artista d'avanguardia Matthew Barney, da cui ha avuto una figlia, la dodicenne Isadora per la cui custodia i due genitori ora litigano di fronte al tribunale. Nel corso della sua carriera, Björk ha frequentato la musica colta e quella popolare, il punk e l'opera, ha affrontato il cinema e l'arte visiva in molte forme, come ha dimostrato il suo disco precedente Biophilia. Il suo ultimo tour, che ha toccato anche l'Italia in luglio, è stato sospeso perché - come ha scritto la stessa cantante su Facebook - cantare la fine del suo amore è stata un'esperienza troppo intensa e difficile da sopportare.