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Mario Biondi versione natalizia: "Sono un inquieto, cambio sempre sound"

L'artista catanese manda nei negozi una nuova versione del suo "Beyond" con alcuni inediti in cui si misura con il repertorio dei Commodores
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L'album è Beyond, uscito lo scorso maggio, il disco più maturo e complesso dell'avventura musicale di Mario Biondi. Ma per Natale l'album cambia veste, diventa "special edition",  e accanto alle canzoni già edite ce n'è un nuovo piccolo gruppo, un album realizzato ad hoc e intitolato Mario Biondi Vs Commodores, che vede il cantante italiano alle prese con il leggendario repertorio della band afroamericana. Un modo per cambiare ancora una volta rotta, per allargare il suo pubblico, parlare ad una fetta di appassionati che ama il soul e il funk, ma anche a chi gioca volentieri con la melodia, per chi ama Lionel Richie e chi non vuole perdere il marchio di fabbrica di Biondi. "Si, Mario Biondi è sempre lui", dice scherzando, "lo ritrovo anche malgrado i cambi di sound, è un cantante che si diverte a mettersi in gioco, in discussione. E' una nota fondamentale del mio carattere, di conseguenza il ri…
L'album è Beyond, uscito lo scorso maggio, il disco più maturo e complesso dell'avventura musicale di Mario Biondi. Ma per Natale l'album cambia veste, diventa "special edition",  e accanto alle canzoni già edite ce n'è un nuovo piccolo gruppo, un album realizzato ad hoc e intitolato Mario Biondi Vs Commodores, che vede il cantante italiano alle prese con il leggendario repertorio della band afroamericana. Un modo per cambiare ancora una volta rotta, per allargare il suo pubblico, parlare ad una fetta di appassionati che ama il soul e il funk, ma anche a chi gioca volentieri con la melodia, per chi ama Lionel Richie e chi non vuole perdere il marchio di fabbrica di Biondi. "Si, Mario Biondi è sempre lui", dice scherzando, "lo ritrovo anche malgrado i cambi di sound, è un cantante che si diverte a mettersi in gioco, in discussione. E' una nota fondamentale del mio carattere, di conseguenza il risultato mi aggrada, mi diverte".


Insomma, le piace cambiare...
"Mi piace cambiare, sono un inquieto, si passa da una modalità a un'altra, si torna alla modalità precedente, magari tra qualche tempo torno con l'Hi Fi Quintet e mi rimetto a fare cose più jazz, o vado a perlustrare un territorio ancora diverso, magari quello del rock alla Foo Fighters. La musica l'ho sempre vissuta come una grande anima, e questa è piena di sfaccettature, è un prisma, e non credo che la personalità di un'artista debba essere una sola, legata a un solo atteggiamento".

E in quest'album le anime di mescolano.
"Si. Beyond è stato un disco di scrittura e di collaborazione con degli autori di testi ai quali sono legato affettivamente, persone con le quali ho feeling e un contatto
personale, da Dee Dee Bridgwater a Jeff Cascaro e  Alain Clark, ai quali ho commissionato delle canzoni ad hoc. Per quei pezzi avevo delle idee di testo, delle bozze: in genere quando scrivo una melodia, non so per quale meccanismo, la canzone ha già con se un'idea di testo, già mi dice come cosa esprimere, dove vuole andare. Ma questo ripackaging va più in la, perché, oltre a Beyond propongo un progetto di cover dedicato ai Commodores, a Lionel Richie".

Difficile affrontare un repertorio ricco e importante come il loro, restando fedeli all'originale e allo stesso tempo a se stessi?
"In questo progetto spero di non averli traditi, e non credo di averlo fatto. Mettere le mani su brani come Three times a lady è davvero complicato, ma ho affrontato il compito con una buona dose di spavalderia: avevo in mente un arrangiamento e sono andato in studio con le idee chiare per svilupparlo, ma è stato difficile, i ragazzi con i quali collaboro non capivano dove potesse andare. Ma si sono fidati di me e mi sembra che il risultato sia quello giusto. Anche con Easy sono, credo, sia in linea con la versione originale, sia con la mia sensibilità. Come ho lavorato? Pensando a come avrebbero fatto Michael McDonald o Luther Vandross, ho provato a ragionare come avrebbero fatto loro e questo mi ha aiutato molto".

C'è un grande lavoro di ricerca prima di affrontare brani come questi?
"Si, lavoro come un matto, faccio moltissimi ascolti, sia degli originali che delle molte versioni fatte da altri. Con Easy, ad esempio, sono partito da una base molto
semplice di pianoforte e voce, e anche per Three times a lady. Parto dall'essenzialità, poi cerco un ritmo, una velocità, i bpm giusti, poi arrivano gli altri elementi, dal cielo, dall'energia che si crea in studio, da mille spunti che prendo da quello che ho ascoltato, o chissà da dove. Affianco a me ci sono dei musicisti eccellenti, che sendono quello che voglio e cercano di arrivare esattamente la. Alle volte ci vuole del tempo, alle volte la magia è immediata, ma il risultato è sempre ottimo. Anche perché io sono istintivo, passionale, ma ascolto anche i consigli degli altri per rimetterli nelle mie visioni musicali".

E quanto di questo nuovo album sarà nei prossimi concerti?
"Io credo che ce ne sarà una buona quantità, voglio creare una scaletta ad hoc, per questo tour che non replica e non rispecchia quello già passato. Ho una grande energia in petto che mi dice qualcosa e ci sto pensando su, lavoro molto su come rappresentare questa parte, con quanti brani, con che spinta. L'idea di base è quella di tenere la passionalità alta e far emozionare chi verrà a sentirci".