ROMA - A 19 anni era fuggito da Edmonton, periferia londinese, per cercare fortuna a Parigi. Adesso Benjamin Clementine, 26enne anglo-ghanese salito alla ribalta nell'ultimo anno con l'album At Least For Now, ha trionfato al Mercury Prize, il prestigioso premio assegnato ogni anno da una giuria di addetti ai lavori e giornalisti musicali al miglior disco di un artista britannico o irlandese. Per capire l'importanza di questo riconoscimento basta scorrere l'albo d'oro: Primal Scream, Portishead, PJ Harvey, Franz Ferdinand, Antony & The Jonsons, solo per citarne alcuni.
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Con At Least for Now Clementine (che il 17 e il 18 novembre è stato protagonista di due concerti in Italia) ha battuto una concorrenza agguerrita: Florence And The Machine, Jamie XX, Roisne Murphy, Soak. Durante la cerimonia, ha voluto dedicare il premio alle vittime degli attacchi di Parigi: “Non so bene cosa dire. Grazie davvero. Mi piacerebbe ringraziare la musica. Vorrei dedicare tutto questo alle persone di Parigi” sono state le prime parole del cantante che ha invitato a salire sul palco con lui tutti gli altri concorrenti. “Ho sempre creduto nella mia musica - ha detto l'artista - ma dopo quello che è successo a Parigi, ero molto depresso".
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"La reincarnazione di Nina Simone. In un uomo", aveva detto di lui Paul McCartney dopo averlo ascoltato in un programma televisivo. Parigi lo aveva accolto, ascoltato, riconosciuto come artista. Dopo un paio di anni di esibizioni improvvisate sotto le stazioni della metropolitana e video amatoriali circolati su Youtube è stato notato da un discografico che gli offerto fiducia, amicizia e un contratto.
Clementine si definisce un espressionista più che un cantante. Ha trasformato in canzoni le fragilità e i sentimenti che hanno segnato il suo difficile percorso di vita: "La musica è stato il mezzo che ha portato in superficie quel mondo sommerso di cui non riuscivo a rendere partecipe gli altri". Per lui e per la sua musica la stampa inglese ha coniato definizioni inedite come "poetic pop" o addirittura "Basquiat pop". "Le mie sono parole dipinte come nature morte", aveva detto. In realtà sembrano vivissime.
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Con At Least for Now Clementine (che il 17 e il 18 novembre è stato protagonista di due concerti in Italia) ha battuto una concorrenza agguerrita: Florence And The Machine, Jamie XX, Roisne Murphy, Soak. Durante la cerimonia, ha voluto dedicare il premio alle vittime degli attacchi di Parigi: “Non so bene cosa dire. Grazie davvero. Mi piacerebbe ringraziare la musica. Vorrei dedicare tutto questo alle persone di Parigi” sono state le prime parole del cantante che ha invitato a salire sul palco con lui tutti gli altri concorrenti. “Ho sempre creduto nella mia musica - ha detto l'artista - ma dopo quello che è successo a Parigi, ero molto depresso".
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"La reincarnazione di Nina Simone. In un uomo", aveva detto di lui Paul McCartney dopo averlo ascoltato in un programma televisivo. Parigi lo aveva accolto, ascoltato, riconosciuto come artista. Dopo un paio di anni di esibizioni improvvisate sotto le stazioni della metropolitana e video amatoriali circolati su Youtube è stato notato da un discografico che gli offerto fiducia, amicizia e un contratto.
Clementine si definisce un espressionista più che un cantante. Ha trasformato in canzoni le fragilità e i sentimenti che hanno segnato il suo difficile percorso di vita: "La musica è stato il mezzo che ha portato in superficie quel mondo sommerso di cui non riuscivo a rendere partecipe gli altri". Per lui e per la sua musica la stampa inglese ha coniato definizioni inedite come "poetic pop" o addirittura "Basquiat pop". "Le mie sono parole dipinte come nature morte", aveva detto. In realtà sembrano vivissime.