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MUSICA

Marco Mengoni, nuovo disco e tour: "Vinco perché non sono mai contento"

"Le cose che non ho" è il nuovo album dell'artista, in uscita domani. Undici brani, 9 scritti da lui più le collaborazioni con Giuliano Sangiorgi e Sia. In primavera il tour, stasera torna a X Factor. E domenica sarà protagonista di un videoforum a Repubblica.it

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Quel bizzarro pendolo tra moderno (per la capacità di usare le tecnologie, tra app ed effetti speciali, e per il non avere neppure 27 anni) e antico (per l'artigianalità e la dedizione con cui fa questo mestiere, senza diventare prodotto di marketing) che è Marco Mengoni in questo momento pare oscillare verso l'antico. È molto anni Settanta  -  dal punto di vista filosofico  -  il disco Le cose che non ho perché lo si potrebbe definire un Parole in circolo vol.2, tanto ne è la prosecuzione per atmosfere, concetti, voglia di stupire e raccontarsi. Oltre che per i tempi ravvicinati: Parole in circolo uscì il 13 gennaio, Le cose che non ho domani, 4 dicembre.
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"Lo avevo annunciato definendolo 'playlist in divenire'. Ora l'espressione mi piace meno, ma il concetto è quello". In effetti è chiara la continuità di musica e testi tra una canzone come Esseri umani, del primo disco, e Parole in circolo, che malgrado il titolo è in questo: "libero libero libero mi sento libero, canto di tutto quello che mi ha dato un brivido". Libertà condizionata, cioè condizionata al fatto che il successo prosegua ("mi sento sempre più libero di andare nella direzione che voglio grazie ai numeri che il pubblico mi ha permesso di raggiungere", ammette), ma totale. Lo prova anche il fatto che, di 11 canzoni, 9 sono scritte da lui, pur se con la produzione di Michele Canova, ormai il Celso Valli del pop contemporaneo. Le altre due sono Solo due satelliti di Giuliano dei Negramaro (per cui "scrivere per la voce di Marco è come dipingere un quadro avendo una tavolozza con tutti i colori del mondo. Ne uscirà un colore mai visto prima") e Rock bottom dell'australiana Sia, "sognavo da tempo una collaborazione con lei".
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Il risultato è comunque Mengoni al 100%, un disco che si potrebbe quasi definire impegnato socialmente, forse addirittura politico, certo non in senso partitico ma per la voglia di raccontare la realtà, che è quel che deve fare un cantautore. Eppure... "Eppure non ne sono contento del tutto, perché io non sarò mai contento del tutto. E questo è ciò che mi fa andare avanti, spingendomi a far sempre meglio, e al contempo mi fa arrabbiare perché tra le cose che non ho c'è anche la capacità di godermi il presente fino in fondo".

Sarà così anche con questo disco, nel senso che Mengoni sta già pensando al tour che partirà ad aprile, 15 date che chiuderanno il 21 e 22 maggio all'Arena di Verona (con un prologo stasera come ospite a X Factor, la trasmissione che lo lanciò nel 2009 e un seguito all'estero): scene, coreografie e invenzioni resteranno in parte quelle del tour 2015, ideate da lui e sorprendenti per fantasia e innovazione, "ma altre cose le inventeremo". Un tour che veleggia già nelle prevendite, anche se sembrano ancora lontani gli stadi, forse nel 2017: "Un passo alla volta", dice lo staff. Per uno che tra i suoi dischi ha Pronto a correre è un paradosso, forse.

Marco Mengoni sarà ospite domenica di un videoforum a Repubblica.it. Potete inviare le vostre domande a: [email protected]