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Mengoni a Reptv: "L'ispirazione nei momenti più strani, il tempo è quello che mi manca"

Videoforum condotto da Ernesto Assante con il musicista che in diretta risponde alle domande dei suoi fan. Un nuovo album,  "Le cose che non ho", e il tour di 15 date in primavera
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Confidenze, riflessioni, progetti. Marco Mengoni si racconta a Repubblica tv nel videoforum con le domande dei lettori condotto da Ernesto Assante. Si parte dal titolo dell'ultimo album, cosa sono le cose che non hai? "Più vado avanti con l'età più sono quelle che vado cercando, mi sono reso conto da 26 anni a questa parte che mi perdo degli attimi di vita, sono condizionato dal passato, da cosa farò domani e non mi godo il presente". D'altronde per il musicista non c'è stato nessuno momento di pausa dopo la vittoria della terza edizione di X Factor, un disco dietro l'altro e un tour dietro l'altro. "La cosa positiva di scrivere un album è che puoi iniziare senza darsi una scadenza, per Parole in circolo dopo Sanremo 2012 ho iniziato a lavorare invece per Le cose che non ho ho avuto meno tempo ma ho cominciato a lavorarci durante il tour del primo disco. L'88% dell'ispirazione in realtà vie…
Confidenze, riflessioni, progetti. Marco Mengoni si racconta a Repubblica tv nel videoforum con le domande dei lettori condotto da Ernesto Assante. Si parte dal titolo dell'ultimo album, cosa sono le cose che non hai? "Più vado avanti con l'età più sono quelle che vado cercando, mi sono reso conto da 26 anni a questa parte che mi perdo degli attimi di vita, sono condizionato dal passato, da cosa farò domani e non mi godo il presente". D'altronde per il musicista non c'è stato nessuno momento di pausa dopo la vittoria della terza edizione di X Factor, un disco dietro l'altro e un tour dietro l'altro. "La cosa positiva di scrivere un album è che puoi iniziare senza darsi una scadenza, per Parole in circolo dopo Sanremo 2012 ho iniziato a lavorare invece per Le cose che non ho ho avuto meno tempo ma ho cominciato a lavorarci durante il tour del primo disco. L'88% dell'ispirazione in realtà viene persa, anche perché ti vengono le idee nei momenti più assurdi, l'altro giorno per esempio mi sono svegliato con una melodia in testa ma non so neppure se poi l'ho registrato sul cellulare prima di rimettermi a dormire. La notte porta consiglio ma anche il mattino quando sei ancora in uno stato semi inconscio può regalarti belle ispirazioni".

Il pezzo che ti ha segnato di più dell'ultimo album. "Quello che mi ha fatto arrabbiare di più, anche il più difficile da incidere è stato Parole in circolo perché ha una struttura melodica molto strana, è un brano molto parlato per cui è stato difficile dosare, come un album di fotografie. Più ti avvicini alla meta, una data di uscita dell'album, più cadono le sicurezze che ti sei costruito nell'euforia del lavor. Non so se è per perfezionismo ma quando mi avvicino all'uscita mi dico oddio non sta venendo per niente bene. Il fatto è che più ti avvicini alla perfezione, più riesci a evitare i danni".

A caccia del tempo. Ma la preoccupazione più grande di questo ragazzo di 26 anni il cui successo gli ha stravolto la vita è il tempo. "Il tempo mi frega perché ne ho poco e comunque la parola tempo è una delle più difficili da inserire in un testo quindi uno come me che si critica sempre appena esce con un brano sul tempo cerca di attaccarsi al suo significato più profondo.  Per quel che riguarda il mio tempo libero di cerco non sto mai sul divano a guardare la tv. Non esiste una giornata tipo, nei giorni liberi sono un abitudinario mi piace uscire presto andare al bar a prendere il caffé, leggere il giornale magari Repubblica, vedere quanti Tweet ho fatto (non la domenica però), se ho dello sport da fare, cerco di andare avanti con un libro che non finirò mai. Il resto della settimana invece mi dedico al mestiere che un po' è lavoro e un po' è passione, sempre alla ricerca di un compromesso. Purtroppo non suono quasi mai, non canto quasi mai ma adesso mi sono ricavato uno spazio mio e voglio sfruttarlo".

Più grande lezione in questi sei anni. "Faccio un mestiere incredibile e arrivo a contatto con tante persone di grande intelletto e quindi mi sforzo sempre di fare meglio. Ho preso decisioni importanti da solo, facendo scelte lavorative importanti. Vedendo le poche persone a cui voglio bene posso dire che forse ho sbagliato più nei rapporti umani che nelle scelte professionali, anche perché ho selezionato molto dal momento che faccio molta fatica a fidarmi. Nella vita ho preso delle decisioni  ad istinto, ho ereditato da mia madre un po' il suo sesto senso, io per scherzo la chiamo "strega". Faccio tantissime cose da solo e combatto ogni giorno con mio stesso per decidere se è arrivato il momento di scrivere la mia musica da solo. Io ho una plyalist su Itunes di brani scritti da me, li ascolto spesso e qualche volta prendo ispirazione per i pezzi che scrivo con gli altri".

I fan, un rapporto che arricchisce. Le domande arrivano a raffica (tante anche dall'estero in un italiano approssimativo che i lettori stanno imparando grazie ai suoi testi), decine di ragazzine gli fanno la posta sotto il giornale, come vivi la dimensione con il tuo pubblico. "Lo vivo in modo pieno, anche quando mi criticano. Alcune delle critiche fatte sui social network per esempio le uso per mettermi allo specchio e chiedermi in che direzione sto andando. E' capitato che una fan mi dicesse che mettevo troppi cori nei mie brani, un'osservazione che sembrava banale e invece mi è stata utile perché non mi sentivo abbastanza forte sul pianoforte e forse avevo esagerato nel complicare i brani. All'inizio il mio firmacopie duravano ore, oggi non posso più permettermelo, purtroppo non avendo più tanto tempo mi concentro sull'abbraccio, la firma e la foto che so che è importante. Ma tutte le persone che incontro rimangono bene impresse nella mia mente. Per esempio ho ben chiaro due signori distinti di una certa età che ho incontrato ieri, mi ha fatto un certo effetto perché sono persone che hanno vissuto, la loro esperienza l'hanno fatta".