Sul giubbotto di pelle la scritta bianca recita “White Riot”. La ragazza è molto giovane. Indossa un cappello da “rude boy” come quello di Paul Simonon dei Clash nel video di London Calling. Prende in mano quella che a prima vista sembra una radio. Si rivolge alla videocamera del suo smartphone e dice: "Questo che sto per aprire è il nuovo box set dei Clash, è stato disegnato da Paul Simonon, il bassista del gruppo, si chiama Sound System e assomiglia a una grossa radio stereo perché nei primi anni 80 era molto cool portarsela in giro per far sentire a tutti cosa ascoltavi. Erano radio dal suono potente: si chiamavano 'boombox'".
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Siamo su YouTube e stiamo assistendo a un “unboxing”, ovvero il video di un appassionato di musica che apre un box, in italiano un cofanetto, che contiene sicuramente dischi (in cd o in vinile) ma spesso anche molto altro, per recensirlo. Nel caso del box set dei Clash, non a caso considerato uno dei migliori di tutti i tempi, potete trovare: tutti gli album della band rimasterizzati con grande cura dal chitarrista Mick Jones tirando fuori suoni mai uditi prima, tre dischi di rarità e b-side, un dvd di video e foto inediti, la ristampa dei tre introvabili numeri della fanzine punk Armagideon Time, un taccuino (ovviamente marchiato The Clash), adesivi e spillette vari, la catenina che Joe Strummer indossa sull'immagine di copertina di Combat Rock e, infine, un grosso tubo a forma di sigaretta (come quella che lo stiloso Simonon, uno dei personaggi più eleganti della scena musicale, amava mettersi dietro l'orecchio) dentro al quale si trova un poster.
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Mick Jones ha dichiarato: "Volevamo semplicemente fare il miglior box set di sempre". E probabilmente ci sono riusciti dal momento che è andato a ruba: la leggenda dei Clash si tramanda tra generazioni come testimonia la ragazza del video su YouTube. Del resto il mercato della discografia ha ormai due punti di riferimento fondamentali: da un lato la musica “liquida” di Spotify, Deezer e Tidal da ascoltare su smartphone e computer, dall'altro, come perfetto contraltare, il sofisticato pubblico degli appassionati che della band preferita vuole sempre di più. Da qui il moltiplicarsi delle “special edition” e “deluxe edition”, anche di dischi appena immessi sul mercato (vedi il recente caso di Jovanotti, commercializzato in versione singolo e doppio cd, triplo lp in colorazione rossa e, solo attraverso Amazon, in tiratura limitata a 2.000 copie in colorazione verde, blu, arancione). Infine, per chi vuole avere tutto, ecco, appunto, i box set che raccolgono intere discografie. Non si tratta di un piccolo fenomeno e neppure relegato a un pubblico di quaranta-cinquantenni. Anzi. In Italia le vendite del vinile, fenomeno con cui il box set va a braccetto, è aumentato lo scorso anno dell’84% (dati Fimi). E la conferma che si tratti di un pubblico giovane viene dai dati di visione dei video di “unboxing”, aumentati nel 2015 del 57% (dati Google) e considerati anche dalle aziende uno dei fenomeni “virali” da tenere d’occhio.
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Ma veniamo al cuore della questione: i contenuti. Dallo “scrigno” in legno pregiato e ad anta scorrevole (tipo portapane) che raccoglie per la prima volta, nel 1988, l’opera dei Beatles dal 1962 al 1970 allo splendido Shine On dei Pink Floyd, pubblicato nel 1993 in occasione del venticinquesimo anniversario della band: sette album rieditati in un’elegantissima versione “all black” che, sistemati in un apposito contenitore accluso, compongono sul retro il celeberrimo prisma attraversato da un raggio di luce di Dark Side of the Moon. Bonus: un cd digipack con i primi singoli, otto cartoline e un lussuoso volume di 112 pagine zeppo di foto. Tra gli italiani non si può non ricordare il primo box set dedicato a Fabrizio De André e uno dei primi realizzati in Italia: tutti gli album in studio dal 1967 al 1997 con quattro volumi di foto e testi. In seguito ne sono stati realizzati altri anche più completi e a prezzi più abbordabili ma nessuno ha mai raggiunto l’eleganza di questa prima edizione.
Lo stesso vale per Lucio Battisti: il box set intitolato semplicemente LB contenente l'intera discografia in un’elegantissima edizione digipack resta insuperato. Dentro: i diciannove album ufficiali, due singoli in cd, un libretto con foto e una breve biografia. Ogni disco richiama la confezione della prima uscita dell'album; i dischi che contenevano originariamente i testi hanno un libretto interno, con la serigrafia della casa discografica per cui è uscito all’epoca (eccetto i due pubblicati dalla Columbia). È a tiratura limitata e numerata e le quotazioni oggi sono tra le più alte. Nel cofanetto c’è anche una copertina lucida bianca (vuota) per contenere il leggendario album Postumo che sarebbe stato composto dopo Hegel. Mai uscito, lo si aspetta ancora.
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Tra i più recenti vale la pena di citare almeno quello di Franco Battiato, Le nostre anime: sei cd di brani rimasterizzati, rimixati e quattro dvd con i film di Battiato oltre all’introvabile trasmissione tv Keine Bittte Reclame; in più, tre inediti e una cover: il brano che dà il titolo al lavoro, Lo spirito degli abissi e ancora Center of Gravity, un rifacimento della celeberrima Centro di gravità permanente con la speciale partecipazione di Mika e, infine, la cover di un classico della canzone italiana, Se telefonando. Infine, interessante anche il box dedicato a Lucio Dalla: Trilogia. Tre dischi fondamentali, ognuno è un pezzo di storia: Come è profondo il mare del 1977, Lucio Dalla del 1979 con Anna e Marco, L’anno che verrà e Milano e infine Dalla del 1980. Oltre a un libretto di 150 pagine, la vera chicca qui è il dvd con l’introvabile film della fortunatissima tournée con Francesco De Gregori, Banana Republic.
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Dal mainstream all’underground. Per cultori è il box set dedicato agli OfflagaDiscoPax. Il 7 marzo 2005 debutta una delle formazioni più originali che l'Italia abbia avuto: sono Max Collini, Daniele Carretti ed Enrico Fontanelli, vengono dalla rossa Reggio nell'Emilia, (de)cantano le sue piccole Pietroburgo, i crudi ricordi d'infanzia, profumi adolescenziali, la storia mondiale, la toponomastica locale. Elettronica, grafica, voce. Fedeli alla linea dettata dai CCCP ma oltre. Partito comunista. Piazze piene, urne vuote. Il socialismo come l'universo: in espansione. Titolo del disco: Socialismo tascabile (Prove tecniche di trasmissione). A dieci anni e più dalla pubblicazione un cofanetto - o meglio "cofanone" - contiene la ristampa di quell'esordio fulminante in un'edizione speciale con il disco in doppio lp e in cd, con l'aggiunta di tre tracce extra, la riproduzione della locandina dei concerti del primo tour, quella della spilletta distribuita durante il primo concerto a Reggio Emilia e del libretto con i testi fotocopiato, timbrato e spillato da Max Collini in persona e la numerazione manuale del box. 500 copie, ormai esaurite (ma mai disperare). È bella, bellissima, la lettera scritta da Collini che lo accompagna, che lo porta al pubblico salutando il compagno Fontanelli, morto troppo prematuramente nel 2014. Il finale dice: "Un grazie speciale è per la famiglia di Enrico, per suo fratello Fabrizio, per la sua compagna Elena Pavani e per la piccola Leila: non sarete mai un’emozione da poco. Ciao Enrico. Grazie, ancora, per tutta la bellezza che ci hai donato". Post scriptum: sulla copertina del box oggi non c'è più un bimbo ma una bambina. Perché la storia va avanti, sempre: fiera, giovane, partigiana. E ha la schiena dritta (su una tastiera).
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Un vero manuale di cultura pop è Weird Tales dedicato ai Ramones: copertina tridimensionale e appositi occhialini con fumetto stile sci-fi allegato. E, sempre per restare nel mondo della fantascienza, uno dei box più originali della storia è Brain In a Box: ologramma al centro di un cubo in metallo in stile “macchina di scienziato pazzo” con cinque cd a base di theremin e moog: colonne sonore dal miglior cinema di fantascienza vintage, da Forbidden Planet a Lost In Space. Ci possono essere anche box set dannatamente seri, addirittura fondamentali per tracciare il profilo di un’era, come la rigorosissima Anthology of American Folk Music pubblicata dallo Smithsonian Folkways Studio e curata da Harry Smith, antropologo, mistico e collezionista di introvabili 78 giri: è stata pubblicata per la prima volta nel 1952 e rieditata nel 1997 in un box di sei cd, un libro con le note originali di Smith e saggi di critici come Greil Marcus. Questa antologia influenzò migliaia di appassionati, studiosi, storici, etnomusicologi e, soprattutto, musicisti, da Bob Dylan a Joan Baez fino a Jerry Garcia dei Grateful Dead.
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E a proposito di influenze, vale la pena citare il lavoro filologico di ricostruzione, album per album, di uno dei gruppi più importanti della storia: i Velvet Underground. Di cui, non a caso, Brian Eno disse: “Forse soltanto un centinaio di persone comprarono il primo disco dei VU ma tutti quelli che l’hanno fatto sono diventati musicisti rock o critici musicali”. Bonus tracks, versioni mono, stereo, live, vari livelli di evoluzione di brani importanti come Venus In Furs o Heroin: tutto è stato ripubblicato in maniera curatissima e quasi maniacale in una serie di box privi di gadget ma che costituiscono un elemento di studio fondamentale per chi si avvicina alla musica con un atteggiamento critico. Un approccio questo che adotta su di sé Neil Young nella serie Archives, il cui volume (1963-1972) ha vinto un Grammy Award per il Miglior box e Special limited edition package nel 2009: profluvio di registrazioni audio e video (dvd o blu-ray) tese a ricostruire un periodo storico a opera dell’artista stesso: “Ero stanco di bootleg mal registrati”, ha spiegato lo stesso Neil, talmente irritato da questa mancanza di rispetto che una volta entrò in un negozio e si presentò alla cassa con due suoi bootleg dicendo: “Questi non li pago: sono miei”. Una cosa analoga potrebbe avvenire per il recentissimo The Cutting Edge di Bob Dylan, dodicesimo volume della collana The Bootleg Series di cui la collector’s edition, stampata in sole 5.000 copie numerate, offre ben 379 brani in diciotto cd (al modico prezzo di 800 dollari circa, spese di spedizione incluse). Ovvero, come recita il comunicato della Columbia Records: “Ogni singola nota incisa in studio da Dylan tra il 1965 e il 1966”.
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Infine, volendo concludere nel totale delirio feticistico, è necessario citare due opere del “rumorista” giapponese Merzbow (il nome viene dagli assemblamenti materici dell’artista austriaco Kurt Schwitters): il fondamentale Merzbox, ovvero un cofanetto di 50 cd di trapanante rumore puro, condito ogni tanto da urla disumane, due cd rom, poster, T-shirt e comoda valigetta metallica per portarselo appresso. Se siete interessati ce ne sono al momento ancora due in vendita sul sito di Discogs: 444,35 euro. Ancora meglio, se preferite, c'è la Merzcar: una Mercedes Benz 230 alla cui accensione parte il capolavoro rumorista Noisembryo al massimo volume e impossibile da silenziare. Ne esisterebbe solo una. Ancora invenduta.
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Siamo su YouTube e stiamo assistendo a un “unboxing”, ovvero il video di un appassionato di musica che apre un box, in italiano un cofanetto, che contiene sicuramente dischi (in cd o in vinile) ma spesso anche molto altro, per recensirlo. Nel caso del box set dei Clash, non a caso considerato uno dei migliori di tutti i tempi, potete trovare: tutti gli album della band rimasterizzati con grande cura dal chitarrista Mick Jones tirando fuori suoni mai uditi prima, tre dischi di rarità e b-side, un dvd di video e foto inediti, la ristampa dei tre introvabili numeri della fanzine punk Armagideon Time, un taccuino (ovviamente marchiato The Clash), adesivi e spillette vari, la catenina che Joe Strummer indossa sull'immagine di copertina di Combat Rock e, infine, un grosso tubo a forma di sigaretta (come quella che lo stiloso Simonon, uno dei personaggi più eleganti della scena musicale, amava mettersi dietro l'orecchio) dentro al quale si trova un poster.
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Mick Jones ha dichiarato: "Volevamo semplicemente fare il miglior box set di sempre". E probabilmente ci sono riusciti dal momento che è andato a ruba: la leggenda dei Clash si tramanda tra generazioni come testimonia la ragazza del video su YouTube. Del resto il mercato della discografia ha ormai due punti di riferimento fondamentali: da un lato la musica “liquida” di Spotify, Deezer e Tidal da ascoltare su smartphone e computer, dall'altro, come perfetto contraltare, il sofisticato pubblico degli appassionati che della band preferita vuole sempre di più. Da qui il moltiplicarsi delle “special edition” e “deluxe edition”, anche di dischi appena immessi sul mercato (vedi il recente caso di Jovanotti, commercializzato in versione singolo e doppio cd, triplo lp in colorazione rossa e, solo attraverso Amazon, in tiratura limitata a 2.000 copie in colorazione verde, blu, arancione). Infine, per chi vuole avere tutto, ecco, appunto, i box set che raccolgono intere discografie. Non si tratta di un piccolo fenomeno e neppure relegato a un pubblico di quaranta-cinquantenni. Anzi. In Italia le vendite del vinile, fenomeno con cui il box set va a braccetto, è aumentato lo scorso anno dell’84% (dati Fimi). E la conferma che si tratti di un pubblico giovane viene dai dati di visione dei video di “unboxing”, aumentati nel 2015 del 57% (dati Google) e considerati anche dalle aziende uno dei fenomeni “virali” da tenere d’occhio.
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Ma veniamo al cuore della questione: i contenuti. Dallo “scrigno” in legno pregiato e ad anta scorrevole (tipo portapane) che raccoglie per la prima volta, nel 1988, l’opera dei Beatles dal 1962 al 1970 allo splendido Shine On dei Pink Floyd, pubblicato nel 1993 in occasione del venticinquesimo anniversario della band: sette album rieditati in un’elegantissima versione “all black” che, sistemati in un apposito contenitore accluso, compongono sul retro il celeberrimo prisma attraversato da un raggio di luce di Dark Side of the Moon. Bonus: un cd digipack con i primi singoli, otto cartoline e un lussuoso volume di 112 pagine zeppo di foto. Tra gli italiani non si può non ricordare il primo box set dedicato a Fabrizio De André e uno dei primi realizzati in Italia: tutti gli album in studio dal 1967 al 1997 con quattro volumi di foto e testi. In seguito ne sono stati realizzati altri anche più completi e a prezzi più abbordabili ma nessuno ha mai raggiunto l’eleganza di questa prima edizione.
Lo stesso vale per Lucio Battisti: il box set intitolato semplicemente LB contenente l'intera discografia in un’elegantissima edizione digipack resta insuperato. Dentro: i diciannove album ufficiali, due singoli in cd, un libretto con foto e una breve biografia. Ogni disco richiama la confezione della prima uscita dell'album; i dischi che contenevano originariamente i testi hanno un libretto interno, con la serigrafia della casa discografica per cui è uscito all’epoca (eccetto i due pubblicati dalla Columbia). È a tiratura limitata e numerata e le quotazioni oggi sono tra le più alte. Nel cofanetto c’è anche una copertina lucida bianca (vuota) per contenere il leggendario album Postumo che sarebbe stato composto dopo Hegel. Mai uscito, lo si aspetta ancora.
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Tra i più recenti vale la pena di citare almeno quello di Franco Battiato, Le nostre anime: sei cd di brani rimasterizzati, rimixati e quattro dvd con i film di Battiato oltre all’introvabile trasmissione tv Keine Bittte Reclame; in più, tre inediti e una cover: il brano che dà il titolo al lavoro, Lo spirito degli abissi e ancora Center of Gravity, un rifacimento della celeberrima Centro di gravità permanente con la speciale partecipazione di Mika e, infine, la cover di un classico della canzone italiana, Se telefonando. Infine, interessante anche il box dedicato a Lucio Dalla: Trilogia. Tre dischi fondamentali, ognuno è un pezzo di storia: Come è profondo il mare del 1977, Lucio Dalla del 1979 con Anna e Marco, L’anno che verrà e Milano e infine Dalla del 1980. Oltre a un libretto di 150 pagine, la vera chicca qui è il dvd con l’introvabile film della fortunatissima tournée con Francesco De Gregori, Banana Republic.
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Dal mainstream all’underground. Per cultori è il box set dedicato agli OfflagaDiscoPax. Il 7 marzo 2005 debutta una delle formazioni più originali che l'Italia abbia avuto: sono Max Collini, Daniele Carretti ed Enrico Fontanelli, vengono dalla rossa Reggio nell'Emilia, (de)cantano le sue piccole Pietroburgo, i crudi ricordi d'infanzia, profumi adolescenziali, la storia mondiale, la toponomastica locale. Elettronica, grafica, voce. Fedeli alla linea dettata dai CCCP ma oltre. Partito comunista. Piazze piene, urne vuote. Il socialismo come l'universo: in espansione. Titolo del disco: Socialismo tascabile (Prove tecniche di trasmissione). A dieci anni e più dalla pubblicazione un cofanetto - o meglio "cofanone" - contiene la ristampa di quell'esordio fulminante in un'edizione speciale con il disco in doppio lp e in cd, con l'aggiunta di tre tracce extra, la riproduzione della locandina dei concerti del primo tour, quella della spilletta distribuita durante il primo concerto a Reggio Emilia e del libretto con i testi fotocopiato, timbrato e spillato da Max Collini in persona e la numerazione manuale del box. 500 copie, ormai esaurite (ma mai disperare). È bella, bellissima, la lettera scritta da Collini che lo accompagna, che lo porta al pubblico salutando il compagno Fontanelli, morto troppo prematuramente nel 2014. Il finale dice: "Un grazie speciale è per la famiglia di Enrico, per suo fratello Fabrizio, per la sua compagna Elena Pavani e per la piccola Leila: non sarete mai un’emozione da poco. Ciao Enrico. Grazie, ancora, per tutta la bellezza che ci hai donato". Post scriptum: sulla copertina del box oggi non c'è più un bimbo ma una bambina. Perché la storia va avanti, sempre: fiera, giovane, partigiana. E ha la schiena dritta (su una tastiera).
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Un vero manuale di cultura pop è Weird Tales dedicato ai Ramones: copertina tridimensionale e appositi occhialini con fumetto stile sci-fi allegato. E, sempre per restare nel mondo della fantascienza, uno dei box più originali della storia è Brain In a Box: ologramma al centro di un cubo in metallo in stile “macchina di scienziato pazzo” con cinque cd a base di theremin e moog: colonne sonore dal miglior cinema di fantascienza vintage, da Forbidden Planet a Lost In Space. Ci possono essere anche box set dannatamente seri, addirittura fondamentali per tracciare il profilo di un’era, come la rigorosissima Anthology of American Folk Music pubblicata dallo Smithsonian Folkways Studio e curata da Harry Smith, antropologo, mistico e collezionista di introvabili 78 giri: è stata pubblicata per la prima volta nel 1952 e rieditata nel 1997 in un box di sei cd, un libro con le note originali di Smith e saggi di critici come Greil Marcus. Questa antologia influenzò migliaia di appassionati, studiosi, storici, etnomusicologi e, soprattutto, musicisti, da Bob Dylan a Joan Baez fino a Jerry Garcia dei Grateful Dead.
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E a proposito di influenze, vale la pena citare il lavoro filologico di ricostruzione, album per album, di uno dei gruppi più importanti della storia: i Velvet Underground. Di cui, non a caso, Brian Eno disse: “Forse soltanto un centinaio di persone comprarono il primo disco dei VU ma tutti quelli che l’hanno fatto sono diventati musicisti rock o critici musicali”. Bonus tracks, versioni mono, stereo, live, vari livelli di evoluzione di brani importanti come Venus In Furs o Heroin: tutto è stato ripubblicato in maniera curatissima e quasi maniacale in una serie di box privi di gadget ma che costituiscono un elemento di studio fondamentale per chi si avvicina alla musica con un atteggiamento critico. Un approccio questo che adotta su di sé Neil Young nella serie Archives, il cui volume (1963-1972) ha vinto un Grammy Award per il Miglior box e Special limited edition package nel 2009: profluvio di registrazioni audio e video (dvd o blu-ray) tese a ricostruire un periodo storico a opera dell’artista stesso: “Ero stanco di bootleg mal registrati”, ha spiegato lo stesso Neil, talmente irritato da questa mancanza di rispetto che una volta entrò in un negozio e si presentò alla cassa con due suoi bootleg dicendo: “Questi non li pago: sono miei”. Una cosa analoga potrebbe avvenire per il recentissimo The Cutting Edge di Bob Dylan, dodicesimo volume della collana The Bootleg Series di cui la collector’s edition, stampata in sole 5.000 copie numerate, offre ben 379 brani in diciotto cd (al modico prezzo di 800 dollari circa, spese di spedizione incluse). Ovvero, come recita il comunicato della Columbia Records: “Ogni singola nota incisa in studio da Dylan tra il 1965 e il 1966”.
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Infine, volendo concludere nel totale delirio feticistico, è necessario citare due opere del “rumorista” giapponese Merzbow (il nome viene dagli assemblamenti materici dell’artista austriaco Kurt Schwitters): il fondamentale Merzbox, ovvero un cofanetto di 50 cd di trapanante rumore puro, condito ogni tanto da urla disumane, due cd rom, poster, T-shirt e comoda valigetta metallica per portarselo appresso. Se siete interessati ce ne sono al momento ancora due in vendita sul sito di Discogs: 444,35 euro. Ancora meglio, se preferite, c'è la Merzcar: una Mercedes Benz 230 alla cui accensione parte il capolavoro rumorista Noisembryo al massimo volume e impossibile da silenziare. Ne esisterebbe solo una. Ancora invenduta.