Amoroso, una vita a colori: "Parlare d'amore è bello, io cerco anche di metterlo in pratica"
Ernesto Assante, ERNESTO ASSANTEPrima c'era "Amici", oggi il nuovo cd "Vivere a colori": Alessandra Amoroso sceglie il supporto di artisti come Federico Zampaglione, Elisa e Tiziano Ferro: "Con la crescita ho capito che per poter raccontare, non essendo una cantautrice, avevo bisogno di autori diversi"
Due settimane per diventare disco d'oro. Se questo è l'inizio, non c'è dubbio che Vivere a colori, il nuovo album di Alessandra Amoroso, è destinato ad essere uno dei grandi successi di questo 2016 appena iniziato. Le carte in regola ce l'ha, perché dopo anni di successi e di "corse", dall'esordio a Amici a oggi, Alessandra Amoroso ha deciso questa volta di fare le cose in un'altra maniera, di prendersi tempo, di ragionare e scegliere, per se stessa, le canzoni che più si adattavano alla sua realtà di oggi, alla sua crescita come donna, come artista, come interprete. E lo ha fatto con l'aiuto di musicisti come Federico Zampaglione dei Tiromancino, Elisa, Tiziano Ferro, autori che intendono il pop come una cosa seria, non "usa e getta", che scrivono canzoni che non sono destinate, per loro natura, a sparire dalla nostra memoria e dalla nostra vita dopo qualche mese. Certo, con il successo che ha a…
Due settimane per diventare disco d'oro. Se questo è l'inizio, non c'è dubbio che Vivere a colori, il nuovo album di Alessandra Amoroso, è destinato ad essere uno dei grandi successi di questo 2016 appena iniziato. Le carte in regola ce l'ha, perché dopo anni di successi e di "corse", dall'esordio a Amici a oggi, Alessandra Amoroso ha deciso questa volta di fare le cose in un'altra maniera, di prendersi tempo, di ragionare e scegliere, per se stessa, le canzoni che più si adattavano alla sua realtà di oggi, alla sua crescita come donna, come artista, come interprete. E lo ha fatto con l'aiuto di musicisti come Federico Zampaglione dei Tiromancino, Elisa, Tiziano Ferro, autori che intendono il pop come una cosa seria, non "usa e getta", che scrivono canzoni che non sono destinate, per loro natura, a sparire dalla nostra memoria e dalla nostra vita dopo qualche mese. Certo, con il successo che ha avuto, con gli autori che ha a disposizione, con il pubblico che la segue e la ama, ci vuole poco a perdere la testa, anzi a "montarsela" e credere di essere già arrivata in cima... "No, la testa non la perdo", dice con sicurezza Alessandra Amoroso, "e ache se ci volessi provare ci sono mamma e papà che mi tartassano. Sono nata in Salento, campagna, mare, tanta gente per bene, sono sempre rimasta così, e per me le radici, la famiglia, i valori sono sempre gli stessi. Questa cosa del successo, parliamoci chiaro, bisogna viverla nella maniera più tranquilla possibile, c'è oggi magari domani no, non è a tempo indeterminato. Quindi, se dovesse finire, potrei tornare alla mia vecchia vita, perché non è "vecchia", non l'ho mai smessa".
Una vita fatta sempre di musica...
"Sì, io sono sempre stata con la musica, e oggi posso dire che è la musica che ha trasportato me stessa in questa straordinaria esperienza che sto facendo. La partecipazione a Amici è capitata per caso: ero al lavoro, avevo una settimana di ferie e mi sono detta 'perché non provare'. E da lì le cose sono andate avanti, quasi naturalmente. Quindi quello della cantante io non lo vedo ancora come un lavoro, è una passione, quella più grande che ho, è il modo attraverso il quale io riesco a esprimermi. Certo, c'è il successo, che è arrivato e del quale sono estremamente grata al pubblico, ma quello che mi piace di tutto questo è la libertà di poter essere quella che sono".
Una libertà che è messa in risalto con questo nuovo album.
"Sì, credo che sia una buona fotografia di quello che sono davvero, di come sono cresciuta e cambiata. È un disco 'a colori', c'è un po' di tutto, le ballate, i pezzi uptempo, dei testi diversi, più profondi...".
È il segno di una nuova maturità?
"Non sono io a poterlo dire. Certo so che con la crescita ho capito che per poter raccontare, non essendo una cantautrice, avevo bisogno di autori diversi, di potermi confrontare con realtà nuove. Si nasce con delle attitudini, e io di certo ho quella di collaborare con gli atri: ho avuto la fortuna di avere con me Federica Camba, ho chiesto un pezzo a Tiziano Ferro e lui ha accettato con piacere, Elisa invece l'ho conosciuta agli Studios ad Amici e con ognuno di loro, come con Federico Zampaglione, è stata un'esperienza diversa e bellissima. Quando inizi a collaborare con un artista devi collaborare, devi esserci, se vuoi che la canzone diventi veramente tua, non si possono cantare delle cose così, tanto per fare. È stata una grande gioia, è bello che artisti come loro o come Daniel Magro, abbiano avuto piacere a scrivere per me".
Lei parla sempre d'amore. È difficile cantare ancora canzoni d'amore in maniera credibile?
"Credo di essere buona e gentile, io cerco di fare questo, non soltanto di cantare l'amore. Parlare d'amore è bellissimo, ma io cerco anche di metterlo in pratica".
Quali sono le sue radici musicali, gli artisti ai quali si è in qualche modo "ispirata"?
"Quando ero piccola ascoltavo tanto Mina, Battisti, Morandi e poi tanta musica gospel, cantavo in chiesa, facevo parte di un coro, e da lì ho iniziato. A miei genitori dicevano 'vostra figlia ha una bella voce'. Ma cantare era una cosa privata, che piaceva a me, non avrei mai pensato nella vita di fare della mia passione e del mio sogno una professione, ho sempre avuto solo la voglia di cantare. Diciamo che sono stata davvero fortunata".
Oltre alla fortuna c'è stata l'esperienza di Amici. Li ha imparato molto?
"Sinceramente il mio passaggio all'interno della scuola è stato all'inizio traumatico, non ero abituata al giudizio continuo, ad un continuo altalenarsi di alti e bassi, con la famiglia lontana, in un universo totalmente sconosciuto. Non è stato un passaggio facile, sei sette mesi abbastanza duri. Come ovvio, il talent ti dà la possibilità di farti conoscere dalla gente, e anche abituarsi a questo non è facile, la gente che ti cerca, quelli che ti aspettano sotto casa, le critiche negative che non ti spieghi, quelli che ce l'hanno con te senza averti mai visto e conosciuto. Alla fine capisci che devi lasciar perdere e fare la tua vita, cerchi semplicemnte di comportarti bene, di essere un buon essere umano".
Quindi, Alessandra Amoroso cosa vuole fare da grande?
"Cantare, sempre e comunque. La musica ci sarà nella mia vita anche in futuro, non so se in un ristorantino, con l'entrata illuminata e a sinistra un palchetto con me che canto tutte le canzoni che voglio. Come in Rocky, che alla fine sapre un ristorante e racconta la sua vita a chi viene a mangiare, sta con i suoi figli, il cane e tante cose da cantare ancora".
Una vita fatta sempre di musica...
"Sì, io sono sempre stata con la musica, e oggi posso dire che è la musica che ha trasportato me stessa in questa straordinaria esperienza che sto facendo. La partecipazione a Amici è capitata per caso: ero al lavoro, avevo una settimana di ferie e mi sono detta 'perché non provare'. E da lì le cose sono andate avanti, quasi naturalmente. Quindi quello della cantante io non lo vedo ancora come un lavoro, è una passione, quella più grande che ho, è il modo attraverso il quale io riesco a esprimermi. Certo, c'è il successo, che è arrivato e del quale sono estremamente grata al pubblico, ma quello che mi piace di tutto questo è la libertà di poter essere quella che sono".
Una libertà che è messa in risalto con questo nuovo album.
"Sì, credo che sia una buona fotografia di quello che sono davvero, di come sono cresciuta e cambiata. È un disco 'a colori', c'è un po' di tutto, le ballate, i pezzi uptempo, dei testi diversi, più profondi...".
È il segno di una nuova maturità?
"Non sono io a poterlo dire. Certo so che con la crescita ho capito che per poter raccontare, non essendo una cantautrice, avevo bisogno di autori diversi, di potermi confrontare con realtà nuove. Si nasce con delle attitudini, e io di certo ho quella di collaborare con gli atri: ho avuto la fortuna di avere con me Federica Camba, ho chiesto un pezzo a Tiziano Ferro e lui ha accettato con piacere, Elisa invece l'ho conosciuta agli Studios ad Amici e con ognuno di loro, come con Federico Zampaglione, è stata un'esperienza diversa e bellissima. Quando inizi a collaborare con un artista devi collaborare, devi esserci, se vuoi che la canzone diventi veramente tua, non si possono cantare delle cose così, tanto per fare. È stata una grande gioia, è bello che artisti come loro o come Daniel Magro, abbiano avuto piacere a scrivere per me".
Lei parla sempre d'amore. È difficile cantare ancora canzoni d'amore in maniera credibile?
"Credo di essere buona e gentile, io cerco di fare questo, non soltanto di cantare l'amore. Parlare d'amore è bellissimo, ma io cerco anche di metterlo in pratica".
Quali sono le sue radici musicali, gli artisti ai quali si è in qualche modo "ispirata"?
"Quando ero piccola ascoltavo tanto Mina, Battisti, Morandi e poi tanta musica gospel, cantavo in chiesa, facevo parte di un coro, e da lì ho iniziato. A miei genitori dicevano 'vostra figlia ha una bella voce'. Ma cantare era una cosa privata, che piaceva a me, non avrei mai pensato nella vita di fare della mia passione e del mio sogno una professione, ho sempre avuto solo la voglia di cantare. Diciamo che sono stata davvero fortunata".
Oltre alla fortuna c'è stata l'esperienza di Amici. Li ha imparato molto?
"Sinceramente il mio passaggio all'interno della scuola è stato all'inizio traumatico, non ero abituata al giudizio continuo, ad un continuo altalenarsi di alti e bassi, con la famiglia lontana, in un universo totalmente sconosciuto. Non è stato un passaggio facile, sei sette mesi abbastanza duri. Come ovvio, il talent ti dà la possibilità di farti conoscere dalla gente, e anche abituarsi a questo non è facile, la gente che ti cerca, quelli che ti aspettano sotto casa, le critiche negative che non ti spieghi, quelli che ce l'hanno con te senza averti mai visto e conosciuto. Alla fine capisci che devi lasciar perdere e fare la tua vita, cerchi semplicemnte di comportarti bene, di essere un buon essere umano".
Quindi, Alessandra Amoroso cosa vuole fare da grande?
"Cantare, sempre e comunque. La musica ci sarà nella mia vita anche in futuro, non so se in un ristorantino, con l'entrata illuminata e a sinistra un palchetto con me che canto tutte le canzoni che voglio. Come in Rocky, che alla fine sapre un ristorante e racconta la sua vita a chi viene a mangiare, sta con i suoi figli, il cane e tante cose da cantare ancora".