Riccardo Muti in Giappone, il tour è un trionfo. "La musica è democrazia"
Anna Bandettini, ANNA BANDETTINIIl maestro italiano ha diretto la "sua" orchestra Cherubini con la Tokyo Harusai Festival Orchestra. "Un modo per superare barriere e confini e unire i popoli. Le grandi migrazioni cui assistiamo sono una ricchezza"
TOKYO - “La musica è democrazia perché fa dialogare e unisce negli stessi sentimenti popoli diversi. Le parole possono tradire. La musica no, non tradisce mai, è onesta. E l'esempio è questa orchestra formata da giovani musicisti giapponesi e italiani: ognuno di loro suona secondo la propria storia e la propria cultura, ma con la musica hanno trovato l'armonia”. Nella grande sala del Bunka Kaikan di Tokyo, un teatrone di circa 3mila posti, Riccardo Muti ha appena terminato il primo dei due trionfali concerti in Giappone alla guida della “sua” Cherubini unita per l'occasione alla Tokyo Harusai Festival Orchestra, replicato il giorno dopo, giovedì, al Metropolitan Theatre: in totale oltre 5mila spettatori che hanno accolto con una autentica festa, dieci minuti di applausi e standing ovation, il direttore tornato sul podio dopo la frattura all'anca del mese scorso. Ma anche le parole di Muti …
TOKYO - “La musica è democrazia perché fa dialogare e unisce negli stessi sentimenti popoli diversi. Le parole possono tradire. La musica no, non tradisce mai, è onesta. E l'esempio è questa orchestra formata da giovani musicisti giapponesi e italiani: ognuno di loro suona secondo la propria storia e la propria cultura, ma con la musica hanno trovato l'armonia”. Nella grande sala del Bunka Kaikan di Tokyo, un teatrone di circa 3mila posti, Riccardo Muti ha appena terminato il primo dei due trionfali concerti in Giappone alla guida della “sua” Cherubini unita per l'occasione alla Tokyo Harusai Festival Orchestra, replicato il giorno dopo, giovedì, al Metropolitan Theatre: in totale oltre 5mila spettatori che hanno accolto con una autentica festa, dieci minuti di applausi e standing ovation, il direttore tornato sul podio dopo la frattura all'anca del mese scorso. Ma anche le parole di Muti hanno emozionato. “La musica supera le barriere, i confini – ha proseguito il direttore– unisce i popoli. Ed è un bene. Io penso che le grandi migrazioni cui assistiamo, siano una ricchezza per le società e la cultura. Si tratta di superare la crisi, i problemi complessi di oggi, ma poi ne godremo i benefici”.
Parole importanti e speciale l'occasione: i due concerti sono stati infatti la prima tappa di “Le vie dell'amicizia” 2016, l'iniziativa del Ravenna Festival diretto da Cristina Muti Mazzavillani che da venti edizioni fa della musica un messaggio di fratellanza, specie nei luoghi difficili del mondo, da Sarajevo a Ground Zero. La tappa di Tokyo ha festeggiato i 150 anni di relazione tra Italia e Giappone e per questo lo stesso concerto verrà replicato il 3 luglio al Ravenna Festival. Curiosamente poi è anche coincisa con la 150esima esibizione di Muti nel paese del Sol Levante, celebrata con un francobollo delle poste nipponiche andato a ruba. Perfetti i suoi due concerti che, hanno aperto il Tokyo Spring Festival (interamente sostenuto - beati loro! - da un mecenate, l'imprenditore Koichi Suzuki): lirica e emozionante la prima parte con Verdi, dall’Ouverture del Nabucco, ai brani da Attila, Macbeth, la commovente sinfonia di La forza del destino, e da I lombardi alla prima crociata, cui ha fatto seguito nella seconda parte il potente prologo del Mefistofele di Boito. Dirette da Muti le due orchestre hanno trovato polarità di colori, rigore esecutivo, slancio e a loro hanno dato preziosità vocale il basso Ildar Abdrazakov, il Coro Tokyo Opera Singers, diretto da Shigeki Miyamatsu e Roberto Gabbiani, e il coro di voci bianche “The Litte Singers of Tokyo”.
“Ecco la testimonianza della grandezza della nostra cultura”, ha commentato Dorina Bianchi sottosegretario ai Beni Culturali venuta a festeggiare l'anniversario delle “ricche” relazioni Italia-Giappone: in questo momento Tokyo affolla le mostre su Botticelli (200mila spettatori tra cui il principe ereditario Naruhito e la moglie Masako), Leonardo, Morandi, Caravaggio, mentre a settembre vedremo a Roma, Firenze, Vicenza e Venezia lo spettacolo di Teatro Noh della compagnia Sakuramauijin.
Parole importanti e speciale l'occasione: i due concerti sono stati infatti la prima tappa di “Le vie dell'amicizia” 2016, l'iniziativa del Ravenna Festival diretto da Cristina Muti Mazzavillani che da venti edizioni fa della musica un messaggio di fratellanza, specie nei luoghi difficili del mondo, da Sarajevo a Ground Zero. La tappa di Tokyo ha festeggiato i 150 anni di relazione tra Italia e Giappone e per questo lo stesso concerto verrà replicato il 3 luglio al Ravenna Festival. Curiosamente poi è anche coincisa con la 150esima esibizione di Muti nel paese del Sol Levante, celebrata con un francobollo delle poste nipponiche andato a ruba. Perfetti i suoi due concerti che, hanno aperto il Tokyo Spring Festival (interamente sostenuto - beati loro! - da un mecenate, l'imprenditore Koichi Suzuki): lirica e emozionante la prima parte con Verdi, dall’Ouverture del Nabucco, ai brani da Attila, Macbeth, la commovente sinfonia di La forza del destino, e da I lombardi alla prima crociata, cui ha fatto seguito nella seconda parte il potente prologo del Mefistofele di Boito. Dirette da Muti le due orchestre hanno trovato polarità di colori, rigore esecutivo, slancio e a loro hanno dato preziosità vocale il basso Ildar Abdrazakov, il Coro Tokyo Opera Singers, diretto da Shigeki Miyamatsu e Roberto Gabbiani, e il coro di voci bianche “The Litte Singers of Tokyo”.
“Ecco la testimonianza della grandezza della nostra cultura”, ha commentato Dorina Bianchi sottosegretario ai Beni Culturali venuta a festeggiare l'anniversario delle “ricche” relazioni Italia-Giappone: in questo momento Tokyo affolla le mostre su Botticelli (200mila spettatori tra cui il principe ereditario Naruhito e la moglie Masako), Leonardo, Morandi, Caravaggio, mentre a settembre vedremo a Roma, Firenze, Vicenza e Venezia lo spettacolo di Teatro Noh della compagnia Sakuramauijin.