“La sua generosità, prima di tutto: le sue ville erano sempre aperte a amici e musicisti, di cui si circondava e che riempiva di attenzioni. Ma anche la sua vitalità e la sua energia: ricordo che spesso organizzava degli show improvvisati, a casa o in qualche negozio di dischi. E subito si creava la magia, perché il suo talento era straordinario, così come la sua personalità. Nonostante fosse sicuro di sé, c’era in lui anche una certa timidezza: più che parlare ad alta voce, sussurrava. Ma la sua forza era straordinaria”.
Prince, addio al genio dai mille volti - il videotributo
“Decisamente, se fossero confermate resterei basita”.
Come mai?
“Perché non mi risulta che, almeno negli anni in cui gli sono stata vicina, facesse uso di droghe”.
Com’era il suo stile di vita?
“Molto salutista. Prince era estremamente attento, ad esempio, all’alimentazione. Era vegetariano, anche se a volte mangiava pesce, ma in casa non poteva assolutamente entrare carne. L’unica “trasgressione” che si concedeva, almeno a tavola, era il tiramisù, di cui andava pazzo”.
Addio a Prince, viaggio nella reggia tra musica e stravaganze
La residenza di Paisley Park, nel Minnesota, si estende su oltre 21 chilometri quadrati, ha pavimenti adornati con il famoso simbolo adottato dal cantante come suo sinonimo, dal soffitto si diffonde ovunque una piacevole luce viola e l'arredamento è di design, senza mai rinunciare a colori eclettici. Ovunque chitarre e strumenti musicali e, naturalmente, uno studio di registrazione sontuoso. C'è persino una stanza denominata la Galaxy room, dedicata alla meditazione, illuminata da luci ultraviolette e con i pianeti dipinti sui muri. E, sebbene quando la residenza fu completata nel 1988 ci fu chi la descrisse come una “prigione”, non apprezzandone la bellezza esteriore, per Prince la vera magia era al suo interno. Fu qui, infatti, che registrò da quell'anno in poi circa 30 album, che passeranno alla storia
a cura di Rosita Gangi
“Purtroppo no. Quando lavoravo per lui, a un certo punto, mi aveva proposto di aprire un ristorante a Las Vegas, ma poi il progetto era naufragato. E io avevo scelto di concentrarmi sulla mia attività parallela di film-maker e organizzatrice di eventi. Ma ripenso spesso a quegli anni, perché Prince, con il suo talento e la sua determinazione, è stato per me una grande fonte di ispirazione”.