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AC/DC, i fan in rivolta: non vogliono Axl Rose e chiedono il rimborso dei biglietti

La scelta di sostituire Brian Johnson con il leader dei Guns N' Roses ha fatto infuriare i seguaci della band australiana. Che ora potranno chiedere di farsi restituire i soldi dei biglietti per gli show previsti in Inghilterra

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Niete da fare: i fan degli AC/DC non accettano Axl Rose come nuovo cantante. E ora passano al contrattacco. Sembra infatti che gli ammiratori di lunga data degli AC/DC non abbiano gradito il cambio della voce in formazione: come è noto, il titolare Brian Johnson è stato sostituito pochi giorni fa proprio dal leader dei Guns N' Roses a causa di problemi all'udito.

Nonostante l'appeal di Axl e la sua fama mondiale, i fan della band australiana non lo vogliono sul palco nelle prossime date del tour europeo e sono in rivolta. Per questo - riferisce il Daily Mail - dopo che era già successo per le date in Danimarca, ora anche in Inghilterra i possessori del biglietto di uno dei concerti potranno rivolgersi a Ticketmaster e Seeticket per averne il rimborso. È possibile che ora, con un incredibile effetto a catena, anche gli altri rivenditori inizino a rimborsare i biglietti con un evidente danno per gli AC/DC e soprattutto per l'ego di Axl, che presto ripartirà in tour con i Gun N' Roses. Erano stati proprio gli AC/DC, dopo una serie di indiscrezioni, a confermare che Axl avrebbe preso il posto di Johnson nel nuovo tour. "Siamo concentrati sul portare a termine tutti i nostri impegni legati alla tournée, lo siamo nel rispetto di tutti coloro che nel corso degli anni ci hanno supportato e siamo stati fortunati che Axl si sia gentilmente offerto di aiutarci in questo compito", aveva scritto la band lo scorso 16 aprile.

Negli ultimi mesi la band australiana, che in carriera ha venduto più di duecento milioni di dischi, ha dovuto far fronte a numerosi problemi. Il chitarrista e membro fondatore Malcolm Young si è fermato per i gravi postumi di un ictus: proprio Johnson aveva rotto il silenzio con una dichiarazione a un giornale britannico: "Uno dei ragazzi ha una malattia debilitante, ma preferisco non parlarne. È un tipo orgoglioso, che tiene alla sua privacy, è mio amico da 35 anni e lo ammiro molto". Poi è arrivato lo stop dello stesso cantante. E l'ex batterista Phil Rudd è stato condannato a otto mesi di carcere, da scontare però ai domicialiri, per possesso di droga e minacce di morte alla sua ex assistente personale.