Rihanna è come i Beatles: ora la donna dei record ha davanti a sé solo Mariah Carey
giulia echites
A 28 anni, la star delle Barbados ha collezionato 59 settimane al numero 1 della classifica dei singoli americana, proprio come i Fab Four. Adesso dovrà vedersela con Mariah Carey. E tra video da miliardi di visualizzazione e social, arriva anche un documentario
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Rihanna come i Beatles. Non è una provocazione, parlano i numeri: il singolo Work, cantato insieme con Drake, ha segnato il traguardo dell’ottava settimana al primo posto della Billboard Hot 100 (23 aprile), il che significa che la cantante delle Barbados ha collezionato un totale di 59 settimane in prima posizione nel corso della sua carriera, proprio come avevano fatto John Lennon e compagni. Rihanna li ha raggiunti e ora, insieme, sono secondi solo dietro a Mariah Carey, che di settimane al primo posto della classifica Billboard ne ha passate 79. Ma Rihanna ha solo 28 anni, tutto il tempo quindi sia di raggiungere e superare Mariah Carey, sia di eguagliare i Beatles in un loro record assoluto: altri sei singoli da prima posizione e arriverà a venti canzoni da numero uno. Contando cioè non più il numero di settimane in vetta alla classifica, ma il numero di singoli ad aver raggiunto la prima posizione, Rihanna è a quota quattordici. Grazie a Work ha superato Michael Jackson (tredici canzoni al numero uno della Billboard Hot 100) ed è dietro, ancora una volta, a Mariah Carey (18 singoli) e, appunto, i Beatles con 20 brani.
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Work, il lavoro paga: “Work work work work work” ripete ossessivamente Rihanna nel ritornello del brano, primo estratto dall’album pubblicato il 28 gennaio, Anti, per cui è stato realizzato un videoclip doppio: sette minuti e mezzo per due storie con tanto di titolo e regia. Appena termina la prima, inizia la seconda con ambientazione, abiti e set completamente diversi. Nessuno ci aveva mai pensato prima. Qualche artista ha proposto due versioni di uno stesso video, estesa e ridotta, censurata e esplicita, ma un’unica clip con due storie, no. Duecentosessanta milioni di visualizzazioni in meno di due mesi: è forse il caso di dire che il duro lavoro paga. Work è la seconda canzone di Rihanna di maggior successo di sempre, dietro, per ora, solo a We Found Love, il brano del 2011 cantato con Calvin Harris che ha occupato la prima posizione della classifica americana per dieci settimane. Ha invece superato Umbrella, il singolo che nel 2007 l’ha consacrata a livello internazionale e Love The Way You Lie, il duetto con Eminem del 2010.
Rihanna a nudo nel videoclip: solo un velo sulla pelle
Sarà solo un sottile velo trasparente a coprire Rihanna nel videoclip di ''Kiss It Better'', il suo nuovo singolo. Nel suo caso, è un piccolo passo in avanti verso la sobrietà: un anno fa, nel discusso video che accompagnava Bitch Better Have Money, la cantante appariva non solo completamente nuda - con pochi dollari a coprire il pube - ma anche insanguinata, in una versione "esplicita" che su YouTube viaggia verso i 100 milioni di clic. Due anni prima, nel 2013, un altro video - quello per Stay - in cui la popstar era senza veli in una vasca da bagno. Il corpo prima di tutto, insomma, a volte prima della musica stessa. E' la dura legge del music business, a quanto pare. Un'escalation di nudo che negli ultimi anni ha interessato le popstar più popolari: da Lady GaGa a Miley Cyrus. Rihanna ha pubblicato su Instagram, dove può contare su più di 36 milioni di follower, gli scatti che anticipano "Kiss It Better", mentre su Twitter ha postato le copertine di due singoli in uscita. La 'cattiva ragazza' del pop non è nuova a outift provocatori sia nel suo lavoro sia sui red carpet: eccone alcuni dei "nude look" che hanno caratterizzato la sua carriera
Rihanna e i grandi numeri. Proprio il video girato per questa canzone, Love The Way You Lie, è da poco diventato il primo di Rihanna a superare il miliardo di visualizzazioni su Youtube. Era già il singolo di Eminem ad aver venduto di più in assoluto, con oltre sei milioni di copie negli Stati Uniti e la canzone numero uno per vendite in Gran Bretagna, nel 2010.
Sui social, servizi di streaming, Rihanna continua a macinare successi e la sua è una storia da grandi numeri: è appena diventata l’artista di maggiore successo su Spotify. Con oltre 31 milioni di fan attivi sulla piattaforma, ha spodestato Justin Bibier e se si considera che Spotify conta circa 100 milioni di utenti, questo significa che oltre un terzo di loro in questo momento sta ascoltando un suo brano, forse proprio Work, al primo posto da diverse settimane della Global Top 50 Chart di Spotify.
Anti è già disco di platino e Rihanna è diventata la prima artista nella storia a cui la Recording Industry Association of America (RIAA) ha certificato la vendita di oltre 100 milioni di copie con i suoi singoli. Nessun artista aveva mai raggiunto certe cifre, contando solo i singoli consegnati al mercato. È un record che Rihanna ha raggiunto grazie a brani come We Found Love, nove volte multi platino, What’s My Name e Only Girl (In The World) 6 volte multi platino o il successo FourFiveSeconds cantato con Paul McCartney e Kanye West (due volte multi platino). Ad ogni nuovo record la star utilizza i suoi profili social, Twitter soprattutto, per ringraziare il suo team, i fan, la famiglia, Dio. Pochi giorni fa, ad esempio, ha ringraziato “l’Altissimo” per essere diventata la prima musicista, donna, con oltre 20milioni di iscritti al proprio canale Youtube.
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I video. Sicuramente l’attenzione con cui vengono realizzati i video per le canzoni, pari si può dire a quella con cui si scrive musica, ha aiutato. Rihanna non solo ha sorpreso tutti con la doppia clip per il singolo Work ma ultimamente, prima di ogni nuovo video, tiene sulle spine i fan pubblicando pochi secondi di immagini, proprio come si fa con i trailer per i film. Tutti ne parlano, la curiosità aumenta e il momento della pubblicazione online diventa un evento.
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Il documentario. Ma se avrete pazienza di aspettare ancora un po’, potrete davvero ammirare “bad girl Riri” da protagonista sul grande schermo. Il regista Peter Berg, infatti, che aveva già diretto Rihanna sul set di Battleship, film del 2012, sta lavorando a un documentario sulla cantante. Prendendo ispirazione dal film su Bob Dylan, Don’t Look Back, girato nel 1967 da D.A. Pennebaker, Berg ha detto di voler consegnare al pubblico un’opera che sia “uno sguardo senza filtri nella vita di Rihanna, su come sia diventata un’icona mondiale”.
Il documentario sarà più “l’indagine sul personaggio che un film sulla musica”. Toccherà, infatti, più aspetti della vita della cantante: la carriera artistica, certo, ma anche le attività svolte parallelamente alla musica (quelle a scopo benefico, ad esempio, in cui Rihanna è coinvolta, il cinema e la moda con le campagne per Dior o le sue linee di abbigliamento) e la vita privata. Il titolo non è ancora stato scelto, ma regista e cantante ne avranno probabilmente discusso durante l’incontro di qualche giorno fa nel backstage dell’Anti World Tour. In quella occasione Peter Berg ha scattato una foto che ha condiviso sul suo profilo Instagram, “questa ragazza, Riri, non è niente male”. È stato subito record di like per un suo post.