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Buena Vista Social Club, la diva Omara: "I nostri fantasmi non ci lasciano"

L'incontro con la cantante, Barbarito Torres e Oliades Ochoa a L'Avana: "Nessun rimpianto, solo allegria"

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L'AVANA - Incontriamo i Buena Vista a casa di Barbarito Torres, un villone nella zona di Marianao. Il padrone di casa, Omara Portuondo (che sarà in concerto all'Auditorium Parco della Musica di Roma il 29 luglio con Diego el Cigal) ed Eliades Ochoa sono presi d’assalto. Sarà forse l’ultima volta che avranno così tanta attenzione internazionale. Non ne sembrano preoccupati. Torres e Ochoa sono in forma; la diva Omara un po’ meno. Non ha più quella fierezza, la sfida nello sguardo. Dopo un tour mondiale di quasi due anni deve essere anche molto stanca.

Quale spirito per gli ultimi due concerti?
EO: "Una parola: allegria. Nessun rimpianto, nessuna tristezza. Avevamo una carriera prima del Buena Vista Social Club, e continueremo ad averla".
Foto: @Carlos Pericàs 
Avete perso per strada colleghi straordinari.
OP: "Sono sempre con noi. Il palcoscenico è popolato di fantasmi. Sappiamo che sono lì".

Il BVSC, come dicono, ha cambiato il mondo?
BT: "Di certo ha cambiato Cuba. Esiste una Cuba prima e dopo il progetto Buena Vista. Prima eravamo nascosti, la nostra musica quasi non esisteva più. Non dico che la tradizione si fosse persa, ma era relegata ai vecchi dischi degli anni 40 e 50. Il BVSC ci ha ridato dignità e energia. Dopo di noi i giovani hanno ricominciato a suonare quelle musiche, la tradizione è tornata in repertorio. Passeggiando per la Vecchia Avana, oggi non si sentono altro che le nostre canzoni. E quando vedo tutti quei giovani che suonano una tromba o un contrabbasso penso che il nostro successo e i nostri sforzi siano stati molto utili".