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Imarhan, i nuovi leoni del blues del deserto

La band algerina pubblica il suo primo omonimo album. Molti punti di contatto con i Tinariwen ma anche una diversa varietà di suono
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Imarhan, Imarhan (City Slang)

Le radici. C’è un filo rosso che lega gli algerini Imarhan ai maliani Tinariwen e che poi risale fino ad Ali Farka Touré, che della rivoluzione del blues del deserto fu l’iniziatore oltre che l’ispiratore. Ma prima che sonoro, il legame tra gli Imarhan e i Tinariwen è di sangue: il loro leader Moussa Ben Abderahmane, conosciuto con il nome di Sadam, è il cugino di uno dei membri dei Tinariwen, Eyadou Ag Leche, che gli regalò la sua prima chitarra e che al bassista del gruppo regalò il suo primo basso. Sadam ha anche suonato nei Tinariwen, nel periodo in cui il conflitto nel Nord del Mali impedì a molti di loro di lasciare il paese per seguire la band nei tour. Un passaggio di strumenti musicali e di testimone artistico dunque, tra il gruppo di combattenti Tuareg e questi nuovi rappresentanti della musica del deserto, certamente meno politicizzati dei cugini del Mali.
 
Lo stile. Nono…
Imarhan, Imarhan (City Slang)

Le radici. C’è un filo rosso che lega gli algerini Imarhan ai maliani Tinariwen e che poi risale fino ad Ali Farka Touré, che della rivoluzione del blues del deserto fu l’iniziatore oltre che l’ispiratore. Ma prima che sonoro, il legame tra gli Imarhan e i Tinariwen è di sangue: il loro leader Moussa Ben Abderahmane, conosciuto con il nome di Sadam, è il cugino di uno dei membri dei Tinariwen, Eyadou Ag Leche, che gli regalò la sua prima chitarra e che al bassista del gruppo regalò il suo primo basso. Sadam ha anche suonato nei Tinariwen, nel periodo in cui il conflitto nel Nord del Mali impedì a molti di loro di lasciare il paese per seguire la band nei tour. Un passaggio di strumenti musicali e di testimone artistico dunque, tra il gruppo di combattenti Tuareg e questi nuovi rappresentanti della musica del deserto, certamente meno politicizzati dei cugini del Mali.
 
Lo stile. Nonostante Leche abbia prodotto questo album di debutto e scritto anche alcune tracce, gli Imarhan condividono solo in parte il suono dei “cugini” Tinariwen. Il loro stile è molto più aperto ed eclettico, un approccio molto più ritmico come dimostrano Tahabort (primo singolo) e Arodj N-Inizdjam. Non mancano parti più riflessive e melodiche, come Idarchan net, Addounia Azdjazzaqat e Id Islegh, il pezzo più vicino allo stile della tradizione di Farka Touré. Ma nel primo lavoro della band algerina spiccano i brani più ritmici come l’ipnotica Assossamagh e soprattutto la title track Imarhan, che significa più o meno “quelli di cui mi prendo cura”, un brano dunque sull’amicizia, molto elettrico e rock, e dalle atmosfere perfino dance e psichedeliche. Potrebbe essere il loro singolo più forte e rappresentativo.