Primavera Sound 2016: pronti, via. E tutti ballano con gli Lcd Soundsystem
Gianni Santoro
Il nostro diario di viaggio dal festival rock più importante d'Europa. Con i ritmi della band di James Murphy e l'horror rock di John Carpenter
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BARCELLONA - Chissà come sarebbe stato Blackstar, il testamento musicale di David Bowie, se alla fine fosse andata in porto quell'idea di farlo produrre da James Murphy. Chissà. Forse meno drammatico, forse meno poetico. Sicuramente diverso, se Murphy avesse seguito anche solo vagamente quell'idea di musica che ha espresso con la sua band, gli Lcd Soundystem. Sono loro i trionfatori della prima giornata ufficiale del Primavera Sound festival di Barcellona dopo preview, anticipazioni ed eventi collaterali dei giorni scorsi. Quando salgono sul palco principale dopo l'una di notte iniziano quasi due ore senza sosta in cui su una cassa dritta sempre declinata in modo diverso scorre la storia della band newyorchese, tornata insieme da qualche mese dopo sei anni di pausa: è lo stesso amore sconfinato per le percussioni dei Talking Heads, aggiornato al nuovo millennio. Murphy, con posa da crooner, buonumore e voglia di essere il primo a divertirsi, guida la formazione che un tassello alla volta aggiunge ritmi su ritmi trascinando la folla a quell'ora numerosissima (il festival è ufficialmente sold out) attingendo all'intero repertorio, da Us V Them a All my friends. C'è la professionalità, l'entusiasmo, musica mai pigra, un frontman improbabile adattissimo al suo ruolo e con una voce a lungo sottovalutata e anche un'idea di comunità sotto il palco che negli eventi per il grande pubblico è un ottimo valore aggiunto. Un concerto perfetto. James Murphy
Durante la giornata il Parc del Fòrum di Barcellona, dove hanno luogo la maggior parte degli eventi del festival, giunto alla sua sedicesima edizione, aveva visto il pubblico arrivare numerosissimo già nel primo pomeriggio. Sembra ci sia gente praticamente sotto ogni palco, anche quello minore del Nightpro dove si esibiva Wevo, scatenata e inquietante cantante e performer dei Wedance, da Seoul. Il Primavera è anche questo, una panoramica sulla musica del mondo. Mentre sul palco grande si concludeva il concerto degli Algiers, rock enciclopedico e coinvolgente, tra i nomi su cui puntare oggi, davanti all'Auditori si accalcava la fila per il concerto film dei Suede. Poltrone esaurite per l'esecuzione per intero del nuovo album Night Thoughts: la band che una volta sembrava competere con Oasis e Blur oggi propone un progetto art-pop melodrammatico con la band che si esibisce dietro un velo su cui viene proiettato il film che accompagna l'album. Ogni tanto le luci illuminano Brett Anderson e compagni. Nessun successo del passato, solo il nuovo disco. E se l'ultimo materiale pecca a volte di enfasi forzata, l'esecuzione è affascinante e impeccabile. Algiers
Dopo venti anni tornano invece gli A.R. Kane, tanto feedback e shoegaze ma l'effetto nostalgia è prepotente. Tutti proiettati verso una carriera importante invece i Daughter, che l'estetica orgogliosamente indie sanno declinarla bene anche per una grande platea, spingendo sul rock. E mentre davanti a una marea di persone i Tame Impala continuavano a raccogliere i frutti del loro mix di psichedelia, rock e disco music - facendo dimenticare la prova pallida degli Air poco prima - e sul palco Ray-Ban un beat alla volta si costruiva l'elettronica a mattoncini di Floating Points, altrove andava in scena la storia.
1997: Fuga da New York. La cosa. Grosso guaio a Chinatown. Poteva l'autore di questi classici del cinema giocarsi tutto per improvvisarsi rockstar? Sì, il rischio era grande, invece quella di John Carpenter con gruppo affiatato è stata un'esibizione coinvolgente e godibile. 68 anni, baffi a manubrio, qualche accenno di ballo dietro la tastiera, che suona giusto il necessario, il regista americano ha insistito sull'elemento evocativo della musica per film. Si diverte e diverte, niente di più da chiedere. Con tanto di benedizione finale, citazione del suo horror Christine - La macchina infernale: "Andando via per favore guidate con prudenza. Christine è lì fuori che vi aspetta". John Carpenter