"Meat is Murder", dal vivo a Glastonbury
I brani che su tutti illuminano il disco sono Bigmouth Strikes Again e There Is a Light That Never Goes Out. Il primo è caratterizzato da pennate di chitarra a velocità vertiginosa, opera d’arte di Johnny Marr, e da un coretto attribuito sul disco a una tal Ann Coates, ma che fu solo il raddoppiamento della voce di Morrissey. Il testo è a tratti enunciativo: “Grandebocca colpisce ancora/e io sono privato del diritto di prendere il mio posto/nella razza umana”, critica velata a quei giornalisti che avevano fino a quel punto (ma succederà ancora) massacrato, per alcuni aspetti, e santificato, per altri, la figura di Morrissey. A tratti criptico: “Giovanna d’Arco/mentre le fiamme salivano/al suo naso romano/e il suo walkman iniziava a sciogliersi”.
'The Queen Is Dead', il capolavoro degli Smiths compie 30 anni
Trent'anni fa gli Smiths pubblicavano 'The Queen Is Dead', il loro album più celebrato che ha lasciato un segno profondo nella storia della musicale inglese. Nel 2013 il settimanale New Musical Express lo ha messo al primo posto di una speciale classifica dei 500 dischi più importanti della storia addirittura davanti a 'Revolver' dei Beatles. Attivi dal 1982 al 1987, gli Smiths provenivano da Manchester: ne facevano parte il cantante Morrissey, il chitarrista Johnny Marr, il bassista Andy Rourke e il batterista Mike Joyce. A quasi trent'anni dal loro traumatico scioglimento, gli Smiths sono ancora amatissimi da pubblico e critica: sempre Nme li ha definiti "la band più influente di tutti i tempi"
“Se il Regno Unito aveva bisogno di Morrissey allo stesso modo di come aveva bisogno di David Bowie nella ricerca per i giovani di una propria identità”, dirà Tim Booth dei James, Johnny Marr è stato il motore musicale di tutto il progetto: “Adoravo gli MC5 e gli Stooges e ho realizzato un brano altrettanto buono, se non migliore, di qualunque cosa degli Stooges. Ha l’energia e l’aggressività di un brano garage”.
La gestazione del disco non fu facile. Andy Rourke, il bassista, era afflitto dalla dipendenza da eroina. Per le session fu chiamato Craig Cannon (Aztec Camera) che diede una mano a Marr anche nei concerti come seconda chitarra. La Rough Trade nonostante il lavoro fosse stato già ultimato bloccò la pubblicazione. Johnny Marr ha pure raccontato in una recentissima intervista a Q un curioso episodio: “Guidai da Manchester a Surrey, sotto la neve. Con il mio tecnico della chitarra cercai di rubare i nastri dallo studio, ma il tentativo però fallì”.
Il settimanale britannico Nme nel 2013 ha pubblicato un numero speciale con l’indicazione dei 500 dischi più importanti della storia. Al primo posto non troviamo i più grandi di tutti, i Beatles (giunti secondi con Revolver), né troviamo la band più innovativa degli ultimi venti anni, i Radiohead (ventesimi con Ok Computer). Svettano gli Smiths con The Queen Is Dead, una sinfonia dissonante, dissacrante e irriverente che racconta la fine dell’Impero Britannico e la consacrazione di un mito.
Nonostante tutto, il disco non sarà celebrato come speravano Morrissey e i tanti fan del gruppo sparsi nel mondo. Proprio il cantante ha accusato la Warner di essersi rifiutata di ristampare il disco e il singolo con la title track in occasione dell'anniversario: "Evidentemente alcuni boss dell'etichetta hanno la loro testa da un’altra parte, mentre altri semplicemente la testa non ce l’hanno. Ho esortato la Warner Uk affinchè pubblicasse un singolo speciale di The Queen Is Dead nella prima settimana di giugno ma ho trovato un muro di gomma”. L'ennesima conferma di quanto il rapporto di Moz con i discografici sia stato sempre piuttosto complicato.