Spettacoli

LA CRITICA

Metronomy, il pop elettronico che guarda agli anni 80

Nel quinto album la band inglese segue la strada del retrofuturismo

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Metronomy Summer 08 (Because)

Un disco per l'estate. Quali sono le caratteristiche imprescindibili per un perfetto album estivo? Tanta melodia, ritornelli subdoli e appiccicosi, una certa ballabilità di fondo e quel sottile ma continuo ammiccare al passato, trasformando l'effetto nostalgia in una sorta di restaurazione pop. Summer 08, quinto album in studio per la band inglese, ha tutte queste peculiarità, evidenziate fin dal titolo. Prosegue idealmente nel solco pop, elettronico e vagamente funky-chic inaugurato nel 2011 con l'ottimo The English Riviera e bissato con il meno convincente Love Letters (2014). La novità più grande in Summer 08 è il controllo totale in fase di scrittura e registrazione avuto dal leader della band Joseph Mount. Come dire, la cosa più vicina a un disco solista, moniker escluso.
 
 Ottanta nostalgia. Non si tratta di un tragico refuso da penna blu ma di un gioco di parole che coinvolge anche il titolo del nuovo album dei Metronomy. Sarebbe stato più corretto, ma anche più scontato, intitolarlo 'Summer 80', tanto è intriso di sonorità (le tastiere, ma non solo), di riferimenti a quel decennio affascinante e controverso. E così ci sono tappeti di synth ora brillanti ora più oscuri, voci effettate che si trasformano in falsetti pop, le ritmiche quadrate ma piene di riverberi. Brani electro come Hang Me Out To Dry con il contributo della pop star svedese Robyn, il singolo Old Skool con Mix Master Mike (ex Beastie Boys) o manifeste dichiarazioni d'ammirazione a Mick Karn (Japan) in Mick Slow. E poi i numeri pop da radio fm di qualità come Miami Logic, 16 Beat o Night Owl, ormai piacevole consuetudine nel songbook di Mount e dei suoi Metronomy.
 
 Pop retrofuturista. Molti artisti di diversa estrazione sembrano aver trovato la quadratura del proprio sound in questa sorta di pop elettronico e retrofuturista, come hanno dimostrato gli ultimi album di Caribou, Tame Impala e M83. Non a caso anche in quei progetti la visione musicale è appannaggio di un solo individuo che guida e coinvolge il resto della band. E se i primi a lanciare questo trend di ritorno (al futuro) sono stati probabilmente i francesi Phoenix e gli Hot Chip, ormai la schiera di adepti alla manipolazione pop si fa sempre più nutrita, per forza di cose eterogenea e dai risultati contrastanti. D'altronde riuscire a intrattenere e sperimentare in ambito squisitamente pop è da sempre un'impresa ardua. Sotto questo punto di vista, nel panorama attuale, i Metronomy hanno davvero pochi rivali.