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The Avalanches, c'erano una volta i campionamenti

Dopo sedici anni con "Wildflower" torna il gruppo australiano, con la stessa idea utopica di campionare il passato per interpretare il presente, dai Beatles ai Bee Gees. Ma molto è cambiato nella musica in tutto questo tempo
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The Avalanches, Wildflower (XL Recordings)
 
Il tempo e il formato. Nella piccola storia della musica occidentale di questo periodo il nuovo album degli Avalanches tocca due nervi scoperti: il tempo e il formato. Il tempo: a cosa serve citare, prendere dal passato, riproporre, ricontestualizzare frammenti di musica, rispolverare artisti, quando il passato e il presente sono concetti virtualmente superati nell’eterno presente dello streaming, dove un clic vale un clic, sia che vada a spingere play su John Martyn che su James Blake. Gli australiani Avalanches – per l’idea stessa della loro musica – non possono porsi il problema, lo affrontano esattamente come facevano quasi due decenni fa, 16 anni per la precisione, quando debuttarono con l’album Since I left you, un groviglio di campionamenti e frammenti selezionati e elaborati con grazia che diede un piccolo scossone alla musica dance elettronica. Nulla è cambiato per loro, pur essendo cambiat…
The Avalanches, Wildflower (XL Recordings)
 
Il tempo e il formato. Nella piccola storia della musica occidentale di questo periodo il nuovo album degli Avalanches tocca due nervi scoperti: il tempo e il formato. Il tempo: a cosa serve citare, prendere dal passato, riproporre, ricontestualizzare frammenti di musica, rispolverare artisti, quando il passato e il presente sono concetti virtualmente superati nell’eterno presente dello streaming, dove un clic vale un clic, sia che vada a spingere play su John Martyn che su James Blake. Gli australiani Avalanches – per l’idea stessa della loro musica – non possono porsi il problema, lo affrontano esattamente come facevano quasi due decenni fa, 16 anni per la precisione, quando debuttarono con l’album Since I left you, un groviglio di campionamenti e frammenti selezionati e elaborati con grazia che diede un piccolo scossone alla musica dance elettronica. Nulla è cambiato per loro, pur essendo cambiato tanto nel mondo della musica, e continuano a campionare passato e presente per confezionare musica ricca e per forza di cose enciclopedica. Paradosso temporale della musica: è così passé il concetto di una musica di oggi che campiona il passato. Il formato: l'album è ormai come il rock, si dà per morto o per risorto a cadenza sempre più noiosa. Sembrava dovesse scomparire per fare spazio a un eterno avvicendarsi di singoli, poi alle playlist, quindi con artisti come Kanye West e Radiohead è sembrato tornare ad occupare un luogo di prestigio. Il nuovo, secondo album degli Avalanches, dopo 16 anni, Wildflower, è un album vecchio stile, di quelli da ascoltare dall’inizio alla fine, concepito come una selezione a una festa, un mix di un dj, eppure il dito sul tasto skip scalpita per saltare le tracce dopo i primi ascolti. Il retrofuturismo di questo pastiche musicale è invecchiato male. O siamo noi che siamo invecchiati bene.
La copertina dell'album "Wildflower" 
 
Post tutto. Le più grandi rivoluzioni musicali sono sempre state legate a innovazioni tecnologiche. Nel 2000, quando gli Avalanches erano piccole star, molti erano contenti di aver scoperto che la tecnologia anche a prezzi ridotti permetteva di fare musica senza suonare gli strumenti. Prendendo quelli suonati dagli altri. "Sampledelica", la chiamavamo. Ma nell’economia della storia della musica, a ripensarci oggi, era più che altro una fase di vita. Che quando si è pronti si cerca di superare, per dimostrare questo o quello. Per dimostrare di poter fare a meno delle scorciatoie della tecnologia. E quindi ecco tornare gli strumenti. È quello che hanno fatto in molti dei nomi caldi dell’epoca, come Fatboy Slim, e forse Bentley Rhythm Ace, Groove Armada, contemporanei degli Avalanches. Oggi siamo post tutto: post la scoperta dei campionamenti, post il ritorno agli strumenti. E oggi è accettata dal grande pubblico l’idea che un dj superstar possa non fare molto sul palco. La performance, quello che succede intorno a lui – sì, è quasi sempre un uomo - è più importante di quello che fa con la musica degli altri o anche con la propria. Che ci fanno in questo contesto gli Avalanches?
 
Passatempo. In questo contesto è nostalgicamente commovente Wildflower, perché gli Avalanches insistono a fare con gran mestiere quello che facevano. E si capisce che possano piacere ancora molto ai musicisti e agli addetti ai lavori, perché i loro brani sono il corrispettivo musicale della Settimana Enigmistica: un passatempo prevalentemente estivo per cercare di capire quali e quanti campionamenti, quanti stili, quante citazioni (sì, il singolo acchiappone Frankie Sinatra è veramente molto simile a Fuori dal tunnel di Caparezza; in quali brani si nascondono i Bee Gees?; in quale canzone ci sono i Beatles? C’è solo la citazione di Come Together in The noisy eater o anche altro? No, ce n'è un'altra. Gli ospiti al microfono sono stati a loro volta campionati e frammentati?) sono annidiate tra le tracce dell’album. Il passatempo è moderatamente diverte (ma inutile competere con la caccia ai Pokemon), l’ascolto moderatamente piacevole, ma dopo aver risolto i rebus musicali rimane molto poco che non sia un complesso e raffinato sottofondo.