Poi, nella sera di ieri, 16 agosto, la vera sorpresa. La prefazione integrale viene pubblicata sul sito di Springsteen. Ha un attacco folgorante, è un concentrato di quei sentimenti impetuosi e liberi che può provare un giovane musicista on the road: "La città da cui vengo è piena di piccoli impostori e io non faccio eccezione", ammette. "Avevo però quattro assi nella manica: la gioventù, quasi dieci anni di dura gavetta sui palchi dei bar, un valido gruppo di musicisti locali ben sintonizzati con il mio stile e una storia da raccontare". Quarant'anni dopo è diventata una storia da condividere con il mondo che inseguiva, lo stesso che allora sembrava irraggiungibile.
RepTv News, Silenzi: 40 anni di "Born to run", Springsteen e un tour leggendario
Prefazione
"La città da cui vengo è piena di piccoli impostori, e io non faccio eccezione. A vent’anni non ero un ribelle che sgommava con le auto da corsa, ma un chitarrista per le strade di Asbury Park, già membro a pieno titolo di quella categoria di personaggi che 'mentono' al servizio della verità... gli artisti con la 'a' minuscola. Avevo però quattro assi nella manica: la gioventù, quasi dieci anni di dura gavetta sui palchi dei bar, un valido gruppo di musicisti locali ben sintonizzati con il mio stile e una storia da raccontare.
Una storia che continua in questo libro, scritto anche per ricostruirne le origini. Come punti di riferimento ho scelto gli episodi che credo abbiano più influito sulla mia vita e sulla mia carriera. 'Ma come fai?' è una delle domande che i fan mi rivolgono più spesso. In queste pagine proverò a spiegare non solo il 'come', ma soprattutto il 'perché'.
Kit di sopravvivenza per cantanti rock
DNA, talento naturale, serietà e dedizione, una sensibilità estetica quasi maniacale, un bruciante desiderio di... successo? Amore? Ammirazione? Attenzione? Donne? Sesso? Poi... oh, ma certo... qualche dollaro in tasca. E per finire... se vuoi sopravvivere fino al termine della serata, un fuoco che ti divampa dentro... senza... spegnersi... mai.
Ecco alcuni strumenti che ti torneranno utili se dovessi trovarti di fronte a ottanta(mila) fan devoti che urlano in attesa di assistere alla tua magia, di vederti estrarre dal cilindro, dal nulla o da chissà dove qualcosa che, prima di oggi, non era che semplice rumore travestito da musica. E dunque eccomi qui, a dare corpo a un 'noi' sempre così sfuggente e mai credibile fino in fondo. È questa la mia magia e, come tutte le migliori magie, inizia con un trucco. Abracadabra...".
Qualche mese prima erano cominciate a emergere le prime indiscrezioni sull'autobiografia: "C’è qualcosa di strano nel raccontarsi per iscritto...", si leggeva in uno stralcio del libro apparso online. "Tuttavia, c’è una promessa che l’autore di un libro come questo fa al lettore: aprirgli la propria mente. È quanto ho cercato di fare in queste pagine". Questa volta è Springsteen a parlare. L'idea di scrivere di se stesso la portava già da tempo con sé. Probabilmente, però, la scintilla è scoccata nel 2009, quando con la E Street Band si esibì al Super Bowl: fu talmente colpito dall'esperienza che, per ricordarsi di quei momenti, li mise su carta. Per sette anni, da quel momento, ha continuato a prendere appunti.
Il nuovo album di Bruce Springsteen a settembre
La magia del "Boss" al Circo Massimo: la sua musica scaccia i demoni cattivi
Roma, sessantamila persone al concerto di Bruce Springsteen nell'arena al centro della Capitale, tra un tramonto di caldi colori e le sue canzoni che infiammano il pubblico. E poi quel grido: "Bello essere nella città più bella del mondo, daje Roma". Controlli e vigilanza discreta ma sostenuta hanno reso l'appuntamento musicale nella capitale la "rivincita pacifica" contro gli orrori dei giorni scorsi. Sempre ricordando quelle 84 vittime a Nizza
Bruce Springsteen, a San Siro una scarica di energia rock
"Dreams are alive tonite", stasera i sogni sono vivi: questa la scritta formata dal pubblico di San Siro con cartelli bianchi e blu con cui è stato accolto l'ingresso di Bruce Springsteen sul palco. "Ciao Milano! Fa troppo caldo? Andiamo" ha esordito, prima di aprire lo show accolto da un boato. Una maratona rock per Springsteen e la E Street Band nella prima data italiana del "The River Tour": 35 canzoni per oltre tre ore e quarantacinque minuti di concerto che hanno entusiasmato i 60 mila del Meazza. Al loro sesto concerto allo stadio milanese, a 31 anni dalla prima volta, si sono presentati con "Land of Hope and Dreams" per passare poi a "The Ties that Bind" tratta da "The River", storico doppio disco del 1980 che dà nome al tour. Il concerto è un tributo a un'energia rock che non abbandona l'artista del New Jersey nemmeno alla soglia dei 67 anni fra fuori programma, richieste dei fan e classici in equilibrio tra epica e malinconia. "Questa è la mia prima canzone ispirata ai figli", dice introducendo "Independence Day". La sua generosità si vede non solo nel momento in cui corre in mezzo al parterre sulle note di "Hungry Heart" ma quando verso la fine, su "Dancing in the Dark", invita quattro spettatori a cantare, ballare e suonare con la band. A celebrare il culto del Boss fra in questa prima data 60mila persone. Altrettante se ne attendono il 5 luglio. Springsteen a San Siro è un evento epocale che richiama tutti, dal fan a Zucchero e Ligabue, presenti al Meazza. Ma Milano è una tappa centrale che non a caso ha visto arrivare anche migliaia di spettatori dall'estero. Così, se nel 2013 Springsteen era stato salutato dall'enorme dedica "Our Love is Real", ora la coreografia, tanto imponente da aver richiesto un crowdfunding da 8mila euro, realizza in tutto lo stadio la frase "Dreams are Alive Tonite". Lo stadio si fa vedere anche sulle note di 'The River', illuminandosi con i flash dei telefonini: ma il vero show è la sequenza di canzoni, successi irrinunciabili come 'Born in the U.S.A.', 'Born to Run' per le quali i riflettori illuminano lo stadio a giorno, brani che toccano nel profondo come 'Drive All Night' e scariche elettriche come la finale 'Shout' portata avanti fino allo stremo delle forze. "Questo è un posto molto speciale per noi, con il pubblico migliore", dice il Boss prima di chiudere con una versione acustica di 'Thunder Road'. Uno spettacolo che non si replicherà, ma verrà reinventato il 5, di nuovo a San Siro, e il 16 al Circo Massimo nell'ambito di Rock in Roma.