Soprattutto per un artista "geneticamente outsider" come lei...
"Ma sì, io mi sono sempre considerato fuori target, ma questo successo lo vivo serenamente, finché sarà possibile manterrò questo standard. Finito il tour mi fermerò un po', ora mi godo un anno pieno di soddisfazione".
Max Gazzè fa il giro del mondo: il debutto al di là dell'oceano
Il 2016 per Max Gazzè è decisamente un anno d'oro. Dopo aver suonato ovunque in Italia macinando sold out, l'artista annuncia la sua prima tournée mondiale. Un traguardo raggiunto dopo tanti live in Italia e in Europa e un nuovo progetto della OTRLive, in collaborazione con l'Hit Week Festival. Partirà dall’Europa il prossimo 5 maggio e - dopo un lungo bis in Italia quest’estate - prenderà il volo verso l’America, il Giappone, la Cina e toccherà nove città: Montreal, Toronto, Chicago, Boston, New York, Miami, Los Angeles, Tokio e Shangai. Intanto il 29 aprile arriva in radio “Ti sembra normale”, terzo singolo estratto da “Maximilian”, album certificato Disco d'Oro. “Ti sembra normale” segue il tormentone de “La vita com’è” (sulla soglia dei 20 milioni di visualizzazioni su YouTube, traccia certificata disco di platino) e l’ultima hit in ordine cronologico, “Mille volta ancora”. La formazione che accompagnerà Max in tour sarà composta da Giorgio Baldi alle chitarre, Clemente Ferrari alle tastiere, Cristiano Micalizzi alla batteria e Max 'Dedo' De Domenico agli strumenti a fiato. Il tour mondiale partirà dal Canada: il 7 ottobre 2016 sarà a Montreal (Rialto Theatre), l’8 a Toronto; il 10 raggiungerà Chicago (Martyrs'); l’11 sarà a Boston (Regatta); il 12 a New York (Highline Ballroom); il 14 a Miami (North Beach Bandshell); il 16 a Los Angeles (Whisky a Go Go). Il 20 sarà la volta di Tokio (Club Phase) e il 22 toccherà Shanghai (Qsw Live House). Imminente la partenza del tour europeo, prima tappa Madrid (5 Maggio, Teatro Barcelò), mentre il tour estivo partirà dal castello di Udine l'8 luglio, con un'anteprima all'Arenile di Napoli il 2. Al ritorno dal tour mondiale, Gazzè concluderà il “Maximilian tour” con due grandi concerti-evento il 27 ottobre a Roma (Palalottomatica) e il 29 a Milano (Mediolanum Forum). Tutte le info e le date su maxgazze.it.
"La palla di vetro in un campo come il mio non ce l'ha nessuno, anzi sarebbe drammatico averla. La verità è che dalla conclusione dell'esperienza del trio ognuno di noi ha scelto strade diverse. Io ero davanti a un bivio, mi piaceva l'idea di usare Maximilian come un alter ego e dare spazio a sperimentazioni con i synth che volevo fare uscire con lo pseudonimo, uno studio sulle frequenze, sui sintetizzatori modulari. Ma avevo anche delle canzoni lavorate con mio fratello Francesco e con Francesco De Benedittis che mi piacevano molto. Dovevo decidere tra il disco totalmente pop o quello sperimentale: durante l'estate dell'anno scorso ho deciso di fare prima il disco pop".
La sua anima pop era già delineata nel lavoro con il trio.
"Sì, nel corso del progetto le diverse anime erano già presenti, i momenti più pop erano i miei, le elucubrazioni sofisticate erano di Daniele, le cose più intime di Niccolò".
La sua ricerca sul pop era già iniziata da molto tempo.
"È vero, anche se non so se nel prossimo disco farò cose diverse. Ma sono contento di come ci sono riuscito: fare pop è davvero un'arte difficile, significa fare cose orecchiabili, archetipiche, ma ricche e a loro modo complete, c'è una meticolosa stesura del testo, una attenta ricerca sul suono delle parole che faccio con mio fratello, le assonanze, le rime interne. La semplicità da filastrocca è solo apparente: i testi sono complicati, come quello di Sotto casa, ci sono duemila parole ma i bambini la cantano subito".
È un'arte difficile, dunque.
"È un arte meravigliosa, fare pop in maniera sciatta è criminale. È più complicato fare pop che abbia senso che fare delle cose complesse".
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"Credo di sì. Mi sono sempre visto come un musicista e amo suonare. Mi capita di vedere artisti che stanno sempre in tour e non sanno smettere, io sono di quel tipo, non mi fa fatica fare concerti, il problema è farne pochi, fosse per me li farei tutti i giorni. Poi è anche vero che c'è bisogno di pause, per pensare, ricaricarsi, provare cose diverse. Adesso mi appresto a partire per tour mondiale, America, Canada, Cina, Giappone, farò dei club dove verranno molti italiani residenti all'estero e francamente non vedo l'ora..".
A cosa sta pensando?
"Mi piacerebbe fare un tour in cui mettere insieme orchestra sinfonica e sintetizzatori, penso di poterlo realizzare per la primavera dell'anno prossimo. Ma è solo uno dei tanti progetti...".