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Bataclan, con Doherty riapre il club colpito dai terroristi, le star cantano gli attentati

Un grande restauro per far tornare allo splendore il teatro parigino, tappa importante di artisti locali e internazionali, dove il 13 novembre 2015 persero la vita 93 persone. Il 16 novembre si comincia con Doherty, cui seguiranno Youssou N'Dour, Marianne Faithfull, Flaming Lips e molti altri
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PARIGI – A un anno anno e tre giorni dalla strage del Bataclan, e dopo un restauro piuttosto importante, il club di avenue Voltaire riapre le sue porte. Il primo di una ventina di concerti in cartellone sarà, il 16 novembre (già completo, replica il 17), quello dell'inglese Pete Doherty, cantante dei Libertines, che da tempo vive appena fuori Parigi. Seguirà, il 18, Youssou N'Dour con la sua band Super Etoile de Dakar, Tinariwen più Seratones il 21 e Marianne Faithfull il 25. La stagione di quello che, prima di diventare per sempre scena della strage di novanta persone, era soprattutto uno dei templi parigini della musica, si concluderà il 13 aprile con i metallari australiani Parkaway Drive. Non è stato facile per i musicisti decidersi ad accettare l'offerta di suonare al Bataclan. Le immagini di quel 13 novembre sono ancora nella memoria di una città e del mondo. I corpi sanguinanti portati via dal club attaccato dai…
PARIGI – A un anno anno e tre giorni dalla strage del Bataclan, e dopo un restauro piuttosto importante, il club di avenue Voltaire riapre le sue porte. Il primo di una ventina di concerti in cartellone sarà, il 16 novembre (già completo, replica il 17), quello dell'inglese Pete Doherty, cantante dei Libertines, che da tempo vive appena fuori Parigi. Seguirà, il 18, Youssou N'Dour con la sua band Super Etoile de Dakar, Tinariwen più Seratones il 21 e Marianne Faithfull il 25. La stagione di quello che, prima di diventare per sempre scena della strage di novanta persone, era soprattutto uno dei templi parigini della musica, si concluderà il 13 aprile con i metallari australiani Parkaway Drive. Non è stato facile per i musicisti decidersi ad accettare l'offerta di suonare al Bataclan. Le immagini di quel 13 novembre sono ancora nella memoria di una città e del mondo. I corpi sanguinanti portati via dal club attaccato dai terroristi islamici, il racconto dell'orrore e quello anch'esso desolante di centinaia di telefonini lasciati a terra – dopo la strage tutti suonavano assieme e sullo schermo appariva la parola: maman, mamma – non sono facili da dimenticare. La cantante di origine israeliana Nael Yaim (con David Donatien il 29 novembre) ha impiegato mesi per decidere se credere davvero nella frase che, dopo tutti gli attentati, ci si ripete come un mantra: la vita continua, la vita deve continuare.
Marianne Faithfull 
Sono in molti ad avere scritto una canzone dopo l'attentato. Pete Doherty l'ha anche già cantata dal vivo. Si intitola Hell to Pay at the Gates of Heaven, l'inferno da pagare alle porte del paradiso. Si rivolge direttamente ai giovani. Dice: “Forza ragazzi, scegliete le vostre armi: o una J45 (che è la chitarra acustica più famosa, una Gibson) o un AK47 (fucile d'assalto creato dal signor Kalashnikov nel '46)”. Meno stile “mettete dei fiori nei vostri cannoni”, e più intenso il testo di Marianne Faithfull. La canzone si intitola They Come at Night, 'arrivano di notte', ed è stata scritta da Mark Lanegan, ex Screaming Trees. Qualche giorno fa, parlando del nuovo disco Exit (antologia dal vivo, con dvd di un concerto incluso) in uscita il 30 settembre, Marianne Faithfull ha tirato fuori da un mucchio di fogli una canzone scritta a mano. E l'ha letta, ispirata, come una poesia. “Arrivano di notte, mamma, proprio come hanno fatto prima. Forse adesso è peggio. Aprono la porta e sparano per uccidere. Sarà una specie di maledizione quella che ogni settanta anni ci riporta i nazisti? Stavolta in tutto il mondo. È orribile sentire quell'odio bruciante. Odiano la musica che amiamo, la danza, il jazz, proprio come i nazisti odiavano tutto. E tutto è decadenza. Ragazzini che flirtano e si baciano, colpiti in mezzo agli occhi come cani. Ma adesso non c'è una Inghilterra coraggiosa, né una coraggiosa Russia, o un'America. Tutti sono uguali e giocano il gioco della morte. Tanti in tutto il mondo completamente traumatizzati, come eri tu, come eravate tu e papà alla fine della guerra. Tanti in tutto il mondo trasformati in nuovi nazisti. Che cosa possiamo fare mamma, tranne che piangere per loro? E piangere per noi? Il peccato degli imperi torna a maledirci. Siamo sorpresi che ci odino tanto?”.