Spettacoli

Ligabue, festa al parco per 80 mila aspettando 'Made in Italy'

Nella location 'verde' di Monza, oltre tre ore di musica ed effetti speciali: grande spazio riservato alle canzoni del 'vecchio' repertorio e un assaggio di 4 brani dal nuovo album in uscita il 18 novembre. Domenica sera si replica per cinquantamila

2 minuti di lettura
Chissà quanti dei fan di Ligabue avranno capito l'inizio del concerto: il cielo azzurro, un enorme traliccio, molto barocco, che scorre sullo schermo su note tratte dal Gugliemo Tell di Rossini. Era la sigla con cui iniziavano i programmi televisivi della Rai. Che però l'ha abbandonata nel 1986, anno in cui il cantante aveva 26 anni e fondava la band Orazero muovendosi per circoli Arci; anno in cui probabilmente molti di quelli al  parco di Monza non erano neppure nati. Ma anche chi non ha colto il riferimento capisce il senso: inizia la festa. Invitati, paganti, ma neppure troppo, 57,5 euro che coi tempi che corrono nei concerti è una cosa onestissima, 80 mila spettatori. E 50mila nella replica di domenica sera. E se si è fan del Liga, questa è davvero una festa: 32 canzoni che pescano a piene mani nel repertorio del rocker, comprese tante cose del passato, anzi a dirla tutta metà della scaletta è fatta di canzoni dello scorso millennio, unanimemente ritenuto il suo periodo migliore (basterebbe un disco come Buon compleanno Elvis a dire tutto).

Senza dimenticare le novità, dato che ci sono anche quattro canzoni dell'album Made in Italy, che uscirà il 18 novembre. G come giungla già è un tormento(ne) radiofonico, qui ecco svelate anche La vita facile (con pericolosi echeggi dei Queen), Ho fatto in tempo ad avere un futuro e Dottoressa, testi non esaltanti, ma brani che dal vivo rivelano il solito grande senso del ritmo.

Di sicuro è che i 130mila non sono venuti qui da tutta Italia – c'è chi si è accampato col sacco a pelo sotto il palco per non perdere la priorità acquisita - per ascoltare le novità. Semmai, per farsi cullare dalle sicurezze: Certe notti, Ho perso le parole, Piccola stella senza cielo, Metti in circolo il tuo amore, Balliamo sul mondo. E ovviamente Urlando contro il cielo: il venticinquesimo anniversario del suo inno è il pretesto ufficiale per queste due serate, e per questo la canzone è sia l'apertura che la chiusura della scaletta, prima in versione rock, poi acustica voce e chitarra.

Di sicuro il loro eroe, alle due sole date del 2016 (nel 2017 seguirà invece un adeguato tour), non si risparmia: oltre tre ore di musica ed effetti speciali, che passano per laser, fari stroboscopici di mille colori, rossi, blu, arancioni, gialli, arcobaleno, 14 torri luce, video surrealistici proiettati su uno schermo da 850 metri quadri. Musicalmente parlando, la novità è che accanto alla sua band capitanata dal solito e solido Federico Poggipollini c'è anche un trio di fiati, sax, tromba e flicorno, che rende ancor più suggestiva una canzone già fatta di atmosfere come Certe notti, uno dei tre bis.

Il resto è solidissimo rock vecchio stile, alternato a momenti acustici (clamoroso il fascino di Metti in circolo il tuo amore a luci semispente) e d'altronde la forza di Ligabue è stata avere sì lo sguardo nel futuro, ma i piedi nel passato, per citare Pierangelo Bertoli, non a caso l'uomo che a suo tempo lo scoprì.

E i fan gradiscono, anche a giudicare dalle richieste dei biglietti: «Per il concerto di sabato ci saremmo potuti spingere oltre le 80mila presenze, fino a 100mila – ha spiegato il promoter Ferdinando Salzano – ; la tentazione c'è stata a giugno, quando la prima data ha avuto il sold out. Ma abbiamo preferito aggiungere una replica domenica, a capienza un po' ridotta, anche per rispettare la natura. Gli attacchi dei Verdi sulla possibile devastazione di quella meraviglia che è il Parco della Villa Reale ci hanno fatto riflettere, e abbiamo anche voluto una certificazione di impatto ambientale».

D'altronde il luogo non era stato scelto per caso, anche passando sopra le difficoltà logistiche (niente metrò, trasporti pubblici scarsi, strade intasate). Ligabue voleva un luogo di particolare fascino: «Avrei potuto fare uno stadio, ma stavolta volevo una platea in piano, o Campovolo, ma la conosco già, invece chiedevo uno dei tanti posti splendidi di cui è piena l'Italia». Detto fatto. E uno dei concerti dell'anno, quello che chiude anche musicalmente l'estate, è servito. Anche se si potrà riviverlo (o viverlo) in autunno inoltrato: il 23 novembre la registrazione dei concerti andrà in onda su Fox e FoxLife assieme a un docufilm sulla nascita di Made in Italy.