Gli autori della colonna sonora della serie tv cult 'Stranger Things' pubblicano il nuovo album, trionfo di sintetizzatori che omaggia i classici del genere
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S U R V I V E, RR7349 (Relapse)
Dagli autori di... Il successo folgorante e globale di Stranger Things - la serie sci-fi/retro dei fratelli Duffer, disponibile su Netflix - ha catapultato tutti i suoi protagonisti sotto i riflettori del circo mediatico, compresi gli autori della colonna sonora, Michael Stein e Kyle Dixon. Il commento sonoro, a partire dalla sigla di testa, è uno dei segreti della serie, incisivo, avvolgente e citazionista quanto basta per creare nello spettatore/ascoltatore quel mix letale di empatia e dipendenza. Stein e Dixon oltre ad aver lavorato per alcuni lungometraggi come The Guest fanno parte dei S U R V I V E, quartetto di Austin, Texas, completato da Adam Jones e Mark Donica. Grandi appassionati di sintetizzatori, li collezionano, personalizzano, ne assemblano di nuovi, alla ricerca della giusta sonorità per quelle atmosfere che hanno evocato e imprigionato nella loro mente. Un lavoro di esoterismo e artigianato musicale, in netto contrasto c…
Dagli autori di... Il successo folgorante e globale di Stranger Things - la serie sci-fi/retro dei fratelli Duffer, disponibile su Netflix - ha catapultato tutti i suoi protagonisti sotto i riflettori del circo mediatico, compresi gli autori della colonna sonora, Michael Stein e Kyle Dixon. Il commento sonoro, a partire dalla sigla di testa, è uno dei segreti della serie, incisivo, avvolgente e citazionista quanto basta per creare nello spettatore/ascoltatore quel mix letale di empatia e dipendenza. Stein e Dixon oltre ad aver lavorato per alcuni lungometraggi come The Guest fanno parte dei S U R V I V E, quartetto di Austin, Texas, completato da Adam Jones e Mark Donica. Grandi appassionati di sintetizzatori, li collezionano, personalizzano, ne assemblano di nuovi, alla ricerca della giusta sonorità per quelle atmosfere che hanno evocato e imprigionato nella loro mente. Un lavoro di esoterismo e artigianato musicale, in netto contrasto con buona parte della musica elettronica contemporanea che prende corpo da un software o da un campione digitale lavorato tramite laptop.
La copertina dell'album "RR7349" Brividi analogici. La musica dei S U R V I V E – elettronica, strumentale e analogica - si muove tra i solchi lasciati nella memoria dalle loro passioni musicali e cinematografiche. Il nuovo disco RR7349 - il titolo non è altro che il numero di catalogo dell'album, come da loro abitudine – alterna dinamiche più ritmate e incalzanti a momenti di apparente decompressione, perfetti per far riprendere fiato all'ascoltatore in attesa del prossimo assalto a sangue freddo.
Una colonna sonora per un film sci-fi/horror/mistery immaginario e ideale, pieno di colpi di scena che racchiude per ovvi motivi diversi modelli di riferimento. Carpenter in primis, ma anche i Tangerine Dream, citati esplicitamente nel brano Sorcerer, titolo originale del film Il salario della paura di Friedkin del 1977, per il quale il gruppo tedesco aveva composto le musiche. O anche i momenti meno estrosi e magniloquenti di Vangelis e Moroder, altri “ospiti” illustri del disco. RR7349 è in tutto e per tutto un album visuale, pur non avendo delle immagini ufficiali. Gioca molto sul fattore suspense, sulla fascinazione ambientale, quindi perfetto da ascoltare in macchina di notte, magari girando senza una meta precisa. O con gli occhi chiusi, in tal caso meglio non essere alla guida, per dare una personale forma e visione alle atmosfere create dalla band.
Il futuro è ieri. La resurrezione degli anni 80 è forse la più potente deriva della dilagante ossessione retro in corso a 360°, attiva ormai da qualche stagione. Un filo rosso sangue che collega pellicole come Drive, Super 8 o It Follows alle altre arti, alla moda e ai più disparati fenomeni di costume. Non è un caso se in questo momento, per la prima volta in carriera, John Carpenter abbia deciso di suonare dal vivo le proprie colonne sonore in giro per il mondo, passando recentemente anche in Italia (Roma e Torino). Quelle atmosfere pulsanti e sinistre, inquiete, quindi vigili e vivissime hanno contaminato giovani artisti pronti a dare nuovo lustro alla musica elettronica analogica e in particolare all'arte dei synth. S U R V I V E ma anche Martin Jenkins aka Pye Corner Audio – consigliatissimo il suo nuovo album Stasis - Steve Hauschildt e Mark McGuire (entrambi ex Emeralds), Johnny Jewel o il nostro Alessandro Cortini sono solo la punta di un iceberg magmatico e in continua evoluzione.
Lunga vita ai Maestri quindi, ma anche un plauso alle nuove leve capaci di aggiornare con personalità e perizia quelle atmosfere musicali che hanno trasformato la tensione, le ossessioni, la paura in arte ma soprattutto in brividi di piacere.