Waters ha fatto sapere che durante i concerti presenterà anche il nuovo materiale che farà parte del disco di prossima pubblicazione: "Con tutta probabilità, il 75 per cento sarà dedicato al vecchio materiale e il 25 per cento a quello nuovo". Waters ha anche annunciato di essere al lavoro con il produttore dei Radiohead Nigel Godrich: "Abbiamo dell'ottimo materiale in cantiere - ha detto Waters - ho scritto questo progetto in parte come fosse un viaggio su un tappeto volante, in parte come un'invettiva polica, un po' angosciante. L'ho fatto sentire a Nigel e mi ha detto 'oh, mi piace quella parte', lunga due minuti, 'e quell'altra'".
Desert Trip, lo show degli Who e le sorprese di Roger Waters
Con le esibizioni degli Who e di Roger Waters si è chiuso il primo weekend del Desert Trip Festival di Indio, California, che ha ospitato anche i set di Bob Dylan, Rolling Stones, Paul McCartney e Neil Young e che verrà replicato il 14 - 16 e 16 ottobre prossimi. Gli Who hanno proposto tutti i loro brani più celebri, da 'I can't explain' a 'I can see for miles', da 'The kids are alright' a 'My generation' fino a 'Pinball wizard', 'The Acid queen', 'Baba O'Riley', 'See me feel me' e 'Won't get fooled again'. Tra un attacco a Trump e l'altro, Roger Waters, che ha annunciato la pubblicazione di un nuovo album nella primavera del 2017, ha proposto da parte sua una scaletta piena di brani dell'era Pink Floyd, tra cui 'Set the controls for the heart of the sun', 'Breathe', 'Speak to me', 'Time', 'Money, 'The great gig in the sky', 'Have a cigar', 'Us and them', 'Wish you were here', 'Shine on you crazy diamond', 'Another brick in the wall, 'Comfortably numb' e altri ancora. Alla prima serie di concerti del Desert Trip hanno assistito in totale circa 225.000 spettatori: con il prossimo weekend, il numero è destinato a raddoppiare