Paul McCartney - Neil Young, omaggio ai Beatles al Desert Trip
Dopo il trionfo dei Rolling Stones nella serata di apertura, che ha visto anche l'esibizione di Bob Dylan, il Desert Trip Festival di Indio, California, ha vissuto un'altra notte memorabile. Protagonisti Neil Young e Paul McCartney, che hanno dato vita a un inatteso duetto sulle note di canzoni dei Beatles e di John Lennon. Young, che aveva aperto la serata, è tornato in scena per eseguire insieme a McCartney due brani dei Beatles, 'A day in the life' e 'Why don't we do it in the road' (che fa parte del celebre 'White album'), e l'inno di Lennon 'Give peace a chance'. In questo festival popolato solo da giganti del rock (oltre ai nomi già citati, stasera si esibiranno Roger Waters e gli Who: il tutto verrà replicato nel prossimo weekend) gli omaggi ai Beatles sono ormai una consuetudine: durante la loro performance, anche i Rolling Stones avevano eseguito una versione di 'Come together'. Sempre a proposito dei Beatles, McCartney ha proposto un set in cui i pezzi dei Fab Four erano predominanti: in scaletta: tra gli altri, Macca ha riproposto 'A hard day's night', 'Day tripper', 'Can't buy me love', ' Eleanor Rigby', 'We can work it out', 'Blackbird', 'Lady Madonna', 'Something', 'Ob-la-di Ob-la-da', 'Let it be', 'Hey Jude', 'Heleter skelter' e molti altri.
Desert Trip, lo show degli Who e le sorprese di Roger Waters
Con le esibizioni degli Who e di Roger Waters si è chiuso il primo weekend del Desert Trip Festival di Indio, California, che ha ospitato anche i set di Bob Dylan, Rolling Stones, Paul McCartney e Neil Young e che verrà replicato il 14 - 16 e 16 ottobre prossimi. Gli Who hanno proposto tutti i loro brani più celebri, da 'I can't explain' a 'I can see for miles', da 'The kids are alright' a 'My generation' fino a 'Pinball wizard', 'The Acid queen', 'Baba O'Riley', 'See me feel me' e 'Won't get fooled again'. Tra un attacco a Trump e l'altro, Roger Waters, che ha annunciato la pubblicazione di un nuovo album nella primavera del 2017, ha proposto da parte sua una scaletta piena di brani dell'era Pink Floyd, tra cui 'Set the controls for the heart of the sun', 'Breathe', 'Speak to me', 'Time', 'Money, 'The great gig in the sky', 'Have a cigar', 'Us and them', 'Wish you were here', 'Shine on you crazy diamond', 'Another brick in the wall, 'Comfortably numb' e altri ancora. Alla prima serie di concerti del Desert Trip hanno assistito in totale circa 225.000 spettatori: con il prossimo weekend, il numero è destinato a raddoppiare
Desert Trip Festival, il trionfo dei Rolling Stones
Si è svolta a Indio, California, la prima delle sei serate del Desert Trip Festival. La manifestazione, che si svolge nello stesso luogo che ospita il Coachella, si divide in due weekend (7-8-9 e 14-15-16 ottobre) e vede esibirsi sullo stesso palco, per la prima volta nella storia, Rolling Stones, Bob Dylan, Neil Young, Roger Waters, Paul McCartney e The Who. La serata di apertura ha visto protagonisti Bob Dylan e i Rolling Stones, che in un delirio di folla hanno presentato per la prima volta dal vivo un brano del loro nuovo album di classici blues 'Blue & Lonesome', in uscita il 2 dicembre (leggi l'articolo). Il prezzo minimo, per una sera, è di 199 dollari. Il pass per tre giorni costa da 399 a 1.599 dollari, ma gli organizzatori hanno stimato un incasso complessivo di circa 160 milioni di dollari.
Gli Stones invece arringano la folla, chiudono coi fuochi d'artificio una setlist di sole hit per dare al pubblico tutto quel che chiede. Questioni di filosofia di base. Tra cantanti che più o meno tutti un tempo furono impegnati l'unico a turbare ancora qualcuno è Waters, con la pesante presa di posizione contro Trump e i suoi muri, col maiale volante dalle sembianze del candidato presidente "sessista, bugiardo, razzista" e cento metri di maxi schermo che a 20 giorni dalle elezioni gridano "Trump è un porco". "Once in a lifetime", era lo slogan del festival. Che abbia avuto la sua dose di epicità è fuor di dubbio. Poi ci sono i conti: le spese solo di cachet toccano i 35 milioni, ma gli incassi sfiorano i 150, lo show più remunerativo di sempre. Con queste basi, l'idea che ci si accontenti di una volta nella vita vacilla, soprattutto là dove con un po' di soldi da spendere si può comprare tutto.