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Malika Ayane: "Io Evita come Madonna, grande simbolo di emancipazione"

Dal 9 novembre a Milano e poi a Genova, Firenze, Roma il musical di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber in versione italiana. Lo firma Massimo Romeo Piparo

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Qualche anno fa durante un Festival di Sanremo aveva detto che le sarebbe piaciuto partecipare ad un musical. Adesso Malika Ayane vestirà i panni della leggendaria quanto controversa Evita Peron nello show che debutterà il 9 novembre al Teatro della Luna di Milano, diretto da Massimo Romeo Piparo e per la prima volta in assoluto in versione italiana. Per i vent’anni della storica edizione cinematografica di Alan Parker con Madonna anche il regista messinese, attualmente direttore artistico del Teatro Sistina di Roma, ha deciso di riproporre un'opera in cui si era cimentato in precedenza: "Allora raccontai una storia poco nota in Italia e l’idea di proiettare immagini recuperate sulle bancarelle di Buenos Aires era innovativa” ha commentato Piparo “questo nuovo allestimento a distanza di vent’anni racchiude tutta la magia e la poesia del racconto nella scelta della lingua italiana. La comprensibilità dei testi ha permesso di approfondire la psicologia dei personaggi, in bilico tra storia e fantasia”.

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Nel 1997 Malika Ayane aveva partecipato come solista nel ruolo di Seconda apparizione nel Macbeth di Riccardo Muti, esperienza formativa che per sua stessa ammissione è stata utile a prepararsi per questa nuova avventura. Grande appassionata di film musicali e patita di Liza Minnelli, era poco più che adolescente quando arrivò nelle sale il film di Alan Parker con Madonna che interpretava la leader politica argentina. "Eva Peron è un grande simbolo dell'emancipazione, ha incarnato una sfida che nella sua epoca sembrava impossibile,” ha osservato la Ayane ”senza mai abbassare la posta. Non servono grandi drammi personali per comprendere lo slancio e la passione che muovevano la donna. Credo di condividere con lei forza ed energia”. Secondo la musicista cantare aiuta ad immedesimarsi nel personaggio e interpretare una canzone non è troppo diverso da interpretare un ruolo sul palcoscenico. Anche l’emozione e l’ansia da prestazione sono le stesse.

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Per questa riedizione di Evita l’impianto narrativo è identico all’originale: lo show comincia col funerale e termina con la prematura morte della protagonista. I 27 brani che compongono l’opera saranno eseguiti tutti live sul palco dalla grande orchestra diretta dal maestro Emanuele Friello, Teresa Caruso si è occupata delle scenografie, Cecilia Betona dei costumi e Roberto Croce delle coreografie. Per il pubblico lo spettacolo rappresenta l’opportunità di riscoprire le tappe fondamentali della vita della grande eroina, le luci e le ombre di una figura entrata nell’immaginario collettivo popolare, attraverso uno spettacolo imponente di cui il regista assicura l’impatto. Dopo Milano, il tour proseguirà a Genova (Politeama Genovese dal 29 novembre), a Firenze (Teatro Verdi dal 6 dicembre) fino ad approdare a Roma, sul palco del Teatro Sistina, dove lo spettacolo sarà in scena per tutto il periodo delle Festività, a partire dal 14 dicembre (fino al 15 gennaio). Il tour italiano si chiuderà al Politeama Rossetti di Trieste (dal 18 gennaio).