Bruno Mars, l'onda lunga dei danni causati da Mariah Carey
Gianni Santoro, GIANNI SANTORO
Per il suo terzo album "24K Magic" il cantante americano bestseller torna a ispirarsi al passato: questa volta all'R&B di maniera degli anni Novanta
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Bruno Mars, 24K Magic (Atlantic)
Ah, il 1991! L’anno di Nevermind dei Nirvana. Gli U2 si reinventano con successo con Achtung Baby. Il trip hop diventa grande con Blue lines dei Massive Attack. Michael Jackson indovina l’ultimo grande album della carriera, Dangerous. Il mondo finalmente scopre i R.E.M. con Out of time. I Guns N’Roses lasciano in eredità Use your illusion. I debutti di Smashing Pumpkins su un lato dell’Atlantico e dei Blur sull’altro promettono grandi cose. Che annata, quella. Ma l’album più venduto negli Stati Uniti nel 1991 non è stato nessuno di questi. È stato un altro: il debutto omonimo di Mariah Carey. E, al di là delle vendite, forse è stato proprio quell’album a condizionare di più il futuro della musica di grande consumo. L’R&B levigato, leggero, manieristico ed edulcorato diventò il nuovo pop. Tutti iniziarono ad inseguire quel modello: Whitney …
Ah, il 1991! L’anno di Nevermind dei Nirvana. Gli U2 si reinventano con successo con Achtung Baby. Il trip hop diventa grande con Blue lines dei Massive Attack. Michael Jackson indovina l’ultimo grande album della carriera, Dangerous. Il mondo finalmente scopre i R.E.M. con Out of time. I Guns N’Roses lasciano in eredità Use your illusion. I debutti di Smashing Pumpkins su un lato dell’Atlantico e dei Blur sull’altro promettono grandi cose. Che annata, quella. Ma l’album più venduto negli Stati Uniti nel 1991 non è stato nessuno di questi. È stato un altro: il debutto omonimo di Mariah Carey. E, al di là delle vendite, forse è stato proprio quell’album a condizionare di più il futuro della musica di grande consumo. L’R&B levigato, leggero, manieristico ed edulcorato diventò il nuovo pop. Tutti iniziarono ad inseguire quel modello: Whitney Houston dovette aggiornarsi, Madonna provò a inseguirlo, Janet Jackson ammorbidì il suo sound. Tutti volevano cantare come i Boyz II Men. Tutte volevano cantare come Mariah Carey. Quanti danni ha fatto quel modo di cantare. Quanti virtuosismi gratuiti. Ancora ne paghiamo le conseguenze oggi. Basta seguire le selezioni televisive di un qualsiasi talent show. Se per le donne il modello diventò quello, per gli uomini c’era già da qualche mese: si chiamava Bobby Brown, era stato da ragazzino nei New Edition, due produttori re mida come Babyface e L.A. Reid lo fecero diventare un megabestseller solista con un tipo di R&B aggiornato e fresco. Certo: ora è ricordato solo come colui che avrebbe spinto sua moglie Whitney Houston verso le droghe pesanti. E forse non è neanche vero.
La copertina dell'album "24K Magic" 25 anni dopo. È con stupore misto a una sana dose di sconcerto che scopriamo che proprio a quelle sonorità, in fondo invecchiate anche male, giustamente dimenticate dal tempo galante, ha scelto di ispirarsi uno dei più importanti cantanti pop del nuovo panorama, Bruno Mars. Il party man più sorridente di oggi, voce del party anthem più universale e trascinante degli ultimi anni, quella Uptown funk firmata con Mark Ronson bestseller mondiale, è tentato dalle ballate black smielate che hanno fatto la fortuna di R. Kelly, di Babyface, dei tremendi All-4-One, che con la loro I swear hanno segnato i confini invalicabili della ballata piaciona.
Alla fine, a Bobby Brown si ispira uno dei pochi brani godibili che in fondo neanche cita Brown, ma i suoi amici ed ex soci Bell Biv Devoe: quelli cantavano Poison, caposaldo del genere, Mars tenta di clonarli in Finesse. Il problema non è neanche 24k Magic, title track, esplosione di R&B e funk citazionista vintage. Né Chunky, che sfiora la disco music (Michael Jackson circa Off the wall), o Perm, ennesima spassosa imitazione di James Brown. In totale fanno quattro brani su un totale di nove, in un album da 33 minuti. Il resto sono ballate dozzinali di quegli anni Novanta R&B dimenticati e dimenticabili (da Versace on the floor all’insopportabile Too good to say goodbye), tutte potenzialmente accompagnabili da videoclip in cui lui al ralenti inizia a comporre il numero di lei sul telefono fisso e lei, stanca di aspettare, esce con le amiche e lo incontra al club e finge di divertirsi anche senza di lui. Lui in abiti oversize bianchi e lei con capelli gonfi. Luoghi comuni per musica di genere.
È qui la festa? A questo punto il vero problema di Bruno Mars è solo uno ed è parecchio grande per una popstar arrivata a questo punto: chi è Bruno Mars? È carismatico ma a suo modo anonimo. L’unica cifra provata finora è il citazionismo spinto, il recupero più o meno d’autore, la riproduzione di sonorità del passato: sono già tre le cause di plagio per Uptown funk. Con 24K Magic cerca di andare a capire quanto mercato c’è oggi tra gli orfani dei Boyz II Men e dintorni, ma che senso ha una carriera tutta vissuta rincorrendo? Meglio sarebbe fare bene l’unica cosa che ha dimostrato ampiamente di saper fare: la party music.