E il gruppo guidato da Pau ha conquistato la platea con una intensa esibizione in chiave rock d’autore “unplugged”, con in primo piano pezzi forti come Rotolando verso Sud. Premiata anche la vincitrice del contest tra i lettori di repubblica.it Nunzia Carrozza, giovane artista campana di Telese Terme, che grazie a Filastrocca ha conquistato 12.167 degli oltre 31 mila voti complessivi on line. Siciliani invece i Tamuna, che hanno convinto la giuria guidata da Dori Ghezzi con un brano di grande impatto e qualità come Accussì.
Premio De Andrè, vincitori e finalisti
La rock-band dei Tamuna ha vinto il Premio De André: il gran finale della XV edizione è andato in scena all’Auditorium di Roma e ha laureato vincitori anche Teo Manzo (per la poesia con 'Il parere degli zitti') e Luca Pontassuglia (per la pittura con l’opera 'Il colore degli ultimi'). Oltre naturalmente ai super-ospiti Negrita (premio alla carriera) e Clementino (per la reinterpretazione dell’opera di Fabrizio). La giuria era presieduta da Dori Ghezzi. Nel corso della serata, condotta da Carlo Massarini, si sono alternati sul palco anche gli altri dieci finalisti, ovvero Efuza , Emanuele Ammendola, Massimo Francescon Band, I Profugy (con “Nun da’retta”), I Pupi di Surfaro, Isole Minori Settime, I Treni non portano qui, Livio Livrea, Rosso Petrolio, Samuela Schilirò e Vito e le Orchestrine (Foto Musacchio/Ianniello)
Una carrellata sul nuovo rock e sulla canzone d’autore che a volte si mescola con l’elttronica e in altri casi recupera sonorità orchestrali, sentendo il polso allo stato di salute della musica italiana. Che a giudicare dalle giovani generazioni è in buona salute. Non a caso dalle più recenti edizioni della manifestazione patrocinata dalla Fondazione De André, con la direzione artistica di Luisa Melis e la collaborazione di iCompany, sono emersi talenti di spicco come Chiara dello Iacovo che dopo aver conquistato la finale del Premio nel 2014 ha sfiorato la vittoria all’ultimo festival di Sanremo.